L’AQUILA – “In questa amministrazione comunale nessuno ha la patente. Tranne Biondi, ma per il motorino, che ha conseguito quando era sindaco di un piccolo comune, e non per un auto-articolato come il comune dell’Aquila. Dovrebbe avere l’umiltà di coinvolgere nella gestione di questa terrificante emergenza il consiglio comunale, e le migliori competenze della città”.
Non ce l’ha fatta proprio, di custodire sotto terra l’ascia di guerra, e a mantenere il basso profilo, nelle terrificanti settimane di quarantena e pandemia da coronavirus, il battagliero presidente del Partito democratico dell’Aquila, Carlo Benedetti. Una bocciatura che va anche oltre la emergenza coronavirus. Provocando però la rabbiosa reazione di tutti i capigruppo della maggioranza, sopratutto quando Benedetti afferma che “si registrano inefficienze anche nella distribuzione delle mascherine ai cittadini, effettuata capillarmente e tempestivamente in frazioni che vanno da Bagno a Roio, passando per Pianola, mentre in altre frazioni non sono arrivate”. “Nascondendo tra le righe”, questa la replica, “la convinzione che questa distribuzione sia stata fatta in base a criteri ‘di simpatia’”,
Avvocato e politico di lungo corso, Benedetti è ex consigliere comunale dal 1994, prima con i Comunisti italiani poi approdato nei dem nel 2012, e soprattutto per ben 10 anni, dal 2007 a 2017 presidente del consiglio comunale con Massimo Cialente sindaco, sui cui è ancora fedelissimo.
Ad Abruzzoweb Benedetti boccia su tutta la linea l’operato della Giunta di Pierluigi Biondi, Fratelli d’Italia, ex sindaco di Villa Sant’Angelo, e della sua maggioranza, bollata senza troppi complimenti come “non all’altezza della situazione”, colpevole in primo luogo di non aver ancora fatto convocare il consiglio comunale, di non aver attivato i Coc, il Centro operativo comunale, che coordina le attività in caso di qualsivoglia emergenza. Aggiunge però che “ha stima personale di Biondi”, auspicando dunque maggior coinvolgimento e un cambio di direzione.
“Assisto ad una molteplicità di errori, e non posso tacere. E tutti traggono origine dalla non piena consapevolezza da parte della classe dirigente del centrodestra aquilano, di guidare un Comune importante, un capoluogo di Regione, e per di più in ricostruzione post-sismica, e che ha un bilancio paragonabile, da dopo il terremoto, a quello di Firenze e Torino”.
Alla domanda del cronista, “e quali sono questi errori?”, Benedetti mette al primo posto, nella sua articolata risposta, la mancata convocazione del consiglio.
“Al Comune di Pescara il consiglio si è già riunito – spiega il dem -, e da un mese sono a pieno regime le commissioni e le conferenze dei capigruppo. E si possono fare tanti altri esempi, in Abruzzo e in Italia. Qui a L’Aquila invece è tutto fermo, apparte una o due riunioni dei capigruppo. Non è un fatto di forma, ma di sostanza: il Consiglio comunale potrebbe dare linee guida importanti, e soprattutto condivise, in materia di assistenza agli anziani e ai portatori di handicap, per determinare i criteri per i buoni spesa finanziati dal governo”.
Ma soprattutto, Benedetti è certo che il consiglio comunale imporrebbe a larghissima maggioranza l’attivazione del Coc.
“È grave che non sia stato fatto finora: il Coc è uno strumento necessario per gestire la fase delicatissima che stiamo vivendo, coordinando ad esempio le azioni sul territorio. Ad oggi è completamente inutilizzata la macchina dell’associazionismo e del volontariato cittadino, che il rodaggio, scusate se è poco, l’ha fatto durate il post terremoto, dando ottima prova”.
Accade così che ad esempio, incalza Benedetti, “si registrano inefficienze anche nella distribuzione delle mascherine ai cittadini, effettuata capillarmente e tempestivamente in frazioni che vanno da Bagno a Roio, passando per Pianola, mentre in altre frazioni non si è vista nessuna mascherina. Questo perché è mancato un criterio organico nella distribuzione, eufemisticamente parlando”.
Anche la diretta facebook che il sindaco Biondi effettua ogni giorno, per Benedetti è “fumo negli occhi, visto che come detto dietro le quinte il Comune è completamente fermo, e se l’affrontare l’emergenza dipendesse solo dal Comune, saremmo completamente inermi davanti all’epidemia”.
Dopo tante bordate, infine Benedetti si placa, e concede una carezza al sindaco che in passato ha anche difeso.
“Detto questo, sia ben chiaro che io ho anche stima personale di Biondi, la ritengo una persona intelligente. Da parte nostra, c’è tutta la disponibilità a collaborare e aiutare. Faccia convocare dunque finalmente il consiglio e coinvolga anche le tante persone di esperienza e di competenza, e le energie vive di questa città sul fonte di una durissima battaglia che ci coinvolge tutti”, conclude l’ex presidente dell’assemblea comunale.
LA REPLICA DEL CENTRODESTRA
“Le affermazioni del Presidente del Partito Democratico – scrivono in una nota i Capigruppo della maggioranza di centrodestra in Consiglio comunale – sono di rara gravità, oltre che del tutto prive di rispetto e stile politico. Anche se di rispetto ci siamo disabituati ormai a vederne, nelle fila dei democratici”.
“Accusare questa Amministrazione comunale di aver distribuito mascherine protettive solo ad alcune frazioni, nascondendo tra le righe la convinzione che questa distribuzione sia stata fatta in base a criteri ‘di simpatia’, non è banalmente scorretto, ma è estremamente pericoloso in questo momento così delicato per tutti”.
“Rabbrividiamo – proseguono i consiglieri comunali di centrodestra – nel poter constatare che la fantasia dell’ormai ex consigliere comunale Benedetti sia riuscita a produrre un’accusa così grave. Le uniche mascherine che abbiamo ricevuto sono state consegnate al personale sanitario in prima linea nell’emergenza Covid19. Accogliamo comunque di buon grado la disponibilità dell’ex comunista redento Carlo Benedetti a collaborare con l’amministrazione, per questo lo invitiamo a sostenerci con lo stile proprio di chi non ha nulla di serio da dire ed evita di farlo sapere a tutta la città”.





