L’AQUILA – Oggi in Abruzzo ultimo giorno in zona gialla seppure “rafforzata”, poi da domani e fino al 5 marzo assieme ad altre 11 regioni l’Abruzzo sarà zona arancione, con bar e ristoranti aperti solo per asporto, negozi aperti, ma centri commerciali sempre chiusi nei weekend, divieto di uscire dal Comune,  di andare nelle seconde case, di recarsi in un altra regione. di andare a trovare amici e parenti in più di due persone, oltre a under 14 e disabili.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati emersi dalla cabina di regia nazionale, ha deciso infatti di inasprire le restrizioni, e riclassificare le regioni, firmando l’ordinanza che avrà valore dalla mezzanotte di oggi.

Per la stessa ragione il  presidente del consiglio Giuseppe Conte, sulla base dei dati e delle indicazioni forniti dalla cabina di regia, ha firmato un nuovo dpcm, con stato di emergenza è prorogato fino al 30 aprile 2021.

Saranno zone rosse Lombardia e Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano (Alto-Adige); sono zona arancione oltre all’Abruzzo, anche Calabria, Emilia-Romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Val d’Aosta e Veneto. Restano invece gialle Basilicata, Campania, Molise, provincia di Trento, Sardegna e Toscana.

Del resto anche in Abruzzo la situazione, dopo le feste natalizie e capodanno peggiora: l’indice Rt, cioè il tasso di riproduzione netto della malattia, è salito a 1,12, a fronte di una soglia di rischio pari a 1, numero di casi in crescita e focolai in aumento. Il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute, relativo al periodo tra il 4 e il 10 gennaio, ha sancito così il passaggio in fascia arancione. Un’ulteriore conferma arriva dal confronto dei dati assoluti tra la settimana dall’8 a ieri e la precedente: nei sette giorni successivi alle festività natalizie i contagi sono aumentati del 36%.

Secondo i dati forniti ieri dal Ministero della Salute si sono registrati in Italia 16.146 nuovi casi di positività al Covid in Italia su 273.506 tamponi processati nelle ultime 24 ore (per la prima volta calcolati anche i test antigenici). Sono 477 decessi, per un totale di 81.325 dall’inizio della pandemia.

I casi attualmente positivi sono 558.068 di cui 22.841 ricoverati in ospedale, con 2.522 pazienti in terapia intensiva.

Intanto le vaccinazioni in Italia sono arrivate a quota un milione, mentre in Abruzzo si è arrivati a 18.409 somministrazione su 24.510 dosi di vaccino Pfizer e ora anche Moderna a disposizione. Ovvero il 75,1% delle dosi, rispetto alla già ottima media dell’intero Paese che è del 73,8% delle dosi disponibili, 1.409.000.

“Un milione di italiani ha ricevuto il vaccino anti #covid19. Un sentito ringraziamento ai cittadini e al nostro Servizio sanitario nazionale per la risposta straordinaria. L’Italia è prima in Ue per numero di persone vaccinate. Un dato incoraggiante. Andiamo avanti così mantenendo sempre alta la guardia”, ha scritto sui social il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Allarme intanto arriva sulle nuove dosi attese di vaccino Pfizer in Italia come in tutta Europa. “Alle 15,38 di oggi – fa sapere il commissario Domenico Arcuri – la Pfizer ha comunicato unilateralmente che a partire da lunedì consegnerà al nostro Paese circa il 29 per cento di fiale di vaccino in meno rispetto alla pianificazione che aveva condiviso con gli uffici del Commissario e, suo tramite, con le Regioni italiane. Non solo: ha unilateralmente deciso in quali centri di somministrazione del nostro Paese ridurrà le fiale inviate e in quale misura.

L’ULTIMO BOLLETTINO IN ABRUZZO

Sono 196 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 1 e 96 anni, emersi dall’analisi di 3.605 tamponi.

Altri 6 i decessi, di cui 2 risalenti ai giorni scorsi e comunicati solo oggi dalle Asl. Dei nuovi positivi 20 fanno riferimento alla provincia dell’Aquila, 81 a quella di Chieti, 40 a quella di Pescara, 49 a quella di Teramo e 6 residenti fuori regione o con residenza in accertamento.

Il totale dei guariti sale a 26.427 guariti (+151), 11.286 attualmente positivi (+39), 443 ricoverati in area medica (invariato), 41 ricoverati in terapia intensiva (invariato), 10.802 in isolamento domiciliare (+39).

COSA SI PUO’ E NON SI PUO’ FARE NELLA ZONA ARANCIONE

Nelle aree arancioni ci si potrà spostare liberamente  solo all’interno del proprio comune, dalle 5 alle 22.

Oltre questi limiti d’orario e di territorio, sarò possibile spostarsi solo per lavoro, salute o necessità.

Chi vive in un comune fino a 5mila abitanti, potrà muoversi liberamente, tra le 5 e le 22, entro i 30 chilometri dal confine del proprio comune (quindi eventualmente anche in un’altra regione). Resta vietato lo spostamento verso i capoluoghi di provincia.

Nel visitare amici, congiunti e parenti non conviventi, il nuovo decreto impone il tetto massimo di due invitati, al netto di figli under 14 e persone disabili/non autosufficienti con loro conviventi.

In zona arancione non si può andare nelle seconde case.

Ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie chiudono al pubblico ma resta valida la consegna al domicilio senza limitazioni orarie. Nella bozza del nuovo Dpcm il governo sembra aver confermato invece il divieto della vendita da asporto per i bar a partire dalle 18.

Librerie, negozi al dettaglio e di abbigliamento, per adulti e bambini, saranno normalmente aperti mentre resteranno chiusi, di sabato e domenica, i centri commerciali. Al loro interno potranno aprire solo supermercati, farmacie, parafarmacie e tabacchi.

Chiusi teatri, gallerie d’arte, musei, palestre, piscine e cinema.

Attività fisica: è permessa anche lontano da casa, a patto che sia entro i confini del proprio comune. Sì a passeggiata/jogging al parco, sui sentieri di campagna, in montagna, in città e nei centri sportivi con spazi all’aperto compresi nel territorio di amministrazione del comune di residenza/domicilio.

Piste da sci: contrariamente a quanto si era detto, gli impianti in montagna non riapriranno il 18 gennaio ma resteranno chiusi fino al 15 febbraio. A partire da quella data potranno aprire, sempre nel rispetto delle normative anti contagio. Al momento gli impianti restano utilizzabili da parte degli atleti professionisti e non, di interesse nazionale.

Le chiese sono aperte e si può andare a messa. Gli ingressi sono contingentati e durante la liturgia è obbligatoria la mascherina.

Si possono fare le riunioni di condominio ma è consigliabile procedere in teleassemblea, ovvero in videoconferenza. Se ciò non fosse possibile, durante la riunione di condominio si deve rispettare il metro di distanza e indossare la mascherina.

Trasporti pubblici: La capienza sui mezzi di trasporto pubblico è ridotta al 50% ad eccezione di quelli adibiti al trasporto scolastico.