PESCARA – “Noi siamo impossibilitati a lavorare ormai da un anno, con i punti vendita siamo in grandissima sofferenza e come noi ci sono tantissime imprese che avranno enormi difficoltà a riaprire. Abbiamo registrato un calo di fatturato pari al 90% e non ci hanno concesso alcuna defiscalizzazione né tantomeno indennizzi”.
È il grido d’allarme lanciato da Marina Franceschini, presidente Associazione Atelier Sposi e Cerimonie/Confcommercio Pescara, che ieri ha preso parte alla manifestazione che si è svolta in piazza Salotto a Pescara – e in contemporanea nelle città di Udine, Bergamo, Ascoli Piceno, Sassari, Catania, Milazzo, Caserta, Padova, Sassari, Cagliari, Nuoro, Cuneo, Bologna, Roma -, dando sostegno e ulteriore diffusione all’iniziativa avviata lo scorso dicembre dalle imprenditrici del settore Marina Franceschini De Bonis (della Black & White sposi e cerimonia atelier Pescara e Agenzia di Rapprsentanza wedding) e Stefania Vismara (della Cleofe Finati brand cerimonia uomo Udine).
“Insieme per il wedding”, piazze senza etichette partitiche e associative ma rappresentative di tutti gli imprenditori del comparto insieme a tutti coloro che ne comprendono l’urgenza di aiuto e di risposte. Tutti insieme con un fazzoletto bianco in mano a conferma di una protesta pacifica e di un simbolo del wedding e delle sue emozioni.
“Io per la prima volta mi trovo a chiedere aiuto, a nome di realtà sane, belle e fatte con passione, spesso cresciute in diverse generazioni. Il nostro Paese è Cristiano Cattolico e tradizionalista. Siamo abituati per tradizione a festeggiare non solo i Sacramenti ma anche le feste come I 18 anni, le lauree, la pensione, le nozze d’argento, d’oro. Un mondo di eccellenza che è stato completamente dimenticato. Il comparto deve avere una data certa di ripartenza in sicurezza e rispettando degli specifici protocolli entro il 15 marzo”, ha aggiunto snocciolando le cifre della crisi,
“Il settore wedding è uno tra i comparti più colpiti, se non il più colpito, dalla crisi collegata all’emergenza da Covid-19 vista l’immediata chiusura di tutto ciò che generava assembramento e/o raggruppamento di persone imposti dal governo, anche il successivo restringimento numerico di presenze (per i matrimoni) ha bloccato le celebrazioni per il 90% .Nel 2019, in Italia si sono svolti oltre 360.000 eventi privati di medio-grandi dimensioni (ossia, con almeno 40 partecipanti). Questo comparto wedding/cerimonie si compone di 90.000 imprese e partite IVA connesse alla filiera, per un totale di 1 milione di lavoratrici e lavoratori stabili (assunti stabilmente) e oltre 150.000 lavoratori stagionali durante i mesi più richiesti nei quali si celebrano più cerimonie (da metà primavera a inizio autunno). Una filiera estremamente professionale e interamente italiana che ha un valore, nel suo indotto primario, di oltre 15 miliardi di Euro, e nel suo Indotto Globale di oltre 25 miliardi di euro”.
Sottolineando che i vari provvedimenti nazionali e che hanno introdotto ristori e altre misure di sostegno economico e finanziario a favore degli operatori economici maggiormente colpiti dall’emergenza e dalle misure di contenimento non hanno incluso gli operatori del settore wedding/cerimonie/event tra i beneficiari, nel corso della manifestazione sono state ribadite le tante istanze del comparto wedding fra le quali in particolare:
il riconoscimento di un contributo a fondo perduto di importo pari – ad esempio – al 40% della diminuzione di fatturato; l’introduzione di un’esenzione temporanea dall’IMU, dalla TARI e dall’IRES per due annualità oppure – in alternativa – di uno sgravio non inferiore al 70% delle suddette imposte; l’erogazione di prestiti bancari, fino ad un importo corrispondente al fatturato del 2019 assistiti da una garanzia statale del 100%, di durata compresa tra i 15 e i 20 anni, a tasso zero; il prolungamento delle misure CIG e FIS fino alla ripresa dell’attività operativa prevista non prima di giugno 2022 ; una ulteriore moratoria di tutti i mutui fino a giugno 2022 con quota interessi per il primo semestre dell’anno 2022 coperta all’80% anziché il 50%.






