L’AQUILA – “Siamo in una fase cruciale per contenere e prevenire il contagio da coronavirus, e dunque le polemiche politiche vanno evitate, occorre dare una risposta anche in termini di sobrietà, perché il pericolo non è il solo contagio, ma anche alimentare la psicosi”.
Lo afferma Guido Quintino Liris, assessore regionale a Bilancio personale e Protezione civile, di Fratelli d’Italia, che di professione fa il medico, proprio poche ore dopo che il Governo ha deciso la chiusura delle scuole fino al 15 marzo con un decreto nel quale tra le altre cose si vietano meeting, congressi e manifestazioni, con quelle sportive a porte chiuse.
Da Liris arriva un appello ad abbassare i toni e mettere in stand by lo scontro politico.
Una posizione in controtendenza con altri esponenti di un centrodestra che fa dura opposizione al governo del Partito democratico e Movimento 5 stelle, guidato dal premier Giuseppe Conte.
Ma soprattutto una posizione in contrasto con l’atteggiamento del suo leader, Giorgia Meloni, che in queste ore ha attaccato pesantemente l’esecutivo e Conte.
“Le polemiche alimentano la psicosi, e vanno evitate – conferma Liris – Quando mi è toccato di sostituire il presidente della Regione, Marco Marsilio, nella conferenza Stato-Regioni, ho avuto modo di dire quello che pensavo, ovvero che in questi casi conta tantissimo la gerarchia, la piramide del comando, e l’adozione di una linea comune e coerente. Non è stato il caso dell’Abruzzo, ma altrove è accaduto che prefetti hanno agito in modo difforme a ciò che indicava la Protezione civile, sull’apertura o chiusura degli uffici pubblici, dei vari front office. E’ evidente che qualcosa non ha funzionato nella filiera del comando”.
Liris tiene poi a sottolineare, che nonostante i nove contagiati, “l’Abruzzo non è una regione con cluster, da ‘zona rossa’, per il semplice fatto che chi è stato accertato come positivo veniva da un’altra regione e non ci sono state prove del passaggio endemico del contagio. Ma l’allerta deve rimanere alta. Siamo in una delicatissima fase di prevenzione”.
Infine un appello alla cittadinanza: “occorre spirito di collaborazione, adottare al di là di quello che stabilisce o meno un decreto, un atteggiamento accorto e, oserei dire, improntato alla buona educazione. Limitare gli ammassamenti, adottare il decalogo di comportamento che oramai spero sia di dominio pubblico, come il mantenere la distanza di un metro e mezzo per evitare il contagio, misura fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità per evitare l’effetto ‘droplet’, che in inglese significa ‘gocciolina’, quella che quando si parla può arrivare dentro le vie aeree della persona che sta di fronte”.






