CHIETI – “È bastata meno di una settimana dalla riapertura dell’area industriale della Val di Sangro perché si palesasse la prima, enorme, falla nel sistema di sicurezza per la salute dei lavoratori a cui avrebbe dovuto lavorare la Giunta Lega-FDI-FI”.

Ad attaccare è il capogruppo del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi, in riferimento alla notizia che molto allarme ha destato secondo cui. pochi giorni fa, un lavoratore si è presentato in azienda con la febbre a 38 e, dopo avergli impedito di iniziare il turno, gli è stato consentito di tornare a casa a bordo di un pullman come nulla fosse, col rischio di essere un vettore del Coronavirus. 

Marcozzi annuncia di portare il caso all’attenzione del consiglio regionale con un’interpellanza.

L’assessore alle Attività produttive, Mauro Febbo, di Forza Italia, aveva ricordato che “uscire di casa con febbre oltre 37,5 è vietato e penalmente perseguibile peraltro viaggiare su mezzo pubblico e presentarsi al lavoro con il rischio di contagiare migliaia di colleghi”, bollando cone posizione di retroguardia quelle del sodacato Fiom che lo avevano ieri attaccato sulla vicenda.  

Immediata la replica della Fiom:  “L’assessore Febbo, sa che ci sono Lavoratori che per andare a lavorare in Val di Sangro escono di casa alle 3.30 di mattina e devono prendere più autobus e fare più di due ore di viaggio? Visto che la febbre non viene a comando, l’assessore, ha valutato che la temperatura corporea in due ore può subire delle variazioni? Se un Lavoratore dovesse manifestare dei sintomi durante il viaggio, la Regione ha previsto quale deve essere il comportamento che si deve adottare?”.

Dal canto suo Marcozzi sostiene che l’episodio dimostra che “il protocollo di sicurezza studiato da Regione Abruzzo, sperando che ce ne sia uno, è completamente da rivedere. Siamo costretti a lasciare col fiato sospeso centinaia di persone in attesa del risultato del tampone che, grazie alla totale disorganizzazione del centro destra abruzzese, ha tempi medi di attesa di circa 15 giorni E se dovesse risultare positivo, il potenziale danno sarebbe incalcolabile, visto l’enorme numero di persone che lì lavorano”.

Per questo, depositerò un’interpellanza urgente per conoscere dal Presidente Marsilio in ogni minimo dettaglio come siano andati i fatti e per capire quale organizzazione abbia stilato il centro destro a tutela dei lavoratori”. 

“La prima reazione arrivata dalla Giunta per voce dell’Assessore Mauro Febbo, che si è limitato ad accusare il lavoratore, è perfettamente in linea col modus operandi di Marsilio, della Lega, di Fratelli d’Italia e di Forza Italia: scaricare responsabilità e colpe su altri, sia esso una singola persona o direttamente il Governo nazionale. La verità è che lo scaricabarile fatto anche in questa circostanza da parte di chi ha il dovere di amministrare la nostra Regione e garantire la salute di chi ci lavora, lascia trasparire tutta l’inadeguatezza nella gestione delle emergenze”.

“La necessità di riaprire e di ripartire a tutti i costi, pur di anticipare il Governo nazionale, rischia di fare male alla salute degli abruzzesi se non è accompagnata da una pianificazione seria. Già il caos delle ordinanze emanate da Marsilio per il weekend del Primo Maggio, con le passeggiate di Pescara che si sono riempite di migliaia di persone non a distanza di almeno un metro l’una dell’altra, hanno creato un precedente molto grave. Adesso si aggiunge questo caso che colpisce anche il mondo del lavoro. La speranza è che il tampone al lavoratore risultati negativo, ma è inaccettabile che un Governo regionale debba affidarsi alla fortuna quando di mezzo c’è la salute dei cittadini. Pretendo di avere risposte chiare, e chi ha sbagliato se ne dovrà assumere le proprie responsabilità davanti agli abruzzesi”, conclude.