ROMA – “Per evitare un secondo lockdown, che sarebbe un disastro per il Paese, dobbiamo mantenere comportanti responsabili e agire tempestivamente nel contenere i focolai sul territorio. Convivere col virus significa anche continuare a combatterlo”.
Così Giovanni Rezza, direttore dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) durante la trasmissione Agorà, su Rai tre.
L’aumento delle terapie intensive era “un atto dovuto, ma il fatto di averne di più ora non significa che dobbiamo riempirle. La Germania che ne ha molti più di noi, ma fa in modo che le persone non ci arrivino. Per farlo serve un grande lavoro sul territorio”, ovvero “individuare casi, rintracciare contatti, testarli anche da asintomatici”.
Rispetto alla diversità regionali nelle riaperture: “Un provvedimento nazionale serve” ma “adattamenti a livelli regionali di un provvedimento nazionale sono la cosa più giusta” e ci sono “sempre stati in questo paese”.






