L’AQUILA – Sull’emergenza coronavirus nella seduta del Consiglio regionale che si è concluso oggi all’Aquila approvando un ordine del giorno, è andato in scena un duro scontro tra M5S e Lega che ha coinvolto il leader leghista, Matteo Salvini, accusato di sciacallaggio, e l’ex capo pentastellato, Luigi Di Maio, ministro degli Esteri.
La tensione era già salita dopo la protesta dei pentastellati che in apertura dei lavori hanno indossato magliette con la scritta “Emergenza Abruzzo: poltronavirus”.
A proposito dell’ordine del giorno presentato dalla Lega, sul quale i pentastellati hanno votato contro, il capogruppo, Sara Marcozzi ha sottolineato: “È sempre ridicolo presentare risoluzioni per impegnare se stessi. Siete maggioranza, fate. Questa risoluzione è pura ipocrisia. Aggiungerei un punto: prevedere ogni utile misura per far tacere Matteo Salvini. L’ho visto fare sciacallaggio su un’epidemia il 23 febbraio, con un video sui social”.
Pronta la replica del consigliere regionale dei salviniani Emiliano Di Matteo: “Trasformare ogni motivo per attaccare in modo indiscriminato, ai limiti dell’insulto istituzionale, diventa poco rispettoso delle istituzioni. Al pari di festeggiare il carnevale con qualche giorno di ritardo con magliette che offendono le migliaia di abruzzesi che non hanno più una vita normale a causa del coronavirus, nonostante la superficialità di chi ha pensato che fosse solo un problema della Cina, pensando che chi tornava poteva girare liberamente, salvo poi, a danno effettuato, tornare precipitosamente indietro. L’emergenza è stata creata da chi è andato da Barbara D’Urso e ha delineato scenari allarmistici. Salvini ha detto solo che bisognava alzare l’attenzione. Non capisco la satira politica in una giornata come oggi. Di poltronavirus non è affetta la regione, ma chi sta oggi in Parlamento e al governo: il paziente zero cercatelo alla Farnesina, che se ne intende”.






