ROMA – Il Comitato tecnico scientifico ha rivisto in senso restrittivo le linee guida delle Regioni “per la ripresa delle attività economiche e sociali”, come recita il frontespizio del documento elaborato dalla Conferenza dei governatori il 20 maggio.

Oggi non si è svolta l’attesa riunione tra i presidenti e i ministri del governo Draghi. La Conferenza delle Regioni manderà al Cts una nuova versione delle linee guida che tenga conto delle correzioni, ma il confronto non è certo concluso. Le Regioni chiederanno una serie di chiarimenti, anche in virtù delle mutate condizioni epidemiologiche.

Intanto è condivisa con il Governo la linea di azione per le zone bianche proposta dalle Regioni, che sarà poi recepita in una prossima ordinanza del ministro della Salute: la proposta prevede che -fermi restando i criteri base della prevenzione, mascherine, distanziamento, areazione e sanificazione luoghi chiusi- una volta che una Regione entri nella zona bianca, sia superato il cosiddetto “coprifuoco” e si possano anticipare al momento del passaggio le riaperture delle attività economiche e sociali per le quali la normativa vigente dispone già la ripresa delle attività in un momento successivo. Lo fanno sapere le Regioni in un comunicato.

Nella proposta, inoltre “il riferimento per lo svolgimento delle attività è quello delle “Linee guida per la riapertura delle attività economiche e sociali”, adottate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e degli altri protocolli, ai sensi dell’art. 12 del d.l. 65/2021″.

La condivisione della linea di azione per le zone bianche è emersa dopo l’incontro fra il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a cui hanno partecipato anche Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute e Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

Ecco alcuni dei punti principali rivisti dagli esperti dell’esecutivo, che praticamente in tutti i casi esaminati specificano che va definito il numero massimo di presenze.

ALLE NOZZE SOLO CON GREEN PASS

“Consentire la partecipazione solo a coloro che sono in possesso di uno dei requisiti per il ‘green certificate'”. È quanto prevede il Cts sullo svolgimento dei banchetti nell’ambito delle cerimonie, come matrimoni ed eventi analoghi.

DOCCE VIETATE IN PALESTRE E PISCINE

Negli spogliatoi di palestre, piscine e centri benessere “deve essere preclusa la fruizione delle docce. Inoltre, negli spogliatoi deve essere vietato il consumo di cibi”. Il Cts raccomanda di non utilizzare gli spogliatoi in palestra, ma è possibile farlo in piscina.

SEGGIOVIE AL 100%, MA 50% SE COPERTE

Nelle seggiovie la “portata massima al 100% della capienza del veicolo con uso obbligatorio di mascherina a protezione delle vie respiratorie (chirurgica o superiore). La portata è ridotta al 50% se le seggiovie vengono utilizzate con la chiusura delle cupole paravento”.

DENTRO IL RISTORANTE CON LA MASCHERINA

Nei ristoranti al chiuso la mascherina andrà tenuta sempre, anche al tavolo, “tranne nei momenti del bere e del mangiare”. Inoltre, “il personale dovrà sempre indossare la mascherina”.

OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE

In tutte le attività ricettive, dalla ristorazione agli stabilimenti balneari, dai cinema ai teatri agli altri locali di intrattenimento la prenotazione “sarebbe auspicabile fosse resa obbligatoria o fortemente raccomandata, così come la disponibilità dei requisiti del ‘green certificate’, soprattutto laddove si punta progressivamente alla saturazione dei posti disponibili”. Obbligatorio deve essere, tra l’altro, secondo gli esperti del governo, “il numero massimo di presenze contemporanee (all’aperto e soprattutto al chiuso) in relazione ai volumi di spazio e ai ricambi d’aria ed alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza, uscita”.