BRUXELLES – “I prezzi del gas naturale nell’Ue sono ancora quasi quattro volte superiori a quelli degli Stati Uniti. I prezzi industriali dell’elettricità sono in media più che doppi. Se questo divario non si riduce, la transizione verso un’economia ad alta tecnologia si bloccherà”.
Questo l’avvertimento lanciato dall’ex premier italiano Mario Draghi nel corso della conferenza per l’anniversario della presentazione del
suo rapporto sulla competitività Ue.
L’ex Bce sottolinea come l’energia sia “fondamentale tanto quanto la tecnologia per lo sviluppo dell’IA”, a fronte di un aumento della domanda di elettricità da parte dei data center del 70% entro il 2030. I piani della Commissione (Clean Industrial Deal e il Piano d’azione
per l’energia accessibile) sono “coerenti” con gli obiettivi del rapporto, “ma il passo principale finora è stato allentare le regole
sugli aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di sovvenzionare i prezzi. Questo può offrire un sollievo temporaneo, ma non risolve le
ragioni strutturali per cui l’energia in Europa è così costosa”, rileva Draghi.
“Queste ragioni includono i prezzi del gas che, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, sono ancora circa il doppio dei livelli pre-Covid”, nonché “un sistema di prezzo in cui il gas continua a determinare il prezzo dell’elettricità la maggior parte del tempo, anche con l’espansione delle rinnovabili”, più “oneri e tasse elevati”.
La decarbonizzazione rimane “il percorso migliore a lungo termine per raggiungere l’indipendenza energetica nonostante la mancanza di
risorse naturali”, ma “richiede investimenti molto più rapidi per far funzionare un sistema basato sulle rinnovabili: nelle reti, negli interconnettori e nella generazione pulita di base come il nucleare. Oggi, metà della capacità transfrontaliera necessaria entro il 2030 non può contare su un piano di investimento. Anche i progetti approvati richiedono più di dieci anni, con metà del tempo perso per le autorizzazioni”.
Parole che per Marco Marsilio, presidente del Gruppo ECR al Comitato europeo delle Regioni e presidente della Regione Abruzzo, “confermano quanto noi Conservatori e Riformisti europei diciamo da tempo: le scadenze del Green Deal per il settore auto, con la riduzione delle emissioni e una transizione esclusivamente elettrica, sono inadeguate e irraggiungibili”.
“Le parole di Draghi – continua Marsilio – richiamano anche l’approccio da noi fortemente sostenuto, basato su una transizione sostenibile e con al centro il principio cardine della neutralità tecnologica. Il nostro obiettivo deve essere quello di garantire una transizione che sia davvero sostenibile, favorendo innovazione e competitività delle imprese, senza imporre scelte rigide o penalizzanti”.
Marsilio conclude affermando che “dal dialogo strategico della settimana scorsa che la Commissione ha tenuto con i rappresentanti dell’automotive, non sono ancora pervenute decisioni concrete che vadano nella giusta direzione. Speriamo che la Commissione possa ora ascoltare e fare proprie le autorevoli parole di Draghi in vista della tanto auspicata revisione dei target 2035 prevista per fine anno”.




