L’AQUILA – Corse di cavalli clandestine, gestite da due famiglie nomadi, gli Spinelli e i Di Rocco, che vivono fra le Marche e l’Abruzzo.
Le hanno scoperte i carabinieri a Falconara marittima, nel corso di un blitz scattato prima dell’inizio di una delle gare.
Quaranta i nomadi identificati, 27 (fra cui sei minorenni) quelli denunciati a piede libero, anche per i reati di maltrattamento di animali e interruzione della circolazione stradale. Due i cavalli posti sotto sequestro e affidati al servizio veterinario, che dovrà verificare se siano stati dopati. Stando alle indagini, i nomadi si davano appuntamento con cavalli e calesse, di loro proprietà, quasi tutte le domeniche pomeriggio.
Luogo prescelto, una pista di fortuna in via Castellaraccia, la strada che separa l’aeroporto falconarese dalla ex Caserma Saracini, la struttura dismessa in cui il ministero dell’Interno aveva ipotizzato di realizzare un Centro di identificazione ed espulsione per immigrati, abbandonando poi il progetto per difficoltà tecnico-logistiche.
Per partecipare o assistere alle corse, i rom si spostavano anche da Ancona, Marina di Montemarciano, Teramo e Pescara. Sono in corso indagini per accertare se le competizioni fossero collegate anche ad un giro di scommesse clandestine mentre per gli indagati è stato proposto il foglio di via obbligatorio.






