L’AQUILA – “È giunto il momento di dire ‘basta’, di farci sentire ed ottenere un giusto riconoscimento della nostra professione, di tornare ad avere la dignità che meritiamo, che questo lavoro merita”.
A dare voce agli “invisibili dello spettacolo” è lo storico disc jockey aquilano, Claudio Spagnoli, referente Dj per Abruzzo e Molise del Sils (sindacato italiano lavoratori dello spettacolo), insieme al collega e amico di Pescara Claudio Corna.
Spagnoli, da oltre 30 anni cuore pulsante della movida, convinto che vivere di musica, con i giusti strumenti e un buon bagaglio di esperienza e tecnica, sapendosi anche adattare alle nuove tecnologie, possa contribuire in maniera importante a ridonare valore a una figura professionale, sempre più in crisi, racconta ad AbruzzoWeb difficoltà e paure di questi ultimi mesi, con uno sguardo di cauta fiducia verso il futuro.
Questa mattina, alle ore 11 presso la sede di Confcommercio a Pescara, si svolgerà un incontro con Maurizio Pasca, presidente del Silb (sindacato italiano locali da ballo) e i rappresentanti del Sils. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, si parlerà proprio delle riaperture dei locali.
Dopo il lockdown generato dall’emergenza Coronavirus, è scattata in tutt’Italia la fase 2, caratterizzata dalla graduale riapertura delle attività .
Il via libera per ripartire però non è contemplato per discoteche e locali da ballo in genere, nonostante il settore in Italia conti oltre cinquantamila addetti per un fatturato di circa 4 miliardi annui, 4,7 milioni di persone che, ogni weekend, passano una notte in disco.
Questi sono solo alcuni dei numeri del mondo della notte, il primo a chiudere i battenti, già nel febbraio scorso, e che adesso chiede di avere delle risposte da parte del governo e soprattutto si dice pronto a ripartire in sicurezza.
“Sono tre mesi che siamo tutti fermi e stiamo ancora soffrendo, il nostro è un futuro incerto, ma voglio essere ottimista e con questa iniziativa del Sils credo si possa iniziare a mettere delle basi per riprendere la nostra dignità, mettere dei punti fermi: chiediamo la creazione di albo per esempio, in modo da non essere più denigrati scherniti perché questo è un lavoro che spesso non è capito. Troppe volte ci sentiamo dire ‘fai il dj? A ok, di mestiere?. Il nostro lavoro non inizia con la serata – sottolinea – ma per la gran parte viene fatto durante la settimana, ricercando musica, studiando, preparandosi psicologicamente: quando sei in pista devi trovare empatia con le persone che hai di fronte per riuscire a capire cosa vogliono e farle divertire e non è semplice”.
A causa dell’emergenza legata al diffondersi del Covid-19, il 22 febbraio 2020 tutto il sistema dell’entertainment notturno si è fermato. Da allora migliaia di professionisti della nightlife non percepiscono retribuzioni e altrettanti, per i più svariati motivi, non possono accedere ai ed ammortizzatori sociali.
“Gli addetti ai lavori che sono in possesso di una Patita Iva sono davvero pochissimi – spiega Spagnoli – sono soltanto coloro che, oltre a fare i dj, hanno un’azienda che fa service, o che affitta l’attrezzatura, ma la gran parte delle persone che fanno parte di questo mondo lotta da anni contro ‘il nero’, del resto: chi ti assume? E poi c’è da dire che sicuramente è un mestiere inflazionato dai ragazzi molto giovani che si mettono nell’ambiente, non comprano dischi, ma scaricano la musica da siti pirata, per cui non hanno spese e al contrario le persone che lo fanno da anni e che hanno acquistato musica in modo legale negli anni si ritrovano a dover combattere contro una concorrenza sleale, che riesce a mantenere un prezzo più basso proprio perché ha meno costi alle spalle”.
Come saranno le discoteche del post lockdown? “Nelle prossime settimane si partirà con musica blanda, almeno per quanto mi riguarda – precisa Spagnoli – cercherò di evitare grossi tormentoni che fomentano la gente al ballo, per cui inizierei con musica meno coinvolgente nel ballo e più ricercata”.
Cosa ne pensate delle misure contenute nel “Cura Abruzzo”?
“Noi non esistiamo, fatta eccezione per chi ha partita Iva o chi nell’annualità è riuscito ad avere un voucher o un’assunzione a chiamata di almeno 7 giorni per poter usufruire del bonus. Ma parliamo davvero di un numero estremamente ridotto di persone”, aggiunge.
In questi mesi sono stati tanti gli appelli che il settore ha rivolto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: Tra marzo e aprile il Silb, insieme anche alle associazioni di categoria dei Dj, ha scritto due lettere al premier chiedendo la soppressione di tasse e tributi per l’anno in corso e un contributo a fondo perduto, parametrato sull’effettiva perdita di fatturato.
“In questi mesi di stop ho avuto diverse chiamate da parte soprattutto dei più giovani, che mi hanno chiesto se il pagamento annuale della quota Siae potrà essere rimborsata o accreditata nel prossimo anno, ma per il momento non c’è alcuna risposta. Il nostro è stato il primo settore a chiudere e sarà probabilmente l’ultimo ad avere risposte certe”.
“Servirebbe una riforma dell’intero settore, dovranno essere istituiti dei corsi di formazione, ognuno di noi ha fatto le sue esperienze, abbiamo imparato tutto da autodidatti, ma serve formazione oltre ovviamente alla passione che devi avere dentro e che solo in quel momento puoi coltivare”, l’appello di Spagnoli.
Il consiglio direttivo del Sils è composto da grandi nomi: Filippo Regis, presidente, Benny Di Gioia, responsabile Nazionale Dj’s, Alessandra Gallesi e Francesco Sarzi, responsabili Nazionali Vocalist, Emiliano Milano, responsabile Nazionale PR/Organizzatori e Luciano Battini, responsabile Nazionale Performers e Animazione.
Tra i fautori di questo progetti anche il Dj Roberto Salaroli, noto come Robert-eno, componente dei Relight Orchestra e Max Monti, noto Dj e Producer internazionale.
Il sindacato mira ad istituire – ricorda Spagnoli – organizzare ed erogare alle categorie del ‘mondo della notte’ servizi e soluzioni in maniera legale, amministrativa, previdenziale e pensionistica, oltre che finanziaria e fiscale, avvalendosi di esperti del settore.
“Sono fermamente convinto – conclude – che per noi addetti ai lavori il Sils sarà una grande opportunità che ci permetterà di raggiungere i risultati tanto attesi. Sono onorato di far parte della squadra; è giunto il momento di riprenderci la nostra dignità, insieme ce la faremo!”.





