PESCARA  – ll presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a seguito della riunione del Comitato Tecnico Scientifico regionale, sta per firmare un’ordinanza per porre in zona rossa, tra le altre misure, i comuni di Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria. L’ordinanza sarà operativa a partire dalla mezzanotte di oggi.

Primo effetto dell’impennata di contagi in Abruzzo, e dell’aumento di casi di variante inglese del virus, che ora mette in dubbio il permanere dell’intero Abruzzo in zona gialla.

“Zona arancione? Oggi è stato riunito il comitato tecnico e valuteremo in base agli indici e a quelli che sono i dati. Non parlerei però di zona rossa o arancione, ma di misure da mettere in atto in alcune zone particolarmente colpite”, ha detto a Pescara, poco prima della firma di Marsilio che ha decretato le tre zone rosse, l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, a margine della conferenza stampa convocata per parlare delle nuove apparecchiature elettromedicali che saranno nella disponibilità delle Usca, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale.

In base esito dell’analisi della cabina di regia ministero della Salute-Iss, che monitora settimanalmente i dati sul Coronavirus, riferito al periodo 25-31 gennaio, emergerebbe come prima modifica, rispetto alla mappa dei “colori” delle Regioni della scorsa settimana, la promozione della Sardegna dall’arancione al giallo. Mentre Puglia, Sicilia e Provincia di Bolzano rimarrebbero arancioni. L’Abruzzo (ora giallo) è in bilico. A rischio zona arancione anche la Campania (dove le scuole superiori sono a rischio stop) e il Molise. Dovrebbe restare zona gialla anche la Toscana. Verso la conferma anche l’Emilia-Romagna. E sperano di restare gialle anche le Marche.
Quanto all’Umbria, già in arancione, dai dati non è escluso possa passare in zona rossa.

“L’indice Rt in Italia resta invariato a 0.84, ma “si osserva un lieve generale peggioramento della epidemia, con un aumento nel numero di regioni classificate a rischio alto – 3 regioni – e con la riduzione delle regioni a rischio basso in questa settimana (7 vs 10) in un contesto preoccupante per il riscontro di varianti virali”, spiega la cabina regia.

A lanciare l’allarme oggi anche il direttore generale della Asl chietina, Thomas Schael, “Siamo preoccupati per la situazione dei contagi nella città di Chieti, dove la metà dei positivi presenta mutazioni riconducibili alla variante inglese, altamente contagiosa. E in ospedale non abbiamo più posto. E’ importante, perciò, testare un massiccio numero di persone con lo screening che parte domani”.

In Abruzzo, il primo caso da variante inglese, come ricostruito dagli esperti, risale alla prima metà di dicembre. La variante ha poi circolato rapidamente, soprattutto nella provincia di Chieti.

Solo a Guardiagrele, paese del Chietino di novemila abitanti, sono emersi una quarantina di contagi. E si registrano anche i primi casi di reinfezione. Ora che i dati stanno crescendo velocemente nell’area di Pescara si teme che all’origine dei tanti contagi vi sia proprio la variante.

Ha invece creato meno problemi la variante brasiliana: fermi a tre i casi accertati, nell’Aquilano. Si tratta di persone dello stesso nucleo familiare, di ritorno dal Brasile. Il cluster è stato subito circoscritto.

Un allarme, quello di Verì e Schael, che fa seguito a quello del presidente Marsilio, da oggi in quarantena dopo che è risultato positivo al coronavirus il giornalista Fabio Capolla, suo responsabile della comunicazione, ed anche uno dei suoi autista. Ha detto ieri Marsilio: “il rischio di tornare in una zona con maggiori restrizioni c’è praticamente tutte le settimane, ancora di più da quando sono cambiate i parametri per le classificazioni. In una regione piccola come l’Abruzzo, dove i numeri sono relativamente bassi, basta qualche focolaio per creare un’impennata dell’indice Rt”.

Numeri che potrebbero costare il passaggio da zona gialla, partita lunedì scorso, ad una fascia arancione o addirittura rossa.

Nelle ultime ore in Abruzzo, in base al bollettino odierno, si sono registrati 276 nuovi casi. Di questi 141 in provincia di Chieti,  41 in provincia dell’Aquila, 34 in provincia di Pescara e 33 in provincia di Teramo infine 22 per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 10 nuovi casi e sale a 1498 (di età compresa tra 57 e 94 anni, 9 in provincia di Pescara e 1 in provincia dell’Aquila). Del totale odierno 1 caso è riferito a decesso avvenuto nei giorni scorsi e comunicato solo oggi dalla Asl.

Pieno l’hospital di Pescara, dove è in corso il trasferimento di parte dei pazienti, che al momento vengono portati all’ospedale San Salvatore dell’Aquila: “Aumentano gli arrivi di persone con insufficienza respiratoria – spiega il direttore delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti – e questo elemento conferma il peggioramento della situazione”.

