L’AQUILA – Lavoro senza sosta in Regione Abruzzo per far fronte ad un eventuale emergenza da Coronavirus. 

Come già avvenuto nel corso del fine settimana, per oggi sono previste una serie di riunioni. Tra queste, una è relativa all’approvvigionamento dei dispositivi sanitari; una con i medici di famiglia, per fornire loro indicazioni circa le prassi da seguire; una sui protocolli, per mettere a punto quanto previsto dal decreto del Governo di sabato. 

Agli incontri partecipano, tra gli altri, l’assessore regionale alla Salute, Nicolettà Verì, i dirigenti dei diversi settori della Regione coinvolti e i referenti delle quattro Asl abruzzesi. Numerose in Abruzzo le persone in isolamento fiduciario. 

Dopo i due tamponi eseguiti ieri sera e il cui esito era negativo, al momento – si apprende – nessuno dei soggetti in questione presenta sintomi. L’attività della Regione è finalizzata a far sì che il territorio sia preparato in caso di eventuali emergenze. 

Sono risultati negativi al Covid 19, infatti, i due pazienti ricoverati negli ospedali di Pescara e Chieti per patologie respiratorie gravi. Gli uomini, di età intorno ai 50 anni, provenivano entrambi da Francoforte e avevano viaggiato per lavoro in diverse zone. 

Al momento, dunque, in Abruzzo non si registrano casi positivi di Coronavirus.

Inoltre, pur non rientrando tra i casi presi in carico dal sistema ospedaliero, ma avendo avuto una certa rilevanza mediatica negli ultimi giorni, si precisa che il paziente di Sambuceto che aveva riferito di aver avuto contatti con il primo caso positivo registrato a Codogno, si trova attualmente in isolamento fiduciario domiciliare ed è sottoposto a sorveglianza sanitaria attiva da parte della Asl.

È in ottime condizioni di salute e non presenta alcuna sintomatologia. 

Come previsto dall’ultimo Decreto, non sarà sottoposto a test a meno di un significativo cambiamento del quadro clinico. 

C’è poi il caso delle mascherine all’interno degli uffici pubblici, con la Regione che ha prima invitato ad indossarle, la comunicazione è arrivata dall’assessore regionale al Personale, Guido Quintino Liris, e che poi ha fatto dietrofront.

“Considerata l’attuale situazione d’emergenza sanitaria riguardante la diffusione del Coronavirus – si legge nel primo avviso -, si invitano tutti i Direttori di Dipartimento responsabili dei Servizi che prestano attività di front office a richiedere all’utenza esterna che accede all’interno degli uffici pubblici, l’uso della mascherina di protezione. Una disposizione, quella predisposta in data odierna dal Servizio competente, che si rende necessaria al fine di salvaguardare la salute e la sicurezza dei dipendenti della Giunta regionale e ridurre il rischio di diffusione del virus”. 

Poi la seconda comunicazione: “A seguito di confronti svolti in queste ore con le Autorità competenti ministeriali e di Protezione civile nazionale, si è reso opportuno annullare la disposizione, precedentemente annunciata, circa l’uso delle mascherine per l’utenza che accede all’interno degli uffici della Regione Abruzzo, in attesa di specifiche comunicazioni ministeriali. Restano, nel frattempo, valide tutte quelle misure e raccomandazioni in materia di contagio, diramate dal Ministero della Salute, soprattutto riferite ai luoghi pubblici particolarmente a rischio”.

La psicosi da coronavirus però ha colpito anche l’Abruzzo con il centralino del 118 di Pescara e L’Aquila presi letteralmente d’assalto nelle ultime ore da cittadini in preda al panico, in presenza di sintomi influenzali. Operatori chiamati a dare consigli agli utenti, in presenza di febbre, tosse e mal di gola.

Nelle ultime ore sono state centinaia le chiamate arrivate al numero di pronto intervento.

La Regione Abruzzo ribadisce la raccomandazione di rivolgersi ai medici di famiglia, senza intasare i pronto soccorso. 

“Chi non ha sintomi non intasi il pronto soccorso e il centralino”.

Anche all’Aquila si fa sentire la psicosi per il possibile contagio del Coronavirus.

Come appreso dal 118 del capoluogo abruzzese, “arrivano centinaia di telefonate, la gente ha paura e si presenta in ospedale anche senza avere sintomi”.

Cosa fare dunque se si hanno sintomi sospetti? La raccomandazione è chiara: “Non andate al pronto soccorso, se i cittadini hanno dubbi sulle proprie condizioni di salute, a causa dell’infezione del Coronavirus, devono chiamare il numero verde del ministero della Salute, il 1500, o possono rivolgersi al medico di famiglia. Ma non bisogna lasciarsi prendere dal panico, i cittadini devono seguire le indicazioni del Ministero e stare tranquilli”, aggiunge un operatore del 118 ad AbruzzoWeb.

Di contro, questa mattina, il laboratorio analisi dell’ospedale San Salvatore, era semi-vuoto, mentre quelli in periferia stracolmi. (a.c.p.)