PESCARA – Sono 649 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 9 mesi e 96 anni, emersi dall’analisi di 4.813 tamponi. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 21.842.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 9 nuovi casi e sale a 721, di età compresa tra 76 e 99 anni: 5 in provincia dell’Aquila, 2 in provincia di Pescara e 2 in provincia di Chieti. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 6.259 dimessi/guariti (+168 rispetto a ieri).

Il più alto numero di positivi si registra ancora una volta in provincia dell’Aquila, con 372 nuovi casi, per un totale di 7.086, segue la provincia di Chieti con un totale di 4.248 in provincia di Chieti (+156), 4.396 in provincia di Pescara (+72), 5.702 in provincia di Teramo (+68), 215 fuori regione (+8) e 195 (-27) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Ed è di nuovo L’Aquila la località abruzzese con più nuovi casi: sono ben 104 quelli accertati nelle ultime ore. Nel capoluogo di regione il totale dei contagi dal primo novembre ad oggi sale a 1.244. Vale a dire che l’1,8% della popolazione ha contratto l’infezione negli ultimi 19 giorni. Al secondo posto c’è Avezzano, con 48 contagi, che fanno salire il totale dall’inizio di novembre a 497. A Pescara i contagi recenti sono 21 (totale da inizio mese 515) e a Montesilvano 19 (330). Anche l’area metropolitana, considerando Pescara, Montesilvano, Spoltore e Città Sant’Angelo, supera i mille casi dal primo novembre ad oggi. A Teramo i nuovi casi sono 12 (574) e a Chieti 14 (264). I

positivi con età inferiore ai 19 anni sono 74, di cui 32 in provincia dell’Aquila, 7 in provincia di Pescara, 20 in provincia di Chieti, 15 in provincia di Teramo. Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 14.862 (+472 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 362.295 test (+4.813 rispetto a ieri). 658 pazienti (+37 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 74 (+9 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 14.130 (+426 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

“Vedremo gli effetti della ‘zona rossa’ tra tre settimane a partire dall’entrata in vigore delle nuove restrizioni, cioè ieri. A mio avviso dopo l’8 dicembre avremo un’idea più chiara, con un trend che dovrebbe essere in miglioramento”. Lo dice all’Ansa il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara e componente del Gruppo tecnico scientifico regionale (Gts). “Le restrizioni precedenti previste dalla zona arancione – aggiunge – avevano già portato ad un rallentamento: si è evitato il raddoppio dei casi. Ora l’obiettivo è portare l’Rt al di sotto di uno”. L’indice, nell’ultimo monitoraggio, era a 1,34 e in quello precedente a 1,51.

MARSILIO, “L’AQUILA OGGI E’ COME BERGAMO A MARZO, CORSA CONTRO IL TEMPO”

“L’Aquila è sottoposta ad un’ondata molto pesante, analoga a quella che colpì Bergamo nella prima fase. I nostri medici la stanno affrontando con il massimo della determinazione”. Lo ha detto in conferenza stampa il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ha parlato di una “corsa contro il tempo”. Sottolineando che “il sistema nel complesso sta tenendo, tra grandi difficoltà”, il governatore ha affermato comunque che “l’ondata subita dal nostro territorio non è normale: in un mese si è scatenato un vero e proprio flagello di fronte al quale ogni sanità del mondo è in difficoltà”.

Rispondendo ad una domanda sulla situazione della provincia dell’Aquila – il territorio, il meno colpito nella fase primaverile, è ora martoriato dalla circolazione del virus – Marsilio ha sottolineato che “ogni giorno nella Asl dell’Aquila e in tutte le altre Asl si aprono nuovi reparti, continuiamo a lavorare per reperire nuovi spazi, riorganizzando la sanità”. Tra le difficoltà, evidenzia il governatore, c’è quella relativa al reperimento di personale, ma “stiamo lavorando su nuove assunzioni”. Rispetto alle polemiche politiche, Marsilio ha aggiunto che “si deve lasciare spazio a chi ha le competenze e a chi fa questo mestiere. Quando c’è un’epidemia in corso tutta la politica deve stare al fianco degli esperti e metterli nelle condizioni di lavorare, non fare megafono sotto ai pronto soccorso. Quello è un mestiere troppo facile, ma non porta lontano”.

