PESCARA – Divieto di accesso e di allontanamento dal territorio comunale; sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità; sospensione di tutte le attività produttive e commerciali (ad esclusione di farmacie dei generi alimentari e di tutte le attività della filiera agroalimentare e sanitaria); sospensione di tutti i cantieri di lavoro; chiusura dei parchi pubblici e delle aree sportive a libero accesso; soppressione di tutte le fermate dei mezzi pubblici; chiusura dei cimiteri. 

È quanto prevede l’ordinanza, firmata dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, relativa all’istituzione della zona rossa per sei comuni abruzzesi, cinque in provincia di Teramo – Castel Messer Raimondo, Arsita, Bisenti, Montefino e Castilenti – e uno in quella di Pescara, Elice.

L’ordinanza, “immediatamente esecutiva”, sarà in vigore fino al 3 aprile.

Alla base del provvedimento c’è “il carattere estremamente diffusivo dell’epidemia e del notevole incremento dei casi di decesso”, tanto che Marsilio, prima della videoconferenza con il ministro Francesco Boccia, aveva già confermato la decisione di firmare l’ordinanza nonostante una “riluttanza” del Governo sul provvedimento.

“Nel corso della videoconferenza con il ministro Boccia prima di me la questione relativa a nuove zone rosse o provvedimenti restrittivi è stata sollevata dalla Regione Molise”, spiega Marsilio. 

“Prima che io intervenissi, il ministro ha ribadito l’avviso contrario del Governo, salvo provvedimenti più restrittivi con fondamento scientifico, anche alla luce delle impossibilità di gestire con le forze dell’ordine la richiesta di centinaia di comuni. Ho spiegato al ministro che il provvedimento da adottare, che ho sottoposto alla condivisione del Governo, ha basi scientifiche e argomentazioni supportate dalle relazioni delle Asl e dalla richiesta unanime del territorio”. 

“Non c’è stata nessuna replica da parte del Governo, nessuna risposta esplicita, per cui ho deciso di procedere non potendo attendere oltre. Spero che il Governo apprezzi che l’ordinanza che è stata fatta si basa su relazioni medico scientifiche, evidenze e urgenze rappresentate non da una, ma da due Asl. Ai cittadini delle zone interessate rivolgo la raccomandazione di massima collaborazione per uscire al più presto da questa difficile situazione”, conclude Marsilio.

Si tratta di 5 comuni della Valfino e uno del pescarese, non c’è Penne, considerata con dati non sufficienti per essere inserita in una zona rossa.

Il provvedimento è stato preso a seguito dell’appello di 47 sindaci della provincia di Teramo che hanno richiesto l’istituzione di una zona di protezione speciale nell’area del Valfino. 

La lettera, hanno spiegato ieri i primi cittadini, è un “sostegno concreto al presidente Marco Marsilio per assumere la relativa decisione”. 

Nella missiva si fa esplicita richiesta “di un intervento istituzionale che consenta di arginare e bloccare il rischio di diffusione del contagio da e verso la zona” in questione e viene sottolineato come l’eventuale decisione, altro non sarebbe che il riconoscimento “sul piano ‘strettamente sanitario’ di un’emergenza eccezionale che ha colpito un’area che comprende più Comuni, su cui si deve intervenire con un atto forte che impedisca la propagazione e lo scambio del contagio con le zone limitrofe”, considerato che il numero dei casi registrati e conclamati “può costituire un elemento di grave rischio sanitario per il territorio dell’intera provincia e non solo”. 

“Rischio incrementato, ovviamente, dall’elevato numero di attività produttive presenti e operanti nella zona con conseguente flusso quotidiano di lavoratori”. 

Da qui la richiesta “di adottare un’ordinanza regionale simile a quelle già adottate dalla Regione Emilia Romagna o dalla Campania che sono già operative”.

Nel predisporre il documento si è tenuto conto che “il comune di Elice presenta continuità con i comuni ricompresi nella Valle del Fino, una contiguità di posizionamento geografico ma anche una contiguità connessa ai continui flussi di lavoratori che si spostano tra questi comuni contigui” e si è ritenuto, di conseguenza, che “il divieto di allontanamento dai comuni della Valle del Fino debba estendersi anche al comune di Elice”.

