L’AQUILA – “Siamo di fronte a un altro disastro per la sanità della provincia aquilana. E questo perché c’è un manager che afferma di aver assunto personale nonostante la realtà, che è sotto gli occhi di tutti, dica ben altro. Il Covid ha fatto esplodere una situazione che era già grave di per sé: il manager ha pensato e sta pensando solo a tagli e pareggio di bilancio. O le cose cambiano, e in fretta, oppure sarà il caso di valutare la permanenza di Roberto Testa alla guida della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila”.

Parole durissime quelle che escono dalla bocca di Gianfranco Giorgi, responsabile, per la provincia dell’Aquila, del dipartimento Sanità Uil-Fpl, storico sindacalista del settore per decenni esponente della Cisl.

Un pensiero dai contorni duri, condiviso con il segretario provinciale Uil Fpl, Antonio Ginnetti, e con il segretario provinciale di Fdi, Salvatore Placidi.

Parole durissime che hanno come obiettivo, neppure troppo velato, le dimissioni del dg “se la situazione non dovesse cambiare” e che arrivano in un periodo molto complicato per la sanità aquilana, in grande sofferenza nella gestione della impennata esponenziale di contagi che da tanti giorni caratterizzata il territorio, e con accuse, senza esclusione di colpi, ai ‘piani’ alti della politica regionale ed aquilana, come ad esempio quelli sferrati dal Pd ma pure da Movimento 5 Stelle: con a capo della protesta pezzi da novanta come la deputata dem Stefania Pezzopane, il collega di partito in consiglio regionale Pierpaolo Pietrucci, il capogruppo comunale, Stefano Palumbo e il consigliere comunale e responsabile Sanità Pd regionale Stefano Albano, i quali hanno chiesto il commissariamento della Asl per la gestione Covid, lanciando bordate contro il dg Testa accusato di “inerzia e incompetenza”.

Gravi rilievi che il dg romano ha bollato in una nota dettagliata come non veritiere e strumentali rispondendo con i dati e sottolineando che in questi drammatici momenti serve unità.

Comunque, le polemiche nei confronti della gestione sotto pandemia negli ultimi tempi hanno colpito anche l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, difesa dal coordinatore regionale della Lega, Luigi D’Eramo, secondo il quale “gli attacchi politici sono davvero surreali perché provengono da una compagine, Pd-Movimento Cinque Stelle, che ha dimostrato ampiamente di non essere in grado di gestire a dovere l’emergenza coronavirus”.

Però Giorgi sembra avere le idee chiare: “Se tutto andasse bene come dice il manager e cioè se fossero ‘piovuti’ assunzioni e altri investimenti, non ci sarebbero queste ‘deportazioni’ di infermieri da un ospedale a un altro e da un reparto a un altro, come nel caso degli otto infermieri da Avezzano all’Aquila e degli altrettanti trasferiti da Sulmona ad Avezzano. Sembra il gioco delle tre carte”.

“Proprio in questi giorni – tuona ancora Giorgi – dal pronto soccorso dell’Aquila sono state spostate due infermiere, quindi da un punto nevralgico in difficoltà, alla zona ‘grigia’ del Covid, il che fa capire che le cose non stanno come afferma il manager. Qui bisogna assumere personale, non tagliarlo, non ‘rastrellarlo’ dai reparti, anche perché poi salta il lavoro di routine che è già in difficoltà senza il Covid. Testa, invece, ha pensato soltanto al pareggio di bilancio”.

“Tutta la Asl provinciale è purtroppo in gravi condizioni – prosegue il sindacalista – perché è  saltata l’assistenza per tutte le patologie no covid, che era già in cattive acque prima dell’emergenza Covid. Però, nonostante questo, siamo al punto in cui non esiste neanche un percorso Covid vero e proprio, motivo per cui salgono i contagi anche tra il personale medico e infermieristico. All’ospedale dell’Aquila, tanto per dirne una, serviva una palazzina interamente dedicata al Covid”.

“E i problemi gravi riguardano inevitabilmente anche i distretti sanitari sparsi per la provincia – attacca Giorgi –. Gli stessi distretti che o vengono depotenziati, oppure chiusi. Per non parlare dei reparti accorpati negli ospedali: ad Avezzano chirurgia con chirurghia vascolare e ortopedia con neurologia, a Sulmona hanno recentemente accorpato Urologia e Otorinolaringoiatra, perché non si sa in quale altro modo far fronte alla situazione. E potrei continuare all’infinito. Per non parlare dei pronto soccorso che sono al collasso all’Aquila, Avezzano e Sulmona. Insomma, regna il caos perché non si è affrontato tutto questo come si sarebbe dovuto, perché il manager ha sempre messo al primo posto la politica tagli e del pareggio di bilancio”.

“Credo sia il caso che la politica analizzi, non parlando da ‘partito’, la situazione. O si cambia rotta subito, oppure sarà il caso di valutare seriamente la dimissioni del manager Testa come capo della Asl 1. Con le altre sigle sindacali, credo, siamo sulla stessa lunghezza d’onda. C’è una confusione tremenda che prima o poi farà male a tutti noi. Del resto, quando non si hanno legami con la città… Abbiamo già subito un terremoto, non abbiamo bisogno di altri disastri”, conclude Giorgi.