L’AQUILA – “Sono due mesi che dico che siamo di fronte ad una pandemia per la quale servivano da subito misure draconiane, da poco lo scopre anche l’Oms che quindi si sta dimostrando un organizzazione poco efficace e, purtroppo, molto costosa”. 

Così il docente di Epidemiologia, Igiene e Medicina del lavoro dell’università dell’Aquila Sergio Tiberti, scienziato ed Accamedico delle Scienze, sul coronavirus scoppiato in Italia, in particolare nelle regioni del nord, soprattutto in Lombardia. 

 “Non è la prima volta che assistiamo a sottovalutazione ed inefficienza: la pandemia era sotto gli occhi di tutti ma nessuno evocava questa parola. E meno male che il Governo nazionale ha dato una stretta molto forte destinata ad invertire, anche se non subito, la tendenza dei contagi – ha continuato il docente -. In Cina hanno messo per strada i militari che avevano l’ordine di sparare a chi contravveniva all’obbligo di stare a casa, e quelli scappati dalla zona rossa sono stati giustiziati. Naturalmente, non possiamo fare questo nel nostro Paese che è un nazione democratica, però, bisogna che tutti stiano a casa, senza muoversi. Visto che la pandemia porta con sé il crollo della economia che già è in atto, a questo punto è giusta la chiusura totale, per alcune settimane, di ogni attività, escluse quelle di emergenza, da attuare con il massimo della sicurezza e del contenimento: si vedranno sicuramente i risultati con una netta diminuzione del contagio da coronavirus”.

Secondo Tiberti, “naturalmente, contestualmente con il Paese che si ferma, bisogna bloccare il pagamento di tasse, muti, affitti, durc”. “Ricordo che la Merkel ha detto, nei giorni scorsi, che si infetterà il 70 per cento dei germanici che, stando a studi epidemiologici, è il limite massimo della possibilità di contagio anche in Italia. E bisogna ricordare che non sono solo gli anziani ad essere esposte ma sono in gravi condizioni anche molti giovani, certo in percentuale minore – ha spiegato ancora il professore -. Si può infettare un cittadino su cinque oppure il 70 percento. Rivolgo quindi l’appello a rispettare massicciamente quanto stabilito nei decreti della presidenza del Consiglio dei ministri. Molte società importanti, come Enel, Wind Open Fiber, Tim, Telecom, Terna stanno dando il proprio contributo per la salute dei loro dipendenti e quindi degli italiani, utilizzando lo Smart work, cioè il lavoro agile”.