L’AQUILA – “La genesi del Dpcm firmato solo oggi e peraltro non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale (quindi non ancora nemmeno in vigore) sta provocando un vero e proprio esodo “biblico” dalle regioni e dalle provincie elencate all’articolo 1. Già da questa notte ho dato disposizioni alla Protezione Civile di inviare squadre di volontari presso le principali stazioni ferroviarie e terminal bus per ‘intercettare’ gli arrivi da nord, distribuire il ‘decalogo’ dei comportamenti virtuosi di contenimento del virus e invitare tutti all’isolamento volontario”.

Lo ha detto il presidente della Regione, Marco Marsilio, da ieri in isolamento volontario, avendo avuto contatti con il presidente della Regione Lazio e segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, risultato positivo al coronavirus.  La Protezione civile in queste ore sta già presidiando in particolare le stazioni di Pescara e Teramo.

Marsilio ha poi dato disposizione agli uffici di predisporre un’ordinanza, che a causa del suo momentaneo impedimento è stato questa mattina firmato dal vice presidente della Giunta Emanuele Imprudente, che impone la quarantena a tutti quanti rientrano in Abruzzo dalle zone elencate all’articolo 1.

Tutto trae origine dal nuovo fronte che si è aperto a seguito del decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, firmato in nottata, che proibisce ogni spostamento, e dunque anche fouri regione, nell’intera Lombardia e in quattordici province di Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Marche. Il cui contenuto, in forma di bozza, era stato però divulgato già nelle ore precedenti.

E in molti però ancor prima della firma del decreto, hanno preso d’assalto i treni e si sono messi in auto per andare in altre regioni, o tornare in quella di origine, si pesni a i tanti lavoratori e studenti. Tra questi ovviamente anche un buon numero di abruzzesi.

Il rischio è che si aggravi una situazione già critica in Abruzzo, dove i casi sono saliti oggi a 17.

“Dalle 3 di questa mattina i volontari stanno facendo questa opera preziosa di informazione e sensibilizzazione – spiega Marsilio -. Ma la lettura del DPCM oggi pubblicato sul sito del Governo mostra che non esiste alcun ‘divieto’ di spostamento dalla Lombardia e dalle province elencate all’articolo 1, ma solo un invito a ‘evitare’ gli spostamenti non necessari, prevedendo infine un esplicito diritto a recarsi presso la propria ‘abitazione, domicilio e residenza’. 

“Un testo simile, per di più diramato in bozza con ore e ore di anticipo, non poteva non provocare le conseguenze che si stanno avendo. Abbiamo il dovere di tutelare la salute dei cittadini, e per questa ragione ho dato disposizione agli uffici di predisporre un’ordinanza, che a causa del mio momentaneo impedimento reca la firma del Vice Presidente della Giunta Emanuele Imprudente, che impone la quarantena a tutti quanti rientrano in Abruzzo dalle zone elencate all’articolo 1. E’ un’ordinanza di difficile applicazione e altrettanto difficile monitoraggio se non sarà accompagnata da una vasta e coscienziosa collaborazione dei diretti interessati e delle loro famiglie: per questo, rivolgo un appello accorato a tutti perché adottino misure di cautela e comportamenti rispettosi di se stessi e del prossimo. Quanti stanno ‘fuggendo’ dalle ‘zone rosse’ stanno facendo esattamente il contrario di quanto dovrebbero fare, mettendo a rischio la salute dei loro cari e dei loro concittadini. Se proprio non sono in tempo per fermarsi e tornare indietro, abbiano almeno il senso civico e la coscienza di restare a casa in isolamento per due settimane”, conclude Marsilio.

IL TESTO DELL’ORDINANZA

L’ordinanza, testaulmente impone che “tutti gli individui che hanno fatto ingresso in Abruzzo con decorrenza dalla data del 8/03/2020, provenienti dalla Regione Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio- Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, hanno l’obbligo: di comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta i quali provvederanno a comunicare tali informazioni agli operatori di sanità pubblica del servizio di sanità pubblica territorialmente competente.

Per i non residenti in Abruzzo la comunicazione va resa direttamente agli operatori di sanità pubblica del servizio di sanità pubblica territorialmente competente ai seguenti recapiti: o al Numero dell’Emergenza 118, per l’ASL 1 – Avezzano-Sulmona L’Aquila; o al numero verde 800 860 146, per l’ASL 2 – Lanciano-Vasto-Chieti; o al Numero dell’Emergenza 118 o al numero 333 61 62 872, per l’ASL 3 – Pescara; o al numero verde 800 090 147, per l’ASL 4 – Teramo;

“Si ordina di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni; di osservare il divieto di spostamenti e viaggi; di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza; in caso di comparsa di sintomi, di avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta o l’operatore di sanità pubblica territorialmente competente per ogni conseguente determinazione”. 

La mancata osservanza degli obblighi di cui alla presente ordinanza si legge ancora -, comporterà le conseguenze sanzionatorie come per legge (art. 650 c.p., se il fatto non costituisce più grave reato). 