Il tutto, ritenendo “necessario rafforzare ulteriormente le misure di sorveglianza sanitarie adottate per il periodo di tempo necessario e sufficiente a prevenire e mitigare la diffusione di malattia infettiva diffusiva Covid-19”.

263 casi positivi in Abruzzo, 41 in terapia intensiva

In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 263 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo.

Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione. 99 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (14 in provincia dell’Aquila, 18 in provincia di Chieti, 61 in provincia di Pescara e 6 in provincia di Teramo), 41 in terapia intensiva (4 in provincia dell’Aquila, 6 in provincia di Chieti, 24 in provincia di Pescara e 7 in provincia di Teramo), mentre gli altri 109 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (1 in provincia dell’Aquila, 16 in provincia di Chieti, 72 in provincia di Pescara e 20 in provincia di Teramo).

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche sette pazienti deceduti (spetterà in ogni caso all’Istituto Superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone già affette da patologie pregresse), 5 pazienti clinicamente guariti (che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici) e 2 guariti (che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 2.054 test, di cui 1.182 sono risultati negativi.

La differenza tra il numero dei test eseguiti e gli esiti, è legato al fatto che più test vengono effettuati sullo stesso paziente. Nel totale viene considerato anche il numero degli esami presi in carico e tuttora in corso.

Dei casi positivi, 20 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 44 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 160 alla Asl di Pescara e 39 alla Asl di Teramo. Va precisato che il numero elevato di casi registrati a Pescara è anche legato al fatto che al Santo Spirito accedono pazienti provenienti anche da altre aree della regione.

LACCHETTA, “A PENNE BOOM CONTAGI, INSERIRE TRA ZONE ROSSE”

“Io spero che il presidente Marsilio possa tornare sulla sua decisione in quanto Penne (Pescara) deve essere assolutamente zona rossa per il boom di contagi che ha avuto, quelli acclarati e quelli non ancora scoperti, e quindi secondo me in questa fase è opportuno che ci fosse stata una chiusura totale dell’area, affinché questi contagi rimangano limitati, per consentirci poi di ripartire. Penso alla Brioni e a quelle altre realtà produttive che con una non chiusura saranno costrette a ricevere lavoratori, con potenziali nuovi contagi che destabilizzerebbero ulteriormente il territorio e quindi per questi motivi mi auguri che il presidente della Regione torni sui suoi passi”. 

Così il sindaco di Farindola (Pescara) Ilario Lacchetta, sulla decisione del presidente della Regione Marsilio di non inserire il Comune di Penne (Pescara) nella zona rossa. 

Sulle sue positività al Covid 19 a Farindola (Pescara) il sindaco ha aggiunto: “Ci aspettavamo la notizia della positività anche nel nostro Comune in quanto ormai da diversi giorni c’era stato questo aumento di casi. Si tratta di un fenomeno che desta oltremodo desta preoccupazione per una comunità che ha sofferto tanto in un recente passato e non è nelle condizioni di vivere questo nuovo dramma sociale come quello di qualche anno fa, e quindi l’appello che rivolgo alla cittadinanza è quello di restare a casa. Sui nostri due contagiati si tratta di due casi isolati, con le persone che sono in quarantena già da diversi giorni e mi sento di rassicurare la cittadinanza”.

ASL PESCARA, “DIFFUSIONE PIU’ AMPIA DI QUANTO NOTO”

“Il costante incremento di nuovi casi dimostra che il numero degli affetti con interstiziopatia polmonare è di gran lunga superiore al numero dei casi già diagnosticati e il ritmo dei ricoveri nelle ultime giornate (20-30 al dì) appare essere la progressiva immersione di una base di diffusione nel territorio di più ampia di quanto sin qui documentato”.

E’ quanto scrive la Asl di Pescara nella relazione inviata alla Regione Abruzzo su cui si basa l’ordinanza con cui il governatore Marsilio ha istituito la zona rossa nei sei comuni del Teramano e del Pescarese.

Secondo l’azienda sanitaria “appare opportuno, onde evitare l’aumento del contagio nell’area Montesilvano Pescara, che potrebbe produrre un aumento dei casi ingestibile con particolare riguardo alla necessità di terapie ventilatori e salvavita, mettere in atto ogni possibile azione volta ad evitare l’ulteriore diffusione del virus in queste zone”.