L’AQUILA – Mentre l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, rivela in uno studio la curva che prevede 1.500 contagiati in Abruzzo entro fine mese, 26 nuovi casi positivi portano il totale a 689.

Un bilancio, esiguo, dovuto al fatto che il laboratorio di Pescara ha lavorato a scartamento ridotto per problemi tecnici con i reagenti. La situazione, in regione, resta allarmante perché gli ospedali della costa scoppiano, molti pazienti sono stati trasferiti e c’è qualche tensione, anche gestionale, proprio per queste ragioni.

Aumentano i morti, ormai a quota 48, e il ricorso alla terapia intensiva, 57 dai 52 del giorno precedente.

C’è chi non esita a dire che quella che è andata in archivio è stata “una giornata drammatica” per l’Abruzzo. A Pescara ci sono stati almeno venti ricoveri per insufficienza respiratoria; sei pazienti sono stati trasferiti. Non ci sono, al momento, segnali di rallentamento.

Questi aspetti probabilmente diventeranno evidenti dall’esame dei circa mille tamponi che sono tutt’ora in lavorazione. Arriveranno, è probabile, numeri ancora pesanti.

Per quanto riguarda le altre province, quella dell’Aquila fa i conti con 4 nuovi casi che portano il totale a 48: di questi 23 ricoverati non in terapia intensiva, 7 in terapia intensiva e 14 in isolamento domiciliare, 2 risultano guariti, 2 sono deceduti (uno proveniente da un’altra provincia).

Dei 48 positivi totali, 12 sono dell’Aquilano, 22 della Marsica, 6 dell’area Peligno-Sangrina e 8 di fuori provincia.

In sorveglianza attiva ci sono complessivamente 525 persone, di cui 207 dell’Aquilano, 294 della Marsica e 24 dell’area Peligno-Sangrina. In sorveglianza passiva ci sono complessivamente 236 persone, di cui 29 dell’Aquilano, 144 della Marsica e 63 dell’area Peligno-Sangrina.

Lo hanno reso noto il direttore generale della Asl 1 Avezzano, Sulmona, L’Aquila, Roberto Testa, e il sindaco dell’Aquila e presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl, Pierluigi Biondi.

Nel capoluogo sono due i nuovi casi: uno riguarda la città e uno Scoppito. Gli altri due casi provinciali sono di Avezzano e Pescasseroli.

Nel Teramano la situazione è sempre più delicata nella Valfino:  sette morti, nel giro di pochi giorni, a Castiglione Messer Raimondo, paesino inserito in zona rossa e considerato la “Vò d’Abruzzo”, dove si contano una quarantina di casi su poco più di duemila abitanti.

Anche il sindaco, Vincenzo D’Ercole – il più giovane primo cittadino della provincia e tra i più giovani della regione – è risultato positivo al Covid-19 ed è in isolamento a casa. L’ultima vittima è un uomo di 63 anni che era ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Atri.

Sono peggiorate le condizioni del sindaco di Montefino, Ernesto Piccari, risultato positivo nei giorni scorsi al Covid-19: è ricoverato all’ospedale di Atri, in terapia non intensiva. Montefino è uno dei comuni inseriti nella zona rossa abruzzese, insieme a Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Bisenti, Arsita (Teramo) ed Elice (Pescara). Piccari è medico di base nel suo paese e a Castiglione. L’amministrazione e i consiglieri comunali di Montefino sono in quarantena.

Dei casi positivi, 47 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 133 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 369 alla Asl di Pescara e 140 alla Asl di Teramo.