ROMA  – Via subito le mascherine all’aperto e, nel giro di poco, anche all’interno di locali e supermercati. E “non rinnovare lo stato di emergenza, in scadenza il 31 marzo, perché in un Paese con 60 milioni di abitanti, se ci sono meno di 1.500 persone in terapia intensiva per Covid non si può parlare di emergenza”.

È l’opinione dell’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova che in un’intervista all’Agi spiega: “Dovremo avere il coraggio di dire il 31 marzo che la guerra è finita. Ok al mantenimento di qualche misura, non certo la mascherina all’aperto, ma basta ‘terrore’, anche perché questo stato di continua insicurezza non giova alla salute degli italiani. Oltre che all’economia”.

“Questo non significa mettere da parte le precauzioni, ma solo iniziare a convivere con il Covid-19. Bisogna mantenere alcune attenzioni, ma lo stato di emergenza non c’entra con questo e neppure con le strutture che possono essere mantenute attive lo stesso – dice – Così come il commissario Figliulo che ha lavorato e continua a farlo in maniera eccellente”.

È necessario dunque trovare il modo per uscire da uno stato di perenne insicurezza, “mantenendo però gli hub vaccinali attivabili e mantenendo un ruolo centrale per il generale Francesco Paolo Figliuolo, anche perché potrebbe esserci bisogno di nuovi richiami vaccinali”.

“Io parlo da medico che ha vissuto il dramma Covid per due anni – aggiunge Bassetti – Qui al fronte non è la stessa di un anno fa, ma sembra più simile a ciò che era nel 2017 o nel 2018. Abbiamo delle polmoniti come avviene ogni inverno”. Per questo Bassetti limiterebbe il numero di tamponi, concentrandoli sui sintomatici. “Vorrei vedere un Paese che torna a essere centrale. Ero a Roma domenica scorsa e vedere su Lungotevere il deserto mi ha colpito molto”, spiega l’infettivologo che aggiunge: “Io credo che a marzo, quando avremo un’immunità del 95% tra vaccinati e guariti, la protezione dalla malattia grave sarà alta. Lì credo si potrebbe togliere anche le mascherine al chiuso. Se poi qualcuno vorrà tenerla potrà farlo tranquillamente”. E sul Festival di Sanremo che, rispetto a quello del 2021, sarà molto più vicino alla normalità dice: “Deve essere un Sanremo diverso, potrà essere uno spot per tornare alla normalità”.