L’AQUILA – “In tempi di distanziamento sociale anche i sentimenti che i rapporti dal vivo tra persone sanno stimolare vengono meno e anche le emozioni di assistere a uno spettacolo teatrale, ad un concerto, ad una qualsiasi rappresentazione dell’arte ci sono preclusi. Guardando alla famosa fase 2 e a quelle successive, i luoghi della cultura saranno probabilmente tra quelli più penalizzati; dai grandi musei che potranno ospitare meno persone contemporaneamente con l’aumento delle attese, ai piccoli teatri che già potevano offrire per motivi contingenti, pochi posti agli spettatori, passando per gli spettacoli all’aperto limitati anch’essi dal divieto di assembramenti”.
Così il capogruppo del PD in consiglio comunale dell’Aquila, Stefano Palumbo
“La cultura è fantasia, creatività, immaginazione; la cultura ha nel suo DNA la capacità di reinventarsi, di sperimentare nuove frontiere; la cultura esiste anche in tempi di emergenza, va semplicemente lasciata esprimere. Ne è l’esempio il salone del libro a Torino che si terrà regolarmente dal 14 al 17 maggio, non più al Lingotto ma sul pianeta digitale, quel luogo che l’emergenza legata al virus ha reso centrale nelle vite di tutti noi”, prosegue Palumbo.
“Propongo allora di pensare da subito anche all’Aquila a come reimmaginare i tanti eventi culturali che si tengono ogni anno in città. Propongo di permettere a teatri e band di tornare ad essere protagonisti della cultura cittadina, lanciando un bando pubblico rivolto alle tante piccole esperienze culturali e musicali presenti sul territorio, stimolando così la proposta di nuove forme di spettacoli di teatro, cinema o concerti sempre dalle piazze aquilane o nella meravigliosa cornice dei nostri borghi, ma capaci di coniugare le limitazioni imposte alla presenza fisica in massa con le possibilità offerte dalla partecipazione virtuale. Sarebbe utile immaginare formule in grado di supportare anche l’offerta delle strutture ricettive o di ristorazione nel momento in cui riapriranno”, conclude Palumbo.





