ROMA – Raccogliere informazioni sulla gravità e dimensione dei focolai di Covid-19 sviluppatisi nelle Rsa e strutture di lungo-degenza, dove personale e ospiti sono stati tra i primi ad essere vaccinati quest’anno: è questo l’obiettivo del programma di sorveglianza europeo che il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) ha deciso di lanciare per avere una stima dell’efficacia dei vaccini in queste strutture, anche alla luce delle varianti del virus SarsCov2.

Se dalla metà di marzo i contagi e le morti tra gli over85 sono calati in modo consistente per aumentare tra i giovani, la comparsa delle varianti del virus ha ridotto infatti la risposta degli anticorpi sviluppati con la malattia o il vaccino, facendone calare l’effetto protettivo progressivamente con l’aumento della loro circolazione.

Finora non sono state raccolte in modo standardizzato le informazioni sui focolai nelle strutture di lungo-degenza, tra cui le Rsa. A luglio l’Ecdc ha pubblicato un sommario dei focolai riportati in questi centri con programmi vaccinali completati.

Ora è stato stabilito un protocollo preciso in cui per ogni focolaio andranno fatti test a tutti gli ospiti e lo staff della struttura (rsa, strutture per persone con disabilità fisiche, mentali o intellettive), determinare la variante e fare il sequenziamento del genoma del virus (se non è possibile, conservare i campioni raccolti). Andrà inoltre descritta l’infezione e la sua gravità per sesso ed età della persona per stimare l’efficacia del vaccino, raccolte informazioni sullo status vaccinale e il tipo di vaccino fatto.