PESCARA – È il giorno della verità per l’Abruzzo: tra qualche ora, dopo giorni di annunci e dati altalenanti, in bilico tra zona gialla e arancione, si saprà finalmente quale colore verrà assegnato dalla prossima settimana.

Intanto il governatore Marco Marsilio, illustrando le anticipazioni del monitoraggio settimanale sull’andamento dell’epidemia Covid, ha svelato che da domenica l’Abruzzo dovrebbe entrare in zona gialla: “Le prime anticipazioni del Rapporto settimanale della Cabina di Regia indicano una sensibile discesa dell’indice Rt in Abruzzo, che si ferma a una media di 0,81. Unito alla conferma del livello di rischio ‘basso’, significa che dalla riunione di domani ci attendiamo la certificazione che da domenica 31 gennaio la nostra Regione tornerà in fascia gialla. Facciamo comunque appello a tutta la cittadinanza affinché si perseveri nell’adottare sempre tutte le misure di cautela e prudenza, rispettando i comportamenti virtuosi che ostacolano la circolazione del virus, e a non considerare il passaggio in fascia gialla e i buoni risultati dei 21 parametri di monitoraggio come un ‘lasciapassare’ per atteggiamenti irresponsabili e pericolosi”.

Dall’ultimo bollettino sono emersi 268 i nuovi casi di coronavirus dall’analisi di 3.914 tamponi: è risultato positivo il 6,85% dei campioni. La percentuale scende al 4,3% considerando anche i test antigenici (+2.271). Cinque i decessi recenti, che fanno salire il bilancio delle vittime a 1.446. Aumentano i guariti, che superano la soglia di 30mila unità.

Per quanto riguarda i dati del giorno, la località con più nuovi casi è di nuovo Pescara (+33); tanti i contagi recenti anche a Francavilla al Mare (+23) e San Giovanni Teatino (+18). A livello provinciale, l’incremento più consistente si registra nel Chietino (+131), seguito dal Pescarese (+61), dal Teramano (+47) e dall’Aquilano (+43).

E dopo un autunno che ha visto soffrire particolarmente le aree interne, soprattutto L’Aquila e Avezzano, il virus è tornato a colpire l’area metropolitana e la costa. Nelle ultime settimane, infatti, i numeri più alti si registrano nel Pescarese e nel Chietino, nelle località costiere.  A Pescara, al momento, si registra una situazione delicata nelle scuole di ogni ordine: oltre mille, tra studenti, docenti e personale scolastico, le persone finite in quarantena. Dopo i cluster in diversi reparti ospedalieri, inoltre, è esploso un focolaio al Cup dell’ospedale, con inevitabili disservizi e disagi per gli utenti.

Proprio per questo Marsilio ha inviato una lettera ai sindaci di Pescara, Montesilvano, Spoltore e Città Sant’Angelo per mettere in evidenza l’andamento dei dati di positività al Covid sulla popolazione, emersi a seguito degli screening di massa: “Abbiamo notato – ha sottolineato – che dallo screening massivo effettuato in provincia di Pescara le città dell’area metropolitana, compresa Città Sant’Angelo, hanno un tasso di positività sui tamponi effettuati che, seppur non allarmante, è comunque doppio della media riscontrata sul resto del territorio provinciale e su quello regionale. Ho quindi messo a disposizione del territorio interessato il personale della Protezione civile, il Dipartimento della Sanità e la Asl per continuare a eseguire tamponi”.

“Ho suggerito ai sindaci – ha aggiunto – di valutare l’opportunità di continuare, soprattutto nelle scuole, con gli screening massivi, mantenendo alta la vigilanza considerato che il virus circola più velocemente e diffusamente che in altri luoghi dell’Abruzzo.  È doveroso quindi intensificare i controlli e l’attenzione. L’invito è rivolto anche alla popolazione affinché aderisca in maniera ancor più numerosa a questi screening, che ci stanno consentendo di isolare centinaia di positivi asintomatici. La raccomandazione per tutti è quella di rispettare in ogni ambiente le precauzioni necessarie e il corretto uso dei dispositivi di prevenzione”.

In risposta ieri è intervenuto il sindaco di Pescara, Carlo Masci, chiarendo: “L’invito da Lei rivolto a non abbassare la guardia e al fare il possibile per individuazione e contenimento del contagio risponde a una precisa filosofia politica della Città e mia personale, già adottata, e che porta ad adoperarci nel presente e in prospettiva, sino a quando non supereremo la fase critica. Pescara è stata in prima linea e sin dal primo momento nel combattere e prevenire la pandemia di Covid-19. La gravità della situazione che stiamo ancora vivendo è stata percepita subito e in tutta la sua portata, e questa amministrazione ha messo in campo le migliori energie anche nella delicata fase della prevenzione. Possiamo sostenere, come ci è stato riconosciuto su scala nazionale e persino internazionale, che Pescara si è distinta nell’aver adottato ogni possibile accorgimento in ambito sanitario e sociale, battendosi altresì per la realizzazione in tempi record dell’Ospedale Covid e non risparmiando alcuna forma di impegno anche nell’assistenza alla popolazione e alle fasce più svantaggiate”.

