ROMA – Lockdown nei weekend e stretta sui negozi. Nelle prossime ore arriverà il parere del Comitato tecnico scientifico (Cts), ma intanto il governo è pronto ad apportare modifiche al nuovo Dpcm contenente le misure anti contagio. Sul tavolo degli esperti il cosiddetto “modello Codogno” per le zone rosse e l’ipotesi di una zona “arancione scuro” per il resto d’Italia, oltre a quella di lockdown in tutte le zone del Paese dove i contagi settimanali sono superiori ai 250 per 100mila abitanti, che passerebbero automaticamente in zona rossa.

Come si legge sul quotidiano Openonline.it, le modifiche che potrebbero entrare in vigore già in questo fine settimana. Nelle zone rosse verrebbe adottato il cosiddetto “modello Codogno”. Sarebbe cioè possibile uscire di casa soltanto per comprovate esigenze, motivi di lavoro, salute e urgenze, e verrebbero chiuse tutte le attività non essenziali. Sullo sfondo, resta al vaglio una stretta che riguardi l’intero Paese, soprattutto se i contagi dovessero continuare a correre e oltrepassare la soglia dei 30mila giornalieri.

Gli esperti del Cts si sono intanto riuniti alle 9 e si esprimeranno anche sulla chiusura dei negozi nelle zone rosse.

Sull’ipotesi di un lockdown la maggioranza è divisa, con Matteo Salvini e Giovanni Toti fortemente contrari all’ipotesi di chiusura generalizzata e Silvio Berlusconi, per cui “la stagione dei sacrifici non è finita e i dati non ci consentono di abbassare la guardia”. Inutile, per Italia viva, chiudere le scuole e “lasciare aperto il resto”.

Luigi Di Maio, del M5s, ha intanto dichiarato ad Avvenire: “Stiamo entrando nella terza ondata del Covid. Secondo i dati scientifici che abbiamo, il picco lo avremo a fine mese. Questo inevitabilmente ci spinge a misure più restrittive per cercare di fermare il trend dei contagi”.