L’AQUILA – “Siamo dovuti andare a Roma a prendere le mazzate per riportare l’attenzione sul problema della ricostruzione: oggi tutti i giornali e telegiornali ne parlano. Bene o male, ma ne parlano”.
MANIFESTAZIONE E MANGANELLATE (foto di Patrizio Migliarini)
È stanco, ma soddisfatto, Mauro Zaffiri, uno degli organizzatori dell’assemblea del presidio permanente di piazza Duomo, il giorno dopo la manifestazione che ha portato a Roma cinquemila aquilani a chiedere la sospensione delle tasse, occupazione e sostegno all’economia terremotata.
Una manifestazione segnata anche psicologicamente dagli scontri con la polizia e da qualche manganellata di troppo, ma che qualche effetto ha avuto: un ulteriore miglioramento della proroga, per quanto ancora insufficiente, e una nuova attenzione dai media nazionali, perfino dal Tg1, ormai assurto a vera “bestia nera” dei manifestanti.
Un successo, insomma. Anche se la strada è ancora lunga e in salita. Ma gli effetti fanno venire da chiedersi se non si potesse organizzare prima, il corteo a Roma. “Non credo – risponde Zaffiri – Tutto ha avuto un suo tempo. All’evento di ieri ci siamo arrivati con un percorso graduale. Il corteo del 16 giugno all’Aquila ha tracciato la via, è stato un punto importante. Si è sbloccata la separazione tra destra e sinistra, ci si è detto ‘siamo tutti dell’Aquila’ e si è andati uniti”.
“Ieri – continua Zaffiri – il clima è cresciuto, ho visto la gente più coinvolta. D’altronde oggi i cittadini non ti seguono alla cieca. Si è capito che, se stiamo tutti uniti, qualcosa si può ottenere”.
Adesso l’attenzione si sposta sulla ricostruzione. “Se non si scioglie il nodo del rimpallo sui soldi tra commissario e vice commissario – ammonisce l’esponente del presidio – non si va avanti. Uno dice che ci sono, l’altro dice di no. Bisogna capire chi dice la verità e chi le bugie”.
“Se i soldi ci sono – conclude – chi ha i progetti li tiri fuori e si crei il confronto con i cittadini, che sono inc… e vogliono partecipare”. Un primo bilancio a freddo verrà fatto stasera, alle 18, in un’assemblea presso il tendone di piazza Duomo.
COMITATO 3E32, ”AQUILANI UNITI, CONSAPEVOLI E DETERMINATI”
L’AQUILA – “La manifestazione di ieri ha dimostrato a tutti, anche al Governo, che gli aquilani sono uniti, consapevoli e determinati”.
Anna Bonomi, rappresentante del più importante comitato cittadino, 3e32, spiega così le sensazioni che si respirano all’Aquila il giorno dopo le manganellate a Roma.
“Siamo in mobilitazione permanente, e anche oggi ci riuniremo in assemblea a Piazza Duomo – dice all’Ansa – La gente comune ha capito che ormai solo la Polizia possono metterci contro. Ieri a Roma c’erano tanti delusi di questo governo, anche elettori di centrodestra ricreduti. Tutti hanno capito che la propaganda con gli aquilani non attacca più”.
Il Comitato 3e32 si lamenta anche delle novità nella manovra: “Poco, pochissimo, non cambia niente. Nessuno ci dice cosa accadrà ai dipendenti e agli stipendi: insomma, è la solita presa in giro. E tutto questo non fa altro che aumentare la partecipazione della gente. Non ci fermeranno”, chiude la Bonomi.
SINDACATI POLIZIA: SCONTRI COLPA DI PROVOCATORI
L’AQUILA – “Gli scontri di ieri tra manifestanti aquilani e forze dell’ordine a Roma sono stati causati da provocatori, i poliziotti si sono comportati al meglio”.
Lo affermano i sindacati di polizia, Siulp, Siap e l’Associazione nazionale funzionari di polizia.
“I pochissimi momenti di tensione che si sono registrati tra un gruppo ristrettissimo di ‘professionisti del disordine’ e gli appartenenti alle forze di polizia durante la manifestazione di ieri dei cittadini aquilani – spiega Felice Romano, segretario generale del Siulp – non intaccano assolutamente la professionalità degli operatori di polizia e le giuste ragioni della protesta dei pacifici cittadini abruzzesi”.
Sulla stessa linea Siap e Anfp. Ieri, sostengono i due segretari Giuseppe Tiani e Enzo Letizia, “i contatti tra manifestanti e forze di polizia sono avvenuti in una fase limitata nel tempo per la provocazione di personaggi dell’area antagonista che sapeva benissimo di poter sfruttare al massimo particolari condizioni di caldo che riducono le capacità di resistenza allo stress da parte di chiunque”.
“La polizia – proseguono – come sempre saprà fare chiarezza e se sono stati commessi errori si assumerà senza se e senza ma le sue responsabilità. Quel che più dispiace è il fatto che a rimetterci siano stati pacifici manifestanti e i poliziotti che con abnegazione hanno svolto il proprio dovere e oggi sono sotto il fuoco di polemiche strumentali”.
