ROMA –  Pasqua blindata e perfino le scuole materne ed elementari chiuse in zona rossa, o anche anche a discrezione delle Regioni, divieto di passaggio da una regione all’altra, resta i coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, confermata la classificazione e relative restrizioni dei colori giallo, arancione e rosso, a cui si aggiunto il bianco.

Mario Draghi, resta nel solco del predecessore Giuseppe Conte,  e sceglie la linea della «massina prudenza e del rigore sulla base di dati scientifici obiettivi” per combattere l’assalto del Covid-19 e delle sue pericolose varianti. Tant’è che nel governo non si esclude, nel caso la situazione dovesse precipitare, di adottare  ovunque per i week-end le regole delle zone rosse.

Il presidente del Consiglio ha firmato ieri il nuovo Dpcm che detta le misure di contrasto alla pandemia e di prevenzione del contagio da Covid-19.

Ad illustrarlo a palazzo Chigi, però Draghi non c’era, in conferenza stampa c’erano invece i ministri Roberto Speranza (Salute) e Mariastella Gelmini (Regioni), il presidente dell’Istituto superiore della Sanità Silvio Brusaferro e il capo del Consiglio superiore della Sanità Franco Locatelli.

Il Dpcm sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile 2021 e conferma, fino al 27 marzo, il divieto già in vigore di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, con l’eccezione degli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità.

La maggiore novità del nuovo Dpcm, che avrà validità fino al 6 aprile e conferma il sistema a colori delle Regioni, è la stretta sulle scuole dell’infanzia ed elementari. Finora, mentre per medie e superiori scattava la Dad, queste restavano aperte anche in zona rossa.

Ma su indicazione del Cts, che ha evidenziato il rischio-varianti tra i più piccoli, è stato deciso di chiuderle nelle aree ad alto rischio.

In più, le Regioni avranno il “potere discrezionale” di fermare materne, primarie e medie – anche in fascia gialla e arancione – quando a livello locale l’incidenza dei contagi raggiunge 250 casi ogni 100mila abitanti «negli ultimi sette giorni o se ci sono situazione di allarme evidente e motivato». E questa situazione di alto rischio riguarda ormai la maggioranza delle Regioni e ben 24 Province. Non a caso la strategia di Draghi prevede interventi locali tempestivi e mirati per isolare i focolai delle varianti.

“Nel decreto sostegno abbiamo previsto risorse per 200 milioni di euro” per supporto alle famiglie sul tema dei congedi parentali”, ha detto Maria Stella Gelmini.

“Non parlerei di chiusura delle scuole: l’intendimento è tenerle aperte, tutti le vogliamo aprire. C’è la volontà di giocare la partita dalla parte della scuola, ma è chiaro che c’è un problema legato alle varianti che non si acuisce nei bambini ma crea una problematica nel contagio. Laddove strettamente necessario per le varianti si impone la sospensione dell’attività in presenza” precisa la ministra Gelmini.  “La scuola è una funzione essenziale del Paese, faremo di tutto per garantirne il funzionamento. La scuola a distanza è un’estrema ratio” precisa Speranza.

Altre strette per le zone rosse inserite nel Dpcm: barbieri, parrucchieri e centri estetici sbarrati e divieto di far visita a parenti e amici. Segnale in controtendenza per cinema e teatri: dal 27 marzo, se la situazione non peggiorerà repentinamente, nelle zone gialle potranno riaprire e dalla stessa data si potranno visitare i musei anche nel week end. Ma solo su prenotazione.

In tutta Italia però, tra le polemiche, il testo consente nuovamente l’asporto di bevande dopo le 18 e fino alle 22. Una scelta che ha spinto da subito Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, ad attaccare il governo perché così favorirebbe “di fatto gli assembramenti nei luoghi della movida», proprio «mentre chiude le scuole”. Un attacco che portato il ministero della Salute a precisare che la concessione riguarda solo enoteche e market specializzati (non i bar quindi) e che resta comunque sempre vietata la consumazione sul posto.

Per il resto il nuovo provvedimento è tale e quale a quello varato da Conte il 5 gennaio: divieto di spostamento tra Regioni, coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, serrande di bar e ristoranti abbassate alle 18 (non cade il divieto di asporto di bevande, come inizialmente trapelato). Palestre, piscine e sci ancora chiusi. Ristretta anche la possibilità di raggiungere le seconde case fuori dalla propria Regione: se queste si trovano in zona gialla o arancione scuro scatta il divieto.

Brusaferro ha spiegato che “in Italia circa il 60% dei casi Covid è dovuto alle varianti. Dilaga in tutto il Paese soprattutto la temibile mutazione inglese (ormai al 54%) che, se anche pare non essere in grado di incidere sulle immunizzazioni, ha una maggiore trasmissibilità soprattutto tra i giovani. Ma in alcune Regioni vanno diffondendosi anche la variante brasiliana e la sudafricana. In particolare la prima (con un’incidenza 4,3%), a partire dall’epicentro umbro, ha iniziato a prendere piede anche nel Lazio, nelle Marche e in Toscana. La seconda (0,4%) invece è stata rilevata soprattutto in Tirolo, al confine con l’Austria”.

LE MISURE CONTENUTE NEL DPCM

ZONE BIANCHE

Nelle zone bianche, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore. Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi). Si istituisce un “tavolo permanente” presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.

SCUOLA

Zone rosse – Dal 6 marzo, si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Zone arancioni e gialle – I Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica: nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti; nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni; nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

MUSEI, TEATRI, CINEMA E IMPIANTI SPORTIVI

Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi. Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala. Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici.

ATTIVITA’ COMMERCIALI

In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto.

SERVIZI ALLA PERSONA

Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

SPOSTAMENTI DA E PER L’ESTERO

Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti “COVID tested”. A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.

TAVOLO DI CONFRONTO CON LE REGIONI

È istituito un tavolo di confronto presso il Ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle regioni e delle province autonome, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.

LA CONFERENZA STAMPA