L’AQUILA – Il timore, nell’Aquilano, è che nella lotta al coronavirus possa aprirsi un fronte specifico sulla Marsica.

Il nono caso positivo acclarato nell’Asl provinciale dell’Aquila, infatti, riguarda un pensionato di 69 anni che non aveva destato grosse preoccupazioni a una prima valutazione.

Mentre finora non si registrano positività di persone nel comune dell’Aquila, il test, invece, ha accertato il terzo caso che riguarda la zona marsicana, dopo il medico di Cerchio e un professionista di Scurcola Marsicana.

In più ci sono ulteriori persone, ricoverate tra L’Aquila e Avezzano, per le quali bisognerà attendere l’esito del tampone nelle prossime ore.

Tra queste c’è anche un altro professionista, trasportato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Avezzano nel pomeriggio, alle prese con una polmonite.

Smentito dalla negatività del tampone, invece, un presunto contagio che avrebbe riguardato un uomo residente a Magliano dei Marsi.

Le autorità, sindaci e amministratori, hanno fatto più volte appello affinché le persone rispettino le misure di prevenzione in modo tale da spegnere sul nascere possibili focolai.
All’ospedale dell’Aquila, insomma, si susseguono i casi considerati sospetti.

Tra essi ce n’è almeno uno che, per le condizioni cliniche, desta maggiori preoccupazioni. Si tratta di un anziano del circondario.

Per il resto è ancora ricoverato in terapia intensiva l’anziano dell’Alto Sangro per il quale è già stata acclarata la positività.

Sono in corso le verifiche anche sui suoi contatti più prossimi, visto che a una prima analisi non sembra che l’uomo possa avere avuto legami con situazioni di possibile rischio Covid-19.