ROMA – I minori di 18 anni che vengono nel nostro Paese con i genitori non dovranno fare la quarantena.

Il governo chiarisce uno dei principali dubbi sollevati dalla nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che introduce una serie di restrizioni per i viaggi in Italia ma allo stesso tempo difende la scelta di forzare la mano con l’Ue e di prorogare lo stato d’emergenza e il green pass rafforzato per accedere a ristoranti, cinema ed eventi sportivi fino al 31 di marzo: “con più di 20mila casi e 120 morti al giorno non potevamo fare diversamente, l’emergenza non è finita” sintetizza il ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini.

I numeri confermano che la crescita del virus non si è ancora fermata: gli attualmente positivi hanno superato i 300mila e non ce ne erano così tanti dal 18 maggio. Nelle ultime 24 ore, inoltre, sono stati registrati due record della quarta ondata, 23.195 positivi, mai così tanti dal primo di aprile, e 129 vittime, dato che non si verificava dal 28 maggio. Non solo: la crescita dei ricoveri nelle terapie intensive e nei reparti ordinari (anche oggi 7 pazienti in più nelle rianimazioni e 146 nei reparti Covid) registrata dal bollettino dell’Agenas, certifica che a livello nazionale si è superato il secondo dei tre parametri che fa scattare la zona gialla. Dopo l’incidenza, da tempo sopra i 50 casi ogni 100mila abitanti, anche le rianimazioni hanno superato la soglia e ora sono sopra il 10% di occupazione mentre i ricoveri ordinari sono al 12% e restano sotto la soglia del 15%.

Già da lunedì, dunque, se i dati non cambiano, Liguria, Marche, Veneto e provincia di Trento si andranno ad aggiungere in zona gialla a Calabria, Friuli Venezia Giulia e provincia di Bolzano.

Situazione che ha spinto il governo a prorogare lo stato d’emergenza ma soprattutto ad introdurre la stretta sui viaggi, che non vale però per i minori, sia per quelli fino a 12 anni, per i quali non è previsto il green pass, sia per quelli da 12 a 17 anni per i quali, invece, in Italia il pass è richiesto per entrare al ristorante, in discoteca o al cinema.

L’ordinanza firmata da Speranza richiama in premessa quella del 22 ottobre che, all’articolo 8, afferma: “i minori che accompagnano i genitori non sono tenuti a sottoporsi alla misura dell’ isolamento fiduciario se tale obbligo non è imposto ai genitori perché in possesso di un certificato di vaccinazione o di un certificato di guarigione”.

E restano confermate anche tutte le deroghe già previste: niente quarantena per i lavoratori transfrontalieri; per chi transita nel nostro Paese per non più di 36 ore; per chi è in Italia per un periodo non superiore a 5 giorni per lavoro, salute, necessità; per gli italiani che per lavoro vanno all’estero e rientrano entro 120 ore; per chi entra nel nostro paese con un mezzo privato dopo aver trascorso non oltre 48 ore in una località all’estero che si trova ad una distanza non superiore ai 60 km dalla propria abitazione. Le deroghe non placano però le proteste di chi sostiene che la stretta avrà un impatto negativo sul turismo, proprio nel periodo di Natale.

“Non comprendiamo le ragioni che inducono il governo a definire le restrizioni più rigide d’Europa – attacca Federalberghi – tutto ci saremmo aspettati tranne questa cattiva sorpresa che riporta indietro le lancette e respinge i turisti stranieri, dirottandoli verso i paesi concorrenti”. Sulla stessa posizione gli albergatori dell’Alto Adige. Ci saranno, spiega il presidente Manfred Pinzger, “conseguenze drammatiche per il turismo invernale. Con queste rigide regole d’ingresso il governo ha praticamente bloccato gli sforzi per rendere possibile una stagione invernale sicura, soprattutto nelle regioni sciistiche”.

Parole alle quali replicano i presidenti di Regione.

“Non penso che sarà un impedimento enorme farsi un tampone prima di partire” dice il presidente dalla Conferenza Massimiliano Fedriga, mentre il governatore della Liguria Giovanni Toti parla di “prudenza giusta” e quello del Piemonte Alberto Cirio della necessità di “garantire la sicurezza dei cittadini”. Anticipare il virus, afferma invece il presidente del Lazio Nicola Zingaretti, è “l’elemento vincente nella lotta al virus e quindi, se l’Italia ha preso questa decisione in quest’ottica, ha fatto bene”.