“Lo testimonia la storia recente, lo testimoniano i numeri. Il recentissimo screening ha avuto un importante e oggettivo riscontro, secondo la sintesi che qui segue: tamponi effettuati nello screening di massa: 11.942 (81 positivi); tamponi nelle scuole (comprensivi di personale docente e Ata di 15 istituti pubblici, di cui uno a Montesilvano): 8.220 (5 positivi); tamponi Coop Ausl: 200 (-); tamponi Rai: 56 (-); tamponi Questura: 219 (-); tamponi Polgai: 30 (-). Per un totale di 20.667 tamponi, con 86 positivi che fissano l’indice di contagiosità allo 0,41%”.

“L’amministrazione comunale, in piena e proficua sinergia con la Asl, ha poi proseguito con il coinvolgimento delle Forze dell’ordine (Polizia Municipale, Carabinieri, Guardia di finanza, Guardia costiera, Capitaneria di porto, Vigili del fuoco), secondo un cronoprogramma avviato mercoledì 27, e che si concluderà il 4 febbraio.  Successivamente si procederà con il personale dell’Agenzia delle entrate e del Tribunale. Inoltre, come già concordato con il direttore generale della Asl di Pescara, nei prossimi giorni avvieremo anche lo screening nelle scuole medie della città”.

“Nello stesso tempo – assicura il primo cittadino – è mia intenzione mantenere attivo un punto fisso per l’effettuazione di tamponi al fine di tenere sotto controllo l’incidenza di asintomatici sulla popolazione pescarese, ai fini di adottare ogni più proficua misura di prevenzione e profilassi”.

Sono almeno 9 le regioni che sperano di passare in zona gialla e riaprire a partire da domenica bar e ristoranti, almeno per il pranzo. Ma in attesa del monitoraggio, a tenere banco la polemica con Bruxelles che ha prima inserito 3 regioni – Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto – e la provincia autonoma di Bolzano in zona “rosso scuro”, quella che prevede test e quarantena obbligatoria per spostarsi nei paesi Ue, e poi ha cambiato rotta lasciandoci solo Friuli e Bolzano. In realtà una decisione ancora non c’è ed è attesa nelle prossime ore, quando si riunirà il Consiglio dell’Unione Europea che dovrebbe dare il via libera alle raccomandazioni per far sì che i paesi adottino un approccio uniforme nelle restrizioni.

La mappa pubblicata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) è dunque un documento che deve essere approvato dal Consiglio, anche se sembrerebbe confermata l’indicazione che in rosso scuro finiscano le aree dove il virus circola in maniera molto elevata, con un’incidenza superiore a 500 casi ogni 100mila abitanti. Zone in cui secondo Bruxelles ricadrebbero Friuli e Alto Adige.

Il monitoraggio fotograferà però un’Italia in cui si conferma la tendenza già registrata la la settimana scorsa: le misure adottate a Natale e Capodanno hanno prodotto gli effetti sperati con la curva epidemiologica che è in calo per la seconda settimana consecutiva anche se i 14.372 casi al giorno confermano che si è ancora lontani dalla condizione che consente di tenere sotto controllo l’epidemia, vale a dire 5-7mila casi in 24 ore, con un’incidenza di 50 casi ogni centomila abitanti. Il tasso di positività, inoltre, è al 5,2%, come ieri ma in aumento visto che i tamponi sono circa 18mila in meno. Dati più incoraggianti dalle terapie intensive, dove ci sono 2.288 persone, 64 meno di ieri, e dai reparti ordinari, con un calo di 383 ricoveri che porta il totale sotto i 21mila (20.778).

L’analisi della Cabina di regia del ministero della Salute ribadirà dunque la necessità di mantenere le misure attualmente in vigore e di rafforzarle in quelle regioni e territori dove il virus è più diffuso. Qualche variazione, comunque, ci sarà. Tenendo sempre conto quanto previsto dal Dpcm in vigore: per passare ad una fascia più soft bisogna esser stati per 14 giorni “in un livello di rischio inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive”. Alla luce dei dati non dovrebbero cambiare fascia le cinque già in zona gialla, Basilicata, Campania, Toscana, provincia di Trento e Molise. Tra le 14 regioni attualmente in fascia arancione, invece, almeno 9 hanno dati che le collocano in fascia gialla: Abruzzo (con Rt a 0,81 e rischio basso), Calabria, Emilia Romagna (con Rt attorno a 0,7), Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lazio (Rt 0,73), Marche (Rt 0,88), Piemonte e Veneto (Rt 0,62). Non dovrebbero invece cambiare colore Puglia, Piemonte, Umbria e Valle d’Aosta. Stessa sorte per la Sardegna, che ha dati da zona gialla ma è in zona arancione da solo una settimana, e per la Lombardia, che è in arancione solo dal 23 è in fascia arancione per via dell’errore sull’Rt che l’ha tenuta per una settimana in rosso. La Sicilia, invece, dovrebbe passare da rosso ad arancione.