L’AQUILA – Illegittime concessioni di contributi per la ricostruzione a seguito del sisma dell’Aquila del 6 aprile 2009, finanziamenti non dovuti da parte del Ministero delle Attività Produttive e dalla Unione europea, affidamenti illegittimi di incarichi da parte delle amministrazioni pubbliche. Ed anche molti casi di assenteismo nella pubblica amministrazione.

Sono le fattispecie di reato più gravi contestate dalla magistratura e segnalate nella relazione dal presidente della Corte dei conti abruzzese, Tommaso Miele, presentata nel corso della cerimonia d’apertura dell’anno giudiziario 2019 che si è svolta all’Aquila. 

Nel corso del 2018, la Sezione giurisdizionale per l’Abruzzo ha tenuto 21 udienze collegiali, senza considerare le udienze monocratiche per le convalide dei sequestri conservativi, le udienze camerali per i reclami al collegio e le udienze monocratiche dei giudici unici delle pensioni. 

Per i soli giudizi di responsabilità, sono state emesse 71 sentenze, di cui 37 di condanna, 14 di assoluzione e 20 miste, cioè parzialmente di condanna e parzialmente di assoluzione.

“I tempi di definizione dei giudizi possono calcolarsi – ha  reso noto  il presidente Miele – in una media di 8 mesi fra la data di deposito del ricorso nella segreteria della sezione e quella di deposito della sentenza durata da ritenersi soddisfacente ove si tenga presente il numero assai limitato di magistrati assegnati alla sezione, e la frequente richiesta di rinvii che non vengono comunque concessi se non per validi e documentati motivi”.

Efficienza, è stato poi sottolineato, che potrà aumentare grazie alla previsione nella legge di bilancio 2019, della possibilità per la Corte dei Conti di assumere, oltre ai nuovi magistrati previsti dalle procedure di concorso già in atto, tre procedure di concorso, per complessivi 121 posti da magistrato, ulteriori 104 magistrati, 6 dirigenti e 372 funzionari.

Intensa l’attività della Corte dei Conti anche sul fronte del contrasto alla piaga dell’assenteismo.

“Ipotesi di danno erariale,  – ha relazionato il presidente Miele –  sono stati conseguenti a casi di assenteismo in cui ai dipendenti risultati assenti ingiustificati era stato egualmente pagato dall’amministrazione il relativo compenso. Seppure relativi a ipotesi di danno di modesta entità – essendo la quantificazione del ‘vulnus’ parametrata alle giornate di assenza – particolarmente significativi appaiono il ruolo e la funzione che le decisioni della Sezione assumono nell’ambito della politica di contenimento (e di auspicabile abbattimento) dell’assai noto, ed assai grave, fenomeno dell’assenteismo dei pubblici dipendenti”.

Passando in rassegna altre fattispecie di reato, Miele ha poi menzionato diversi fascicoli d’indagine, aperti  “a seguito di segnalazioni degli atenei e dell’attività d’iniziativa della Guardia di Finanza, riguardanti lo svolgimento di incarichi non autorizzati da parte di personale docente di università della regione con richieste di condanna pari agli importi dei relativi compensi percepiti”.

Tra i più significativi atti di citazione depositati nel corso del 2018 vi è quello con il quale “è stato convenuto in giudizio per un importo di euro 21.761.173,00 – oltre 50 mila euro a titolo di danno da disservizio – un funzionario dell’Agenzia delle Entrate che dolosamente operava per la conclusione di diverse conciliazioni giudiziali, generando un elevato pregiudizio all’Erario e cospicui e ingiustificati risparmi per i contribuenti interessati”.

La contestazione ha interessato solo il funzionario che “intratteneva rapporti con studi professionali privati, colto nell’atto anche di ricevere un compenso in denaro, mentre non sono stati coinvolti altri dipendenti dell’Agenzia”.

“In un momento come quello attuale,  – ha concluso Miele – in cui la salvaguardia degli equilibri dei bilanci e dei conti pubblici è di fondamentale importanza per il Paese, e in cui non si può assolutamente abbassare la guardia nei confronti degli amministratori e dei funzionari pubblici che gestiscono risorse pubbliche, io credo che il ruolo e le funzioni della Corte dei Conti siano estremamente importanti. Per questo motivo, c’è da auspicarsi che la Corte venga messa in condizione, con personale e mezzi adeguati, di svolgere effettivamente ed efficacemente le proprie funzioni nell’interesse del Paese, delle Istituzioni e, soprattutto, dei cittadini”.​

LA RELAZIONE DEL PROCURATORE MAURIZIO STANCO

Entrando nel dettaglio dell’attività del 2018, sul versante della ricostruzione post-sisma, il procuratore, Maurizio  Stanco ha citato il  caso di “un contributo di euro 112.413,75, concesso in favore di un’azienda agricola per il ripristino, ricostruzione e recupero immobile adibito a stalla ricovero animali, danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009 del tutto illegittimo, in quanto l’intervento era da ritenersi palesemente non ammissibile poiché l’immobile al momento dell’evento tellurico giaceva in stato di abbandono ed era al di fuori del ciclo produttivo dell’azienda agricola”.

“La richiesta di condanna in favore della Regione Abruzzo, oltre a euro 10.000,00 a titolo di danno da disservizio, è stata formulata nei confronti di due funzionari regionali che hanno favorevolmente istruito, con colpa grave, il provvedimento di concessione del contributo”, ha chiarito ulteriormente Stanco.

Sempre nell’ambito delle spese collegate al terremoto, Stanco ha menzionato il caso dei “lavori di ristrutturazione e ripristino di funzionalità di un fabbricato di un comune aquilano adibito a Centro Culturale danneggiato dal sisma, per i quali si è ravvisata un’alterazione dell’attività contrattuale, essendosi platealmente disattese le chiare prescrizioni sulla pubblicità del bando da applicare per la categoria di importo contrattuale di appartenenza. La grave turbativa che ha interessato la gara ha comportato il mancato esperimento di un valido confronto concorrenziale e ha impedito che l’ente abbia potuto giovarsi delle migliori condizioni economiche per lo svolgimento dei lavori”.