L’AQUILA – Elaborato il protocollo regionale per la somministrazione di medicinali a base di anticorpi monoclonali ai pazienti colpiti da Covid-19: i centri autorizzati alla somministrazione saranno le unità operative di malattie infettive degli ospedali dell’Aquila, Avezzano, Chieti, Vasto, Teramo e il Covid Hospital di Pescara.
L’annuncio è arrivato ieri dall’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, mentre gli ultimi dati raccontano di una leggera frenata dell’epidemia in buona parte della regione, eccetto nella provincia dell’Aquila, dove i contagi sono sensibilmente aumentati nell’ultimo periodo. Scendono anche i ricoveri secondo i dati dell’ultimo bollettino.
Sono 329 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 1 e 102 anni, emersi dall’analisi di 5.290 tamponi molecolari e 4.607 test antigenici: il tasso di positività è pari al 3.3%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 63.231.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 11 nuovi casi e sale a 2.052, di età compresa tra 57 e 104 anni: 7 in provincia di Chieti, 1 in provincia dell’Aquila e 3 in provincia di Pescara). Del totale odierno, 7 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 50.528 dimessi/guariti (+562 rispetto a ieri).
Del totale dei casi positivi, 15.186 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+123 rispetto a ieri), 16.101 in provincia di Chieti (+67), 16.771 in provincia di Pescara (+85), 14.452 in provincia di Teramo (+35), 510 fuori regione (-2) e 211 (+21) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 49, di cui 17 in provincia dell’Aquila, 11 in provincia di Pescara, 16 in provincia di Chieti e 5 in provincia di Teramo.
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 10.651 (-244 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 860.682 tamponi molecolari (+5.290 rispetto a ieri) e 340.747 test antigenici (+4.607 rispetto a ieri).
635 pazienti (-22 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 82 (-5 rispetto a ieri con 5 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 9.934 (-217 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
ANTICORPI MONOCLONALI: APPROVATO PROTOCOLLO REGIONALE
È stato elaborato il protocollo regionale per la somministrazione di medicinali a base di anticorpi monoclonali ai pazienti colpiti da Covid-19 che possono essere sottoposti alla terapia sperimentale autorizzata dal Ministero della Salute.
Il trattamento con gli anticorpi monoclonali è riservato a soggetti non ospedalizzati che, pur avendo una malattia in fase lieve o moderata, risultano ad alto rischio di sviluppare una forma grave di Covid 19 con conseguente aumento delle probabilità di ospedalizzazione o del rischio morte.
Il documento (elaborato da un gruppo di lavoro composto da dirigenti e funzionari del Dipartimento regionale Sanità e delle Asl), è stato recepito oggi pomeriggio con una specifica delibera della giunta regionale.
Già dal 10 febbraio scorso (dopo l’approvazione del decreto ministeriale sulla temporanea distribuzione degli anticorpi monoclonali bamlanivimab, etesevimab, casirivimab, imdevimab) il Dipartimento regionale aveva avviato l’interlocuzione con le aziende sanitarie in attesa degli ulteriori provvedimenti attuativi.
Le Asl hanno individuato i centri autorizzati alla somministrazione dei medicinali, che potranno essere utilizzati nelle unità operative di malattie infettive dei presidi ospedalieri dell’Aquila, Avezzano, Chieti, Vasto, Teramo e al Covid Hospital di Pescara. La distribuzione dei prodotti a base di anticorpi monoclonali sarà invece affidata alle farmacie ospedaliere dell’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo.
Il protocollo regionale definisce puntualmente le modalità di individuazione dei pazienti eleggibili al nuovo trattamento (con le relative priorità), i percorsi di presa in carico e conduzione dei pazienti negli spazi dedicati, le procedure clinico-diagnostico e quelle amministrative.
Centrale è il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta (la terapia può essere somministrata a partire dai 12 anni di età), che essendo tempestivamente informati della positività al tampone molecolare di ogni loro assistito, possono individuare i pazienti e indirizzarli al centro ospedaliero di competenza per una visita medica che confermerà la sussistenza dei criteri di prescrivibilità e procederà alla somministrazione del farmaco.
“Confidiamo molto nell’efficacia della terapia con gli anticorpi monoclonali – commenta l’assessore Verì – perché un intervento precoce di riduzione della carica virale, potrebbe rappresentare davvero la chiave di volta per decongestionare gli ospedali, ma soprattutto per ridurre i rischi di complicanze anche severe in pazienti con particolari quadri clinici”.