“I contagi sono in aumento – ha spiegato Verì – specialmente nella zona costiera e nelle province di Pescara e di Chieti, ma sono oggi già in diminuzione. Per quanto riguarda la situazione nella nostra regione stiamo portando avanti il tracciamento dei focolai e stiamo analizzando i risultati e l’attenzione sulla variante presente nella regione e quindi stiamo verificando le procedure e stiamo mettendo in atto tutte le valutazioni del caso. Sul Covid Hospital di Pescara dove si registra un aumento dei ricoverati, l’assessore Verì ha poi aggiunto: “L’ospedale di Pescara è andato in affanno nei giorni precedenti per un numero di ricoveri maggiore di positivi e per un grande afflusso dal pronto soccorso. È in atto la rete emergenziale della nostra regione con i pazienti che hanno trovato ospitalità in altre ASL per cui oggi la situazione è una situazione gestita”.  .

Il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci ha chiesto chiede la convocazione del Comitato Tecnico Scientifico: “è gravissima e incomprensibile l’inerzia della Regione di fronte alla drammatica esplosione dei contagi da Coronavirus che si registra a Pescara”.

Solo nelle ultime ore altri sette pazienti sono stati trasferiti all’ospedale dell’Aquila: “Più che la fluttuazione di un giorno, sembra si tratti di un trend ormai consolidato – afferma il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, a capo della task force sul coronavirus – e i ricoveri in aumento non fanno che confermare il peggioramento della situazione”.

“Stimiamo che il 40% dei casi di coronavirus emersi a Pescara negli ultimi giorni sia dovuto ad una variante, molto probabilmente quella inglese, che sta circolando rapidamente sul territorio. Potrebbe essere questa la spiegazione della crescita dei numeri”, dice all’Ansa il direttore del laboratorio di Genetica molecolare – Test Covid-19 dell’Università di Chieti, Liborio Stuppia. “La variante inglese è più contagiosa: tutto questo non deve portare al panico, ma all’estrema prudenza”, aggiunge.

Il laboratorio di Chieti è uno dei due individuati dalla Regione Abruzzo per il sequenziamento del virus; l’altro è l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise. L’esperto sottolinea che a Pescara “si iniziano a vedere focolai grandi” e che sul fenomeno “potrebbe aver inciso il collegamento aereo con Londra”.

“Dal 20 dicembre, nell’area Pescara Chieti, abbiamo accertato 160 casi di variante, che sta crescendo molto sul territorio, e altri 25 solo ieri”, dice ancora il direttore del laboratorio, annunciando “uno studio approfondito, sui dati di oggi e di domani, che verrà condotto a livello nazionale e, quindi, anche in Abruzzo, per analizzare la situazione, su indicazione dell’Istituto Superiore di Sanità”.

Stuppia sottolinea che, sul fronte del sequenziamento, l’Abruzzo è “in pole position a livello nazionale” e che “sulla vigilanza è più avanti di molte altre regioni. Grazie al nostro lavoro e a quello dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo, riusciamo ad arrivare dal sospetto di variante alla conferma in tempi rapidissimi e questo – conclude – consente di avere contezza della situazione”.

A Chieti, ad aggravare ulteriormente il quadro contribuisce anche la saturazione dei posti letto Covid al “SS. Annunziata” di Chieti e nelle strutture sanitarie diffuse sul territorio, che prefigura la difficoltà di accogliere altri pazienti che dovessero aver bisogno di essere assistiti in ospedale. Peraltro il 30% dei malati attualmente ricoverati presenta un quadro clinico grave, secondo le valutazioni espresse da Francesco Cipollone, direttore del Dipartimento di Medicina, una condizione che impedisce il trasferimento a un regime a più bassa intensità di cura e il conseguente recupero di posti letto da mettere a disposizione di altri pazienti.

“La conclusione, dunque, è drastica – aggiunge Schael – : se non vengono isolati per tempo e lasciamo i positivi asintomatici liberi di circolare e infettare, i casi aumenteranno, soprattutto per la presenza della variante inglese altamente diffusiva e, a quanto dicono gli ultimi studi, più pericolosa. E i nostri ospedali non potranno far fronte a nuovi e più numerosi ricoveri. Questo è il rischio reale che corriamo e di cui tutti devono essere consapevoli, specie i più giovani, che più di altri sono esposti all’attacco della variante inglese secondo quanto abbiamo rilevato finora con il sequenziamento dei casi positivi. Perciò quella dei test gratuiti con tamponi rapidi in programma questo week end e il prossimo è  un’opportunità da non perdere per i cittadini di Chieti e dei Comuni nei quali si svolgerà lo screening. L’invito è rivolto a tutte le fasce di età, e in special modo a quella compresa tra 18 e 35 anni che più facilmente sfugge ai controlli. Resta poi per tutti l’obbligo di proteggere se stessi e gli altri con mascherina e distanza, un obbligo non rispettato da tutti anche in un momento così critico. Dobbiamo essere consapevoli che il rischio è altissimo, e che può salvarci solo il senso di responsabilità individuale”.

Ad oggi risultano, in provincia di Chieti, risultano intanto effettuati 33.224 tamponi rapidi 162 dei quali hanno avuto esito positivo.

A Fossacesia sono stati effettuati 1013 tamponi nessuno positivo, a Francavilla a Mare 7368 tamponi 61 positivi, Guardiagrele 4334 tamponi 10 positivi, a Lanciano 4550 tamponi 20 positivi, a Ortona 4961 tamponi 5 positivi, a San Giovanni teatino 4174 tamponi 60 positivi, a San Salvo 6375 tamponi 6 positivi, a Tollo 183 tamponi nessuno positivo, a Villa Santa Maria 266 tamponi nessuno positivo.