PESCARA – In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 1.703 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo. Rispetto a ieri si registra un aumento di 75 nuovi casi. Dei nuovi casi 34 si registrano alla Asl provInciale di Teramo, 28 alla Asl di Pescara, 8 alla Asl di Chieti e 5 alla Asl dell’Aquila. Cinque le nuove vittime, che portano il terribile conto a 156.
Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute dell’Assessorato regionale alla Sanità.
In Italia inveve sono complessivamente 91.246 i malati di coronavirus con un incremento rispetto a ieri di 2.972. Sabato l’incremento era stato di 2.886. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – è di 124.632.
Rallenta dunque significativamente l’incremento del numero di vittime da Covid-19 in Italia rispetto ai giorni precedenti.
Secondo l’ultimo bollettino, sono 15.887 i morti dopo aver contratto il coronavirus, con un aumento rispetto a ieri di 525. Sabato l’aumento era stato di 681.
Tornando a focalizzare l’attenzione al solo Abruzzo, in totale sono 347 i pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (61 in provincia dell’Aquila, 71 in provincia di Chieti, 126 in provincia di Pescara e 89 in provincia di Teramo), 67 in terapia intensiva (12 in provincia dell’Aquila, 15 in provincia di Chieti, 29 in provincia di Pescara e 11 in provincia di Teramo), mentre gli altri 1006 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (81 in provincia dell’Aquila, 172 in provincia di Chieti, 427 in provincia di Pescara e 326 in provincia di Teramo).
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 158 pazienti deceduti: i nuovi decessi (alcuni dei quali avvenuti nei giorni scorsi, ma la cui positività al virus è arrivata oggi) riguardano un 58enne di Teramo, un 67enne di Atri, una 86enne di Pescara, un 73enne di Montesilvano, un 88enne di Prezza (spetterà in ogni caso all’Istituto Superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone che potrebbero già essere state affette da patologie pregresse)
Buona notizia è rappresentata dai 125 guariti (di cui 109 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 16 che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 13598 test, di cui 8459 sono risultati negativi. La differenza tra il numero dei test eseguiti e gli esiti, è legato al fatto che più test vengono effettuati sullo stesso paziente. Nel totale viene considerato anche il numero degli esami presi in carico e tuttora in corso.
Del totale dei casi positivi, 179 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 325 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 727 alla Asl di Pescara e 472 alla Asl di Teramo. Dei 75 casi positivi al Covid 19 registrati oggi, 5 fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 8 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 28 alla Asl di Pescara e 34 alla Asl di Teramo.
Il dato riguarda la presa in carico dei pazienti e non coincide necessariamente con la loro residenza anagrafica, in quanto ci sono pazienti residenti in una provincia che sono in cura in una diversa Asl provinciale.
Inoltre, per ragioni cliniche, ci sono pazienti che sono stati trasferiti da un ospedale all’altro, anche in presidi di Asl differenti.
“Sono positivo al covid 19”. L’annuncio su facebook è di Maurizio Brucchi, ec sindaco di Teramo, che è anche medico chirurgo e responsabile dell’unità operativa semplice di Senologia all’ospedale Mazzini della sua città.
“Sto bene, sono qui da voi principalmente per sollecitarvi a stare a casa e convincervi a rispettare tutte le regole che vi sono state indicate per ridurre al minimo il rischio di contagio”.
Brucchi ha ricordato che dopo un primo test negativo, poi ripetuto in seguito a una sindrome influenzale con raffreddore, senza febbre, questa volta il tampone ha registrato la positività a Coronavirus come è accaduto a tanti medici e personale sanitario dell’ospeale teramano.
Dopo alcuni giorni di relativa calma, con zero contagi, l’esame dei tamponi ha fatto crescere di quattro unità il numero totale dei positivi all’Aquila.
Altri quattro, in particolare: si tratta di persone, tre in un caso e uno nell’altro, legate a situazioni di contagio già acclarate nei giorni scorsi. Complessivamente, dunque, il totale dei casi in città sale a 31 dall’inizio dell’emergenza.
L’altro caso di giornata, ufficializzato dal servizio Tutela e Prevenzione della Salute della Regione, riguarda Sulmona: si tratta di un’altra dipendente della clinica privata San Raffaele, dove si è sviluppato un vero e proprio focolaio.
Sono già 34, infatti, i contagi accertati.
La Procura, a quanto filtra, avrebbe già aperto un fascicolo sugli accadimenti, per verificare eventuali responsabilità.
Giornata di tregua, invece, per la Marsica: nessun tampone positivo.