LANCIANO: QUATTRO FRATI CONTAGIATI IN CONVENTO, “NON E’ STATO CENTRO ANZIANI A PORTARE IL VIRUS”

Contagiati dal covid anche 4 frati francescani su 7 che vivono nel convento Sant’Angelo della Pace di Lanciano, annesso alla casa religiosa anziani Antoniano che ha contato 98 positivi e nove decessi, la cui situazione è stabile. La positività dei frati non c’entra con la situazione sanitaria col confinante Antoniano il cui collegamento, tramite una posta, è bloccato da inizio pandemia. L’annuncio dei contagi è stato resto noto dal parroco della chiesa di Sant’Antonio da Padova, la più grande di Lanciano, e che fa blocco unico con convento e Antoniano, le cui funzioni religiose sono state sospese. “Grazie a Dio stiamo tutti bene – ha detto padre Francesco – e non abbiamo alcun sintomo”. Poi aggiunge: “Non è stato il centro anziani a portare l’infezione in convento”.

“Il dottor Evandro Tascione mi ha comunicato che 30 ospiti sono non positivi al tampone effettuato lunedì (18 negativi, 12 dubbi). La negativizzazione di una parte consistenti degli ospiti è una buona notizia, ne aspettiamo delle altre dai quattro pazienti ricoverati a Chieti in condizioni stabili”, ha annunciato il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, facendo il punto sulla situazione all’interno della Rsa Antoniano.

Nel resto della città oltre ai 4 nuovi casi, sono 3 le persone guarite. Il bilancio, dopo la consueta verifica degli uffici, è quindi di 220 attualmente positivi, 369 quarantene e 42 guariti e 9 decessi (questi ultimi due dati relativi al periodo dal 1° ottobre al 19 novembre).

“Raccomando come sempre di assumere la dose quotidiana di vaccino contro il covid19: mascherine sempre e ovunque, distanziamento fisico, igiene frequente delle mani”, ha sottolineato il primo cittadino.

L’AQUILA: BIONDI DISPONE CHIUSURA SCUOLA DEL TORRIONE

Su indicazione del Dipartimento di prevenzione della Asl e d’intesa con il dirigente scolastico il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha disposto la chiusura della scuola primaria e dell’infanzia del Torrione, situata nel plesso di via Alcide de Gasperi. La ripresa delle attività didattiche è subordinata alle valutazioni del Dipartimento di prevenzione che saranno comunicate nei prossimi giorni e all’esito delle quali sarà programmata la riapertura.

“La decisione si è resa necessaria alla luce delle evidenze epidemiologiche rilevate tra alunni, personale docente e non docente – spiega il sindaco  Biondi – Per tutti coloro che non avessero già calendarizzato la somministrazione del tampone il test sarà effettuato nella giornata di domani”.

La situazione era stata denunciata dai genitori degli alunni che avevano contattato anche AbruzzoWeb per chiedere la chiusura immediata della scuola a seguito della crescita dei contagi tra docenti, personale scolastico ed alunni. Almeno dieci i contagi, secondo quanto ricostruito dai genitori, e 5 classi in quarantena nella scuola primaria.

RIENTRA ALLARME A VILLA SORRISO DI SCOPPITO, POCHI POSITIVI E ASINTOMATICI, “STRUTTURA VERSO NORMALITA'”

Situazione sotto controllo nella casa albergo per la terza età Villa Sorriso di Scoppito dove, nei giorni scorsi, è esploso un focolaio Covid con 22 persone positive, 18 ospiti e 4 operatori sanitari, e 3 anziani deceduti, di cui due ultraottantenni e uno di 104 anni.

A fare il punto, dopo l’allarme scattato nei giorni scorsi, è l’amministratrice Adele Nicolini: “Attualmente ci sono due positivi asintomatici in isolamento, 5 in fase di guarigione (tampone con esito dubbio, comunque asintomatici e in isolamento). Gli altri sono tutti negativi”.

Si tratta solo di una delle tante strutture socio-assistenziali travolte in questi giorni dall’impennata dei contagi nel territorio aquilano, particolarmente colpito nella seconda ondata. Per quanto riguarda Villa Sorriso, l’intera struttura, fa sapere Nicolini, è stata sanificata, sia i locali comuni che le singole stanze.