GIULIANTE (PDL), ”GLI SCONTRI, UNA PAGINA DA DIMENTICARE”
L’AQUILA – “Una brutta pagina, da dimenticare al più presto”. È il commento del capogruppo del Popolo della libertà in Consiglio regionale, Gianfranco Giuliante, agli scontri tra manifestanti aquilani e forze dell’ordine nel corteo di ieri a Roma.
“Non è possibile – attacca – che rispetto a uno stato d’animo anche esasperato da parte degli aquilani, le forze dell’ordine abbiano risposto come fossero davanti a manifestazioni ostili, che non sono nello stile né nel Dna dei miei concittadini”.
Quanto alla proroga alla restituzione annunciata, Giuliante ricorda che “per gli addetti ai lavori l’allungamento a 120 rate era una notizia datata. Ieri, però – aggiunge – ha avuto una sottolineatura da parte di un personaggio eminente della politica italiana, per di più abruzzese, come Gianni Letta”.
Una proroga che però non basta. “È evidente – conclude il capogruppo Pdl – che soddisfa una parte delle richieste fatte, ma tanto altro resta ancora da fare. Per questo bisogna mantenere alta l’attenzione, e questo è un compito tanto delle forze politiche, quanto dei cittadini”. (alb.or.)
GLI SCONTRI VISTI DALLA SATIRA DI SPINOZA.IT
L’AQUILA – “Aquilani manganellati a Roma. Intercettati due ortopedici che ridono al telefono”. È una delle tante battute, forse la migliore, dedicata al corteo degli aquilani di ieri in un’apposita discussione sul forum di spinoza.it, laboratorio permanente di satira politica, ovvero uno dei blog più cliccati di Internet con le sue battute al vetriolo sui fatti d’attualità lanciate dagli utenti stessi.
Freddure al fulmicotone, come quella dell’utente Fritto Misto. Da evitare se si è sensibili sugli argomenti trattati, ma che, lette con intelligenza, non mancano di suscitare amare riflessioni, come dovrebbe fare la satira doc. E sul corteo per la sospensione delle tasse, la community si è scatenata.
“Manganellate agli aquilani in piazza. Dopo il ‘miracolo’ dell’Aquila ora sono arrivate anche le stimmate”, dice Meotomeo. “Aquilani a Roma accolti a manganellate. Sì, ma le carote?”, fa eco Ioguido.
“Sfollati abruzzesi manganellati sotto casa di Berlusconi. Il cacciatore di Aquilani”, posta Fedgross, parafrasando il libro di Hosseini. “Polizia contro gli aquilani in corteo. Erano solo manganellate di assestamento”, azzarda Misterdonnie richiamando le scosse.
“Gli aquilani protestano perché sentono lontane le istituzioni. Le istituzioni rispondono cercando di far sentire la loro presenza. Qualcuno le ha sentite così vicine che la prognosi è di 20 giorni”, dice Archi il Leone.
“I manifestanti: ‘Ci avete lasciati soli!’. Che bugiardi, la polizia si sta occupando benissimo del problema”, è la frase di CavalloSenzaPudore. E Kaspo aggiunge: “Ieri il questore di Roma è stato frainteso, durante il corteo degli aquilani stava chiamando il capo della polizia”, che di cognome fa appunto Manganelli.
Parodia istituzionale per Mancio1971. “Nota del Governo: la fine della ricostruzione è vicina, non vediamo l’ora di manganellarli nel centro storico dell’Aquila”.
Il Colle prova a ipotizzare le parole del ministro dell’Interno, Roberto Maroni. “‘Sto andando al ministero per fare una riunione su quanto accaduto’, ha dichiarato Maroni facendosi strada tra gli aquilani con un manganello”.
Ce n’è anche per il Tg1, osteggiato dai manifestanti: “Manganellate agli aquilani in piazza a Roma. Aggredita la celere a testate secondo il Tg1”, dice Bullo.
Riker666 invece echeggia la vicenda escort. “Il sindaco Cialente: ‘Non ci è bastato il terremoto abbiamo preso anche le botte’. Silvio: ‘Per i colpi alle mogli ci penso io'”.
Sull’equivoco tra le due manifestazioni, quella dei terremotati e quella dei disabili, si discorre parecchio. “Par condicio del Viminale per le due manifestazioni in contemporanea di Roma: dopo aver manganellato gli aquilani, la polizia si organizza per radere al suolo le case dei disabili”, scrive ancora Bullo.
Ronnie15 conia una nuova definizione. “Roma: corteo di protesta degli aquilani. Accanto al corteo delle associazioni dei disabili sfilano anche i diversamente abitanti”.
Caustico Votafone: “Roma, gli Aquilani protestano contro il Governo. Durante la manifestazione provano ad avvicinarsi a Palazzo Chigi, dove è già in corso una manifestazione di disabili. Un Governo contro i poteri forti”.
“Aquilani in corteo a Roma malmenati dai poliziotti. Tentavano di raggiungere la residenza del Presidente del Consiglio, tutti pericolosamente armati di spazzolino da denti”, sospira in conclusione 3civette…



