L’AQUILA – Cantieri aperti se le imprese assicurano le condizioni di contenimento e sicurezza dei lavoratori con i dispositivi previsti dalle norme sulla emergenza coronavirus.

Alla fine, la questione dei cantieri aperti per la ricostruzione dell’Aquila, così come accaduto in quasi tutta Italia nelle commesse generali di costruzioni, si è risolta quasi naturalmente.

E con polemiche per la insoddisfazione sia all’Aquila, dove nei giorni scorsi ci sono contrastati favorevoli e contrari, sia a livello nazionale sulle misure varate, soprattutto per la cassa integrazione, stando ad un primo esame, non sicura per le maestranze non coperte altrimenti e quindi a casa senza stipendio.

Anche se non ci sono registrati ancora interventi ufficiali.

In assenza di norme e garanzie sulla chiusura per l’emergenza coronavirus, infatti, le aziende nella quasi totalità dei casi hanno deciso di stoppare i lavori, non essendo possibile assicurare l’adeguata sicurezza in questa delicatissima fase, un obbligo che è compreso nel decreto “Cura Italia” con cui il Consiglio dei ministri ha stanziato ieri 25 miliardi di euro. 

All’Aquila si è verificato lo stesso: ad oggi, a un primo monitoraggio, non ci sono imprese che stanno proseguendo l’opera di ricostruzione della città, avendo anche raccolto l’invito dell’Ance, l’associazione dei costruttori, e anche dell’Asl.

Ed in tanti casi con gli imprenditori che hanno dovuto fare i conti con i timori delle maestranze.

La questione ha generato tensioni polemiche dopo essere stata posta sul tavolo nazionale nella speranza di ottenere una misura ad hoc.

Questo non è accaduto, nonostante il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’italia, in giorni scorsi abbia preparato una ordinanza ad hoc, pronta ad essere firmata, prima di essere fermato dal Governo nazionale che gli ha chiesto di aspettare l’esito della trattativa con i sindacati.

Non va celato, in questo senso, lo scontro istituzionale con il governo e con alcuni ministri che fin dalle prime battute si sono mostrati nettamente contrari alla possibilità di una norma che prevedesse la chiusura dei cantieri.

Il tema, allora, inevitabilmente si è spostato sulla salvaguardia delle maestranze. In questo senso l’ultimo decreto firmato dal presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, sembra offrire delle garanzie, che in ogni caso sono ancora allo studio: in particolare quella dell’estensione della cassa integrazione a tutti i lavoratori anche di questo comparto.

Dovrebbe trattarsi della possibilità di richiedere la misura, in particolare quella ordinaria, per nove settimane, al massimo, per gli eventi a decorrere dal 23 febbraio.

Con un limite all’erogazione dei fondi. Sulla questione ha polemizzato, alla luce bozza del decreto “Cura Italia”, il consigliere comunale di centrodestra Roberto jr Silveri: “Non è in vigore nessun decreto ordinanza per la chiusura, coloro i quali in questi giorni di emergenza hanno provocato la diffusione di informazioni fuorvianti sono pregati di smentire pubblicamente l’errore o peggio ancora il dolo”, riferendosi tra gli altri anche al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.