L’AQUILA – Nuovo, ulteriore, rialzo dei contagi da coronavirus in Abruzzo.

Dopo i 23 di ieri, oggi il bollettino del servizio Tutela e Prevenzione della Salute della Regione ne ha segnalati 24: 8 in provincia dell’Aquila, 5 in quella di Chieti, 7 in quella di Pescara, 3 in quella di Teramo, uno fuori regione.

Decessi ancora fermi a 472 ormai da fine luglio.

I ricoverati sono 33 ricoverati (aumentati di 3 unità), di cui uno in terapia intensiva.

Tra i nuovi positivi giovani e giovanissimi: almeno sei tra 18 e 23 anni. 

Cinque casi a Sulmona (L’Aquila), quattro a Ortona (Chieti): si tratta di casi cosiddetti “start”, emersi da screening territoriale e non tra i contatti di persone già malate. 

Altri due 20enni positivi in un paese del Teramano in cui era già emersa la positività di tre giovanissimi: elemento comune sarebbe una cena cui hanno partecipato anche persone di altre regioni. 

Tra i più giovani risultati positivi c’è anche un 18enne di Pescara.

Sono 280 le persone in isolamento domiciliare, 2.843 dimessi/guariti.

Sono 146.579 test complessivi, mentre gli attualmente positivi salgono a 313 dai 289 di ieri. 

“Per la prima volta in questi giorni le aree interne, finora poco colpite perché rispettose delle regole e non mete di grandi traffici, stanno superando quelle costiere. Nell’Aquilano c’è una riemergenza soprattutto per alcuni focolai, i più numerosi in Valle Peligna, altri in provincia dell’Aquila, legati ad un aumento della vita sociale, al ritorno dalle ferie dall’Italia e dall’estero e ad un abbassamento del distanziamento e dell’uso della mascherina. Bisogna tornare ad usare le precauzioni e rialzare immediamente la guardia”. 

Non lancia un allarme ma un appello forte alla prevenzione il primario di malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, sull’aumento dei contagi degli ultimi giorni in Abruzzo, in particolare l’interno, e in Italia. 

“Nei giorni scorsi ho visto poche mascherine, poi dopo l’obbligo di indossarle dalle 18 anche all’aperto decretato dal governo, ne ho viste di più. Comunque, non si deve essere preoccupati ma bisogna rispettare le regole con il distanziamento sociale e le mascherine soprattutto in ambienti chiusi e affollati – continua l’infettivologo – Il virus continua a circolare, non è scomparso, quindi non siamo a contagio zero: i numeri non sono allarmanti e questo lo dobbiamo al lockdown dei mesi della emergenza, ma il coronavirus è presente anche se in questa fase sembrerebbe circolare tra pauci sintomatici o asintomatici e questa condizione lo rende più difficile da individuare”. 

“Per evitare contatti, bisogna isolarli a domicilio o qualora non fosse possibile, in altre strutture protette per le quarantene, come alberghi e caserme, ma controllate con personale”, conclude Grimaldi.