L’AQUILA – Decine di pullman stanno arrivando da tutta la penisola per partecipare alla mobilitazione nazionale “L’Aquila chiama Italia” che vuole riaccendere le luci sulla ricostruzione post-terremoto e sulla situazione economica sempre più critica.

Tra le prime delegazioni arrivate davanti a piazza d’Armi ci sono quelle di Terzigno (Napoli) e Boscoreale (Napoli): ad accogliere i manifestanti c’è una lavatrice gigante fatta in cartone con dei panni appesi e uno striscione con la scritta “Basta speculare sui nostri panni”.

Dall’altro lato c’è invece uno stand per raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare elaborata dai cittadini sulla ricostruzione, affinché si abbiano finalmente regole e fondi certi, diversamente da quanto accade oggi.

Il resto lo fanno le immancabili carriole e gli striscioni con le scritte ‘Macerie di democrazia’.

Il corteo partirà alle 14 e attraverserà viale Corrado IV e via XX settembre per raggiungere piazza Duomo.

Sfileranno delegazioni istituzionali a partire dal Consiglio Comunale dell’Aquila, che ha votato l’adesione all’unanimità, sindacati, associazioni, l’Università e la locale squadra di rugby, gloria sportiva della città.

Sono attese rappresentanze di altri Comuni del cratere, anche se i sindaci di alcune amministrazioni hanno deciso di rinunciare visto che la manifestazione è stata, a loro dire, “strumentalizzata dal centrosinistra per criticare il Governo”.

Ci saranno le segreterie di buona parte dei partiti di opposizione: Pd, Radicali, Sel, Prc, Sinistra critica, Psi, Comunisti italiani e Italia dei Valori. Lo stesso leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha annunciato la sua presenza.