L’AQUILA – Riprogrammare i fondi europei destinati all’Abruzzo per concedere contributi a fondo perduto a commercianti, imprenditori e aziende che devono far fronte alla crisi economica prodotta dal coronavirus.
È l’operazione a cui sta lavorando la Regione, come annuncia l’assessore alle Attività produttive, Mauro Febbo, di Forza Italia. Un progetto che dovrà avere il via libera di Bruxelles e che, nelle intenzioni, dovrà far seguito alle misure già decise in questi primi frangenti della crisi.
“È troppo presto per determinare con precisione l’impatto dell’epidemia – dice Febbo – Il problema principale quanto tempo durerà l’emergenza. E’ difficile qualunque tipo di analisi, in questa fase anche i grandi economisti fanno fatica a esprimersi. La Regione ha fatto tutto ciò che era possibile fare. Purtroppo, diversamente dal governo, siamo costretti a interventi limitati rispetto a quelli nelle possibilità del governo”.
Per il momento la Regione ha lavorato in particolare per la sospensione dei pagamenti e delle imposte locali.
“La rimodulazione dei fondi europei è essenziale – dice Febbo -, soprattutto per quanto riguarda il cosiddetto de minimis, ovvero il tetto massimo degli sgravi che si possono concedere singolarmente. Si è passati da 200 a 500 mila euro, ora si parla di alzare ulteriormente questo limite a 800 mila euro. Noi andiamo oltre: crediamo che in questa fase devono essere tolti i paletti”.
Tra le altre misure,Febbo annuncia un’accelerazione nella liquidazione di alcuni contributi, in particolare per le associazioni culturali. C’è la volontà, inoltre, di velocizzare la pubblicazione dei bandi futuri.
Febbo è invece critico sui provvedimenti assunti dal governo: “Ci sono diverse difficoltà. Conte si è presentato in tv annunciando un provvedimento importante, ma come Regione abbiamo proposto delle integrazioni. Il decreto non è completo, non è chiaro, non coglie gli obiettivi tecnici. Qui la storia è chiara: non se ne esce se non si ferma tutto, invece il documento lascia ampie facoltà. Eravamo pronti già a una nostra ordinanza, poi ci siamo bloccati. Serve una cabina di regia unica, ma deve essere fatta da chi sa gestire le emergenze. Invece ci sono troppe lacune”.





