ROMA – Dalle scuole ai tamponi, fino ai mezzi pubblici e ai nuovi posti letto nelle unità di terapia intensiva: sono fra i dieci punti che secondo il mondo scientifico richiedono una risposta da parte del governo: una lista di “cose da fare” che il think tank Lettera150 e la Fondazione David Hume hanno diffuso oggi con una petizione. Quello che si chiede è un programma definito con scadenze certe, sulla stessa linea dei ricercatori che, sul sito della rivista Science, si domandano se l’Europa stia affrontando la seconda ondata della pandemia di Covid-19 senza un piano a lungo termine.
Prepararsi è la vera sfida anche per il microbiologo Andrea Crisanti, dell’Università di Padova, soprattutto per evitare una terza ondata in febbraio: “Pensiamo che quello che non è stato fatto fra maggio e ottobre debba assolutamente essere fatto ora che l’epidemia è riesplosa e stiamo per vivere un nuovo lockdown per evitare che anche questa volta i sacrifici degli italiani siano dispersi al vento”, dicono i firmatari della petizione sulla base dell'”operazione verità” chiesta recentemente da dieci studiosi tra i quali Luca Ricolfi, Giuseppe Valditara, Andrea Crisanti e Giovanni Orsina.
In vista di nuove norme e chiusure chiedono “un impegno preciso e solenne del governo, che ne indichi costi, fasi di avanzamento e date di conclusione”. Accanto a “tamponi di massa” e tracciamento, la petizione chiede garanzie di sicurezza per scuola, mezzi pubblici e medici di famiglia, dati accessibili sull’epidemia, controlli efficaci sugli assembramenti, posti in terapia intensiva e i Covid-hotel, disponibilità di vaccini anti-influenzali. Il mondo scientifico fa sentire la sua voce anche a livello europeo e in un articolo pubblicato sul sito della rivista Science sono molti gli esperti che lamentano la mancanza di piani a lungo termine e di uniformità nei metodi per contenere l’aumento dei casi: nessuno, osservano, ha idea di che cosa potrà accadere, manca un piano per i vaccini e si procede a colpi di lockdown seguiti da temporanee aperture.
C’è chi suggerisce di arrivare a zero casi con un lockdown duro e lungo, combinato a rigidi controlli ai confini e quarantene, come hanno fatto Cina, Australia e Nuova Zelanda, mentre altri guardano alla Corea del Sud, che riesce a tenere basso il numero dei i casi grazie a un efficiente sistema di tracciamento. Nessuna di queste due vie è però quella scelta dall’Europa, che, secondo Science, sta puntando sul lockdown per evitare il crollo del sistema sanitario, sperando nell’arrivo di farmaci e vaccini nel 2021.
Guarda Oltre Crisanti, convinto che “il vero obiettivo che dovremmo avere ora è una strategia per evitare la terza ondata”. Secondo l’esperto serve fin da ora un piano preciso per evitare che, dopo le nuove misure, a Natale si abbassi di nuovo la guardia, per ritrovarci in febbraio ad affrontare nuovamente una situazione confrontabile a quella attuale. Nessun reset, ha detto, “fa effetto se non abbiamo un piano per evitare che i casi risalgano e per consolidare i risultati che otteniamo”.