Ad oggi sono 178 i casi positivi al Covid-19 presenti in provincia dell’Aquila, di cui 61 ricoverati non in terapia intensiva (3 ricoverati in altra Asl), 12 in terapia intensiva e 80 in isolamento domiciliare (di cui 2 in altra Asl).
Dall’inizio dell’emergenza, sono complessivamente 8 i guariti e 17 i deceduti (10 proveniente da altra Asl).
Dei positivi Covid-19 finora registrati 31 sono dell’Aquilano (4 ricoverati non in terapia intensiva, 1 terapia intensiva, 24 in isolamento domiciliare, di cui 2 in altra Asl, e 2 guariti), 80 della Marsica (24 ricoverati non in terapia intensiva, di cui 2 in altra Asl, 3 in terapia intensiva, 42 in isolamento domiciliare, 6 guariti e 5 deceduti), 25 dell’area Peligna (15 ricoverati non in terapia intensiva, 1 in terapia intensiva, 8 in isolamento domiciliare e 1 deceduto) 11 dell’area Sangrina (4 ricoverati non in terapia intensiva, 1 ricoverato in terapia intensiva, 5 in isolamento domiciliare e 1 deceduto) e 31 di altra Asl (14 ricoverati non in terapia intensiva, 6 in terapia intensiva, 1 in isolamento domiciliare e 10 deceduti).
In sorveglianza attiva ci sono complessivamente 597 persone, di cui 344 dell’Aquilano, 182 della Marsica e 56 dell’area Peligno-Sangrina.
In sorveglianza passiva ci sono complessivamente 82 persone, di cui 0 dell’Aquilano, 26 della Marsica e 56 dell’area Peligno-Sangrina.
Lo rendono noto il direttore generale della Asl 1 Avezzano, Sulmona, L’Aquila, Roberto Testa, e il sindaco dell’Aquila e presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl, Pierluigi Biondi.
“Dobbiamo dire la verità. La situazione resta drammatica. L’emergenza non è finita, il pericolo non è scampato. Ci aspettano mesi ancora difficili. Il nostro compito è creare le condizioni per convivere con questo virus, almeno fino a quando non avremo il vaccino o una cura”.
Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, in due colloqui con Repubblica e Corriere della Sera.
Il “Piano Sanitario” in cinque punti: mascherine e “scrupoloso distanziamento sociale nei luoghi di vita e di lavoro”, “rafforzamento delle reti sanitarie locali”, Covid Hospital, uno studio a campione per capire quanti sono i contagiati in Italia e un’app, modello Corea, sia per mappare gli spostamenti del malato nelle 48 ore precedenti il contagio, sia per la telemedicina, e cioè per avviare una “cura domiciliare” attraverso test clinici e contatti diretti con i medici. In merito alle reti sanitarie locali, “se hai delle squadre di intervento veloci, riesci a tenere il malato a casa”, rileva Speranza.
Quanto agli ospedali anti-Covid, vanno mantenuti e aumentati, “perché non si può escludere un’ondata di ritorno dell’epidemia fino a quando non ci sarà il vaccino, perché l’ospedale misto è ingestibile in questo quadro, troppo rischioso per gli altri degenti e per tutto il personale, e perché non si può nemmeno correre il rischio di penalizzare tutti gli altri pazienti e tutte le altre cure. Non è che il malato di tumore non c’è più”. Riguardo ai tamponi, “faremo quelli rapidi anche con il prelievo in macchina”, spiega il ministro.
Questa procedura, con l’aiuto dell’Istat, consentirà una “mappatura virale del Paese”: con un campione di “diversi milioni di cittadini” si capirà quanti italiani “hanno contratto il virus, se e come sono immuni, quanti e in che area possono tornare alla vita normale”.
Sulle mascherine, “una diffusione intelligente ci aiuta in questa battaglia, purché non le si utilizzi per andare a correre nel bosco e si eviti di usare quelle con il filtro, riservate al personale sanitario”, commenta Speranza. Guardando ai numeri dell’epidemia, “ci sono due dati che ci confortano: il numero di ricoveri in terapia intensiva si sta riducendo e questo è fondamentale per il nostro sistema ospedaliero; e si sta abbassando la moltiplicazione dell’infezione. Fino a poche settimane fa ogni contagiato trasmetteva il virus ad altre tre persone, adesso il rapporto è sceso sotto soglia 1”, dichiara Speranza, che tuttavia sottolinea la necessità rispettare ancora le regole: “Senza rigore si rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti”.





