L’AQUILA – “Non abbraccio i miei bambini da giorni, non vedo i miei genitori da giorni. Spesso non abbiamo i presidi di protezione giornalieri ma una mascherina ed una tuta devono bastarci per una settimana, i posti in ospedale non sono infiniti e l’epidemia è ancora in una fase di ascesa che non sappiamo quanto durerà”.

E’ il duro sfogo che Elisabetta De Blasis affida a Facebook, una riflessione “a voce alta” prima come cardiologa impegnata nella guerra quotidiana al Coronavirus all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, e poi come consigliere comunale della Lega del capoluogo d’Abruzzo, candidata alle europee del maggio 2019, ottenendo 26.500 preferenze nella circoscrizione Sud, seconda dei non eletti, a solo circa 3 mila preferenze dal posto utile.

Nel post De Blasis torna ad evidenziare le numerose criticità già più volte segnalate dagli operatori sanitari che lamentano dall’inizio dell’emergenza una cronica carenza di dispositivi di protezione individuale, in particolare mascherine, una situazione che mette a rischio l’incolumità degli stessi medici ed infermieri che ogni giorno entrano in ospedale per portare avanti una missione che diventa sempre più difficile, mano a mano che i casi di contagio aumentano.

E in merito alle strategie politiche attuate dal Governo guidato dal premier Giuseppe Conte, De Blasis non manca di evidenziare come “il governo sapeva tutto da settimane prima che scoppiasse l’epidemia a Codogno e si è impegnato a minimizzare con ogni mezzo la situazione, compresi sollecitare aperitivi a Milano, baci ed abbracci con i cinesi ed incentivo a frequentare i ristoranti cinesi. Ora abbiamo una pandemia da gestire con migliaia di morti, migliaia di persone che lottano tra la vita e la morte, migliaia di sanitari infettati durante il loro prezioso lavoro”.

E proprio per questo motivo lancia un appello: “Mi rivolgo a tutte le persone che dopo due settimane di reclusione sono diventate ‘leoni in gabbia’, vi scrivo da MEDICO: questo virus è altamente contagioso e del suo comportamento sappiamo ancora poco e niente. Può colpire anche giovani e bambini, oltre che anziani. Ogni volta che entro in ospedale ho paura perché potrei venire in contatto con il COVID19 magari senza avere sintomi e trasmetterlo ai miei cari. Possiamo contare solo sulla prevenzione e cioè stare a casa il più posssibile! La nostra economia, oltre che la nostra sanità, sono e saranno messe a dura prova per i mesi avvenire e non abbiamo bisogno delle misere briciole che il governo ha apparecchiato in un documento nominato falsamente ‘di Marzo’ perché sappiamo già che quello di Aprile non esisterà! La maggior parte dei nostri infermieri, che qui sono a tempo determinato, saranno assunti nei prossimi giorni a tempo indeterminato presso strutture del nord e noi con quale equipe porteremo avanti il nostro lavoro? Un lavoro che non è solo concentrato sui COVID19 ma anche sui malati di altre patologie e che meritano altrettanta attenzione (anche di più, perché maggiormente fragili). Il lavoro di tutti noi, compreso il vostro, che al momento è quello di restare a casa, non è quantificabile in euro perché la vita ha un valore per il quale non può essere comprata ma solo preservata”.

Il post non è passato inosservato, raccogliendo centinaia di like e raggiungendo numerose condivisioni, senza tralasciare le polemiche.

Ad attaccare, in particolare, è stato il collettivo Globuli Rossi che ha ritenuto il post inopportuno e ha criticato il selfie che la De Blasis ha allegato al testo, sottolineando: “La lotta al Covid-19 non richiede trucchi meno che ombretti. La lotta al Covid chiede serietà e impegno e bandisce le speculazioni di parte. Meno selfie e più azione. Il rispetto muove da qui”.

Non si è fatta attendere la risposta della cardiologa: “Cari globuli rossi, a dispetto vostro posso permettermi selfie, trucco ed ombretti perché la mia serietà è indiscutibile se poi volete possiamo parlarne in tribunale! Vi abbraccio (virtualmente naturalmente)”. (azz.cal.)