“Ringrazio il sindaco per il supporto immediato e per le velocissime prescrizioni che ci hanno permesso di tenere sotto controllo la situazione. Ringraziamo anche la tempestività dei medici Usca che hanno subito messo in cura gli ospiti con terapie farmacologiche e i familiari degli ospiti per il loro supporto. A breve saranno fatti nuovi tamponi ai positivi e alle posizioni dubbie per tornare alla normale gestione della struttura”.

SULMONA: 14 POSITIVI A CARDIOLOGIA, PAZIENTI AMMASSATI AL PRONTO SOCCORSO, “RISCHIO COLLASSO”

Quattordici positivi a Cardiologia, compreso il primario, e di turno resta un solo infermiere; situazione al limite del collasso nell’ex pronto soccorso, con dodici pazienti Covid sistemati in uno spazio che ne dovrebbe ospitare solo due, tra cui anche un’anziana con il femore rotto che deve essere operata e ricoverata e invece è tenuta da giorni in quegli spazi in attesa di trovare un posto libero negli ospedali della regione; e ancora otto persone in attesa di ricovero nell’area grigia.

Critica la situazione dell’ospedale di Sulmona, a rischio collasso, come spiegato al Centro dal segretario territoriale della Uil Fpl, Marcello Ferretti, e il responsabile territoriale Uil Medici, Mauro Gabrielli: “Nelle ultime ore la situazione sta assumendo una connotazione talmente drammatica da mettere a repentaglio la sicurezza degli operatori e l’assistenza erogata ai cittadini. La situazione è sfuggita di mano e non possiamo continuare a pensare che il personale sanitario ridotto allo stremo possa continuare a sopperire alle numerose criticità presenti. L’attività ordinaria chirurgica è bloccata a causa della trasformazione della Rianimazione in terapia intensiva Covid che determina il trasferimento dei pazienti non Covid verso altri presidi ospedalieri”.

Ieri si sono registrati altri 62 casi, 22 dei quali solo a Sulmona. Colpito anche l’Alto Sangro con Barrea e Pescasseroli alle prese con un nuovo fronte di contagio.

ABRUZZO ZONA ROSSA: ARRIVANO LE PRIME MULTE, PRIMO BILANCIO AL SECONDO GIORNO DI RESTRIZIONI

C’è chi, positivo al Covid-19, viola l’isolamento fiduciario, fa un incidente stradale e si presenta in pronto soccorso. Ci sono quelli che vanno a casa di amici per una bevuta. C’è chi, nonostante i divieti, dall’entroterra prende un treno per Pescara per fare un giro.

Sono diverse in Abruzzo, a meno di 48 ore dall’entrata in vigore della zona rossa, le sanzioni elevate dalle forze dell’ordine nei confronti di persone che hanno violato le maggiori restrizioni scattate dalla mezzanotte di mercoledì con l’ordinanza del governatore Marco Marsilio che ha introdotto sul territorio le misure previste dall’articolo 3 del Dpcm del 3 novembre.

Protagonista di uno degli episodi è un 41enne pugliese residente a Montesilvano, che per ben due volte ha violato l’isolamento, nonostante la positività al virus insieme all’intera famiglia. Ieri sera, l’uomo, insieme al figlio minorenne, è andato al pronto soccorso dell’ospedale di Atri (Teramo) in seguito ad un incidente fatto dopo essere uscito di casa per fare la spesa. Per lui è scattata la denuncia. A Sulmona è scattata la sanzione amministrativa per tre uomini di 30, 46 e 48 anni. Ieri sera il loro passo incerto ha insospettito la Polizia. Fermati, i tre hanno confessato: la bevuta tra amici costerà loro costerà 400 euro a testa. Stessa sanzione per due ventenni di Popoli (Pescara) sorpresi dai Carabinieri all’uscita della stazione ferroviaria: erano appena scesi da un treno di ritorno da Pescara, dove erano andati per fare un giro. Più in generale, al di là di alcuni episodi, le forze dell’ordine segnalano il grande senso di responsabilità dei cittadini.

“Meglio iniziare subito la cura con la zona rossa per abbassare la curva dei contagi, fare spazio negli ospedali e uscire prima possibile da questa situazione di emergenza”, afferma il governatore Marsilio nel corso della conferenza stampa relativa proprio all’istituzione della zona rossa.