PESCARA – Colpo di scena nel contestato appalto per la realizzazione del covid-hospital a Pescara aggiudicato dalla Regione dopo una operazione lampo da 11 milioni di euro alla Omnia Servitia di Lanciano, un colosso del settore, che ha effettuato un ribasso d’asta del 29,57 per cento: ha rinunciato ad ogni tipo di azione legale la Edilfrair, l’impresa aquilana arrivata seconda con un ribasso del 28,74, che con ben due note inviate alla stazione appaltante aveva contestato la procedura soprattutto la iscrizione alla White list, necessaria per l’invito alla gara, da parte dell’azienda vincitrice, minacciando il contenzioso se la Regione non avesse revocato l’assegnazione.

Il patron, Gianni Frattale, ex presidente dei costruttori aquilani, ha ammesso che da successive verifiche la iscrizione risulta da ieri sera essere publicata e che nel ritenere chiusa la intera vicenda, rinuncia anche alla richiesta di accesso agli atti.

L’imprenditore ha anche signorilmente augurato un buon lavoro per la realizzazione dell’ospedale civid di Pescara.

Stamani c’era stata l’ultima puntata della rovente polemica con il consigliere regionale del Pd, l’aquilano Pierpoalo Pietrucci, molto critico con l’opera, che aveva gridato al giallo alla luce della iscrizione comparsa sul il sito della Prefettura di Pescara.

A difesa del progetto che lo ha fortemente voluto insieme al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, che è sceso in campo anche con una conferenza stampa in cui ha fatto una difesa di ufficio dell’operatore dei suoi dirigenti e della impresa vincitrice, attaccando dura e le opposizioni di centrosinistra. Secondo quanto si è appreso da fonti regionali, la iscrizione alla White list è valida dal luglio dello scorso anno fino allla fine del prossimo mese di luglio e che comunque la verifica era stata fatta dirigenti regionali prima del’invito delle imprese al momento della procedura negoziata interrogando la banca dati dei ministero dell’Interno inviando poi pec anche alle prefetture di riferiemento delle sedi legali delle imprese coinvolte. 

Sull’operazione da 11 milioni di euro rimane la polemica politica delle forze di opposizione del centrosinistra che contesta la utilità e la tempistica in un momento in cui la curva dei contagi sembra in discesa: questo mentre i lavori della Omnia Servitia, del gruppo dell’imprenditore frenano Antonio Colasante, vanno avanti a ritmo serrato.

L’opera deve essere realizzata in 90 giorni ed avrà 214 posti letto di cui 40 di terapia intensiva nei quattro piani della palazzina ex ivap limitrofa all’ospedale Santo Spirito.

Degli 11 milioni di euro, di cui 10  provenienti da Roma (7 dal commissario per la emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, e 3 dalla Banca d’Italia).

La procedura lampo è stata o gestita dalla Regione con una ventina di dirigenti e con il coinvolgimento della Asl di Pescara che ha redatto il progetto e con l’Arica che ha seguito la proceduta di invito e di assegnazione.