PESCARA – Dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, sono emersi 3 nuovi casi positivi al Covid 19.
Si tratta di 3 donne, di 60, 49 e 30 anni.
Le prime 2 fanno riferimento alla Asl di Pescara, l’ultima alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti.
Salgono così a 84 i casi positivi registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza.
Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.
Dai test eseguiti la scorsa notte, invece, sono emersi 7 nuovi casi positivi al Covid 19: si tratta di un 66enne di Vasto, un 64enne di Civitella Casanova, una donna di 43 anni di Città Sant’Angelo, un 65enne di Nocciano, un 56enne di Montesilvano e due uomini di Pescara, uno di 55 e l’altro di 80 anni.
Il presidente del Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nel corso delle videoconferenze effettuate oggi nell’ambito della Conferenza delle Regioni e con i ministri Francesco Boccia e Paola De Micheli, ha affrontato le diverse emergenze che investono la regione.
Dopo la lettera scritta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, relativamente alle necessità di istituire particolari zone rosse, il presidente Marsilio ha proposto al ministro Boccia di individuare la zona della Val Fino, in provincia di Teramo e nei Comuni di Penne e Città Sant’Angelo nel pescarese, al fine di attuare provvedimenti restrittivi simili a quelli attuati in Lombardia.
Inizialmente il ministro Boccia ha sottolineato che il Comitato tecnico scientifico ha risposto che l’intera nazione è in zona rossa a seguito dell’ultimo Decreto del premier Conte.
Il presidente Marsilio ha però evidenziato che in queste aree, dove ci sono possibili focolai in atto e centinaia di operai che ogni giorno vanno a lavorare nelle aziende del territorio, questi provvedimenti in essere non sono sufficienti.
Nel corso della videoconferenza anche il rappresentante della Regione Lombardia ha sostenuto la giustezza delle tesi del presidente Marsilio e ha appoggiato il fondamento dei provvedimenti da adottare.
Il ministro Boccia ha preso atto delle osservazioni e ha nuovamente investito della questione il Comitato tecnico scientifico.
12 PAZIENTI IN TERAPIA INTENSIVA, TUTTI I DATI AGGIORNATI
In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 84 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara.
47 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva, 12 in terapia intensiva, mentre gli altri sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, il laboratorio di Pescara ha eseguito 867 test, di cui 429 sono risultati negativi.
Dei casi positivi, 8 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 20 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 48 alla Asl di Pescara e 8 alla Asl di Teramo. Va precisato che il numero elevato di casi registrati a Pescara è anche legato al fatto che al Santo Spirito accedono pazienti provenienti anche da altre aree della regione.
Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.
La Giunta regionale, nella seduta di ieri, ha stanziato 5 milioni di euro a favore della Protezione civile regionale, soggetto attuatore per gli interventi legati alla emergenza Coronavirus.
Lo stanziamento previsto era inizialmente di un milione: l’esecutivo, su proposta dell’assessore regionale al Bilancio Guido Liris, ha ampliato il finanziamento con altri 4 milioni di fondi regionali.
“Serviranno per la grave emergenza che stiamo affrontando, per acquistare tutto il necessario, dai dispostivi di contenimento del contagio fino alle strumentazioni per l’assistenza e la cura dei pazienti, dalle mascherine ai ventilatori e ai respiratori – spiega Liris -, potranno essere utilizzati per allestire nuovi posti letto di terapia intensiva e sub intensiva ed anche di COVID-hospital che ogni azienda sanitaria è chiamata a realizzare”, conclude l’ex vice sindaco del comune dell’Aquila.
L’esecutivo ha autorizzato sedute di giunta in video conferenza.
Via libera in Abruzzo alla prescrizione farmaceutica dematerializzata: il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha firmato l’ordinanza (n.4 dell’11 marzo 2020) che la prevede fra le misure urgenti per la gestione dell’emergenza da Covid-19 sino al 3 aprile 2020 e a nuovo diverso provvedimento, al fine di ridurre il flusso di pazienti negli ambulatori dei Medici di Medicina generale e dei Pediatri di Libera scelta e riservare tale accesso alle sole prestazioni non differibili.
L’ordinanza prevede che, in caso di farmaci prescrivibili attraverso Ricetta Elettronica Dematerializzata (Dem) e per problematiche che potrebbero non necessitare di visita medica, il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta comunica al cittadino il numero di ricetta elettronica (Nre) attraverso le modalità che ritiene più opportune (via mail, WhatsApp e altro).
Il cittadino potrà quindi recarsi in farmacia esibendo la Tessera Sanitaria e il Nre comunicato dal medico; il farmacista, individuata la prescrizione e verificata la correttezza della stessa, effettua la dispensazione dei farmaci, stampa il promemoria e apporre le relative fustelle. Ciò limiterà il flusso di pazienti che accedono agli ambulatori nel periodo dell’emergenza sanitaria. Per le patologie croniche “il medico può prescrivere medicinali fino a un massimo di sei pezzi per ricetta, purché già utilizzati dal paziente da almeno sei mesi”.
La durata della prescrizione non può comunque superare i 180 giorni di terapia.
“Il rinvio delle elezioni è un rischio che si corre in Italia per tutte le consultazioni che ci saranno, fra amministrative e regionali a maggio. Io personalmente lo scongiurerei perché pensare di andare ancora avanti è ancora più difficile, ma è una cosa che non possiamo assolutamente escludere. Un fatto che farebbe non bene alla città nel senso che una mancata programmazione di lungo respiro, con le scadenze che sono previste, interrotta o sospesa per qualche mese sarebbe una cosa che farebbe perdere tempo alla città ed è una cosa che non voglio perché che amo la mia città, amo il lavoro che ho fatto per dieci anni, e certamente non posso auspicare per qualche mese in più da sindaco che ciò possa accadere, e quindi spererei che le elezioni si tenessero regolarmente a maggio, uno perché evidentemente vorrebbe dire che il virus lo avremmo messo all’angolo, e due perché sarebbe la cosa più giusta per la città”.
Così il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, sul rischio di uno slittamento in autunno delle elezioni Amministrative per l’emergenza Coronavirus.
Prima denuncia per una “bufala” lanciata sui social.
A finire nelle maglie della giustizia, con una denuncia per procurato allarme, è stata una donna residente a Villalago.
Nei giorni scorsi, la donna, in un post pubblicato su Facebook, aveva scritto che nel vicino paese di Anversa degli Abruzzi ci sarebbe stato un caso di coronavirus. Notizia totalmente inventata.
Ad aggravare la posizione della donna anche il fatto che la stessa, per essere più convincente, aveva citato come fonte il quotidiano “Il Centro”.
Il sindaco di Anversa, Gianni Di Cesare, ha subito segnalato il caso ai carabinieri, che hanno provveduto a denunciare la donna alla Procura della Repubblica di Sulmona.