E ancora: “Il Prefetto ed il Commissario del Governo territorialmente competenti, informando preventivamente il Ministro dell’interno, assicurano l’esecuzione delle misure per la parte di competenza, avvalendosi delle forze di polizia e, ove occorra, con il possibile concorso del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nonché delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali, dandone comunicazione al Presidente della Regione”. 

“La presente ordinanza, per gli adempimenti di legge, viene trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, alle Prefetture e ai Sindaci. 

“Avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello 
Stato entro il termine di giorni centoventi. 
Il presente provvedimento, immediatamente esecutivo, sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo e sul sito istituzionale della Giunta regionale e viene sottoscritto dal Vicepresidente della Giunta regionale, in applicazione dell’articolo 45 del vigente Statuto della Regione Abruzzo. 

VERI’: “CONDIVIDO ORDINANZA, QUESTO NON E’ UN FILM”

 “Ne ho condiviso il percorso di approvazione e sottoscrivo in pieno l’ordinanza del Presidente Marsilio che impone l’isolamento domiciliare per tutti coloro che stanno rientrando in queste ore in Abruzzo dalle zone rosse del nord Italia”, dichiara l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì.

“Quanto è accaduto ieri con la diffusione delle anticipazioni del decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri – continua l’assessore – ha creato una corsa contro il tempo per riuscire ad allontanarsi dalla Lombardia e dalle province del Veneto, con un atteggiamento umanamente comprensibile, ma che va fermamente condannato perché rischia di diffondere il contagio anche in quelle aree del Paese dove il fenomeno è ancora fortunatamente sotto controllo”.

“Come assessore alla salute – conclude la Verì – voglio rivolgere un appello al senso civico e di responsabilità di tutti coloro che stanno arrivando in Abruzzo in queste ore , affinché restino in casa, non abbiano contatti esterni e segnalino alle autorità sanitarie qualunque mutamento del proprio quadro clinico. L’emergenza che stiamo vivendo è una cosa seria, reale. Non è un film, in cui tutto torna magicamente a posto, grazie allo sceneggiatore. Dobbiamo impegnarci tutti, ognuno dando il proprio contributo, per limitare la diffusione del contagio e vincere questa battaglia. Ma è un obiettivo che però possiamo centrare solo evitando comportamenti a rischio”.

POSITIVA STUDENTESSA DI FOGGIA, 17 I CASI IN ABRUZZO

In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 17 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara. 13 pazienti sono ricoverati in ospedale, e non sono in terapia intensiva, mentre altri 3 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione. 

L’ultimo caso positivo è riferito all’uomo deceduto a Ortona, per il quale non è stato però ancora stabilito il nesso causale tra morte e contagio da Covid 19.

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, il laboratorio di Pescara ha eseguito 163 test.

Di questi 128 sono risultati negativi, mentre altri 10 sono attualmente in corso.

La differenza tra il numero totale e quello degli esiti è legato al fatto che alcuni test sono stati eseguiti più volte sullo stesso paziente.

Complessivamente, infatti, i pazienti sottoposti a test nella nostra regione sono stati 153: 26 nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 18 nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 83 nella Asl di Pescara e 26 nella Asl di Teramo. 

Le tempistiche dei risultati dei laboratori di secondo livello (Istituto Superiore di Sanità e Spallanzani), da oggi provvederemo a comunicare solo eventuali esiti difformi da quelli di primo livello.

OSPEDALE L’AQUILA: MIGLIORANO CONDIZIONI PAZIENTE BRESCIANA

Continuano a migliorare le condizioni della giovane dottoressa originaria di Brescia che ha studiato all’Aquila dove era tornata per l’esame di abilitazione, ricoverata al reparto Malattie infettive. La giovane, unico caso positivo nell’ospedale aquilano, aveva avvertito sintomi tipici del Covid 19 dopo essersi vista con il fidanzato un collega di Bergamo, anche lui positivo. Potrebbe essere dimessa nei prossimi giorni: visto che è asintomatica, lunedì potrebbe essere sottoposta al test, qualora dovesse risultare negativo, se ne effettuerà un altro dopo due giorni e, qualora venisse confermato, potrebbe tornare a casa. 

GRIMALDI, ”NON ANDARE IN PRONTO SOCCORSO, CHIAMARE IL 118”

“Rivolgo un appello ai cittadini che hanno sintomi compatibili al coronavirus affinché non si presentino al pronto soccorso e chiamino il 118 che procederà ad intervenire prontamente a seconda delle necessità”.

Così il primario del reparto Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore del’Aquila, Alessandro Grimaldi, sull’emergenza coronavirus, in particolare sul alcune situazioni che si sono verificate nei giorni scorsi all’ospedale del capoluogo regionale.

“In tal senso, si chiede la collaborazione dei medici di Medicina generale – spiega ancora l’infettivologo -. Al pronto soccorso si sono presentati pazienti che non avrebbero dovuto arrivare in quella struttura. La violazione di questa elementare regola ormai alla portata di tutti potrebbe intralciare la gestione ottimale di questi casi e, in generale, difficoltà al sistema”.

Come in altre province anche all’Aquila sia sta valutando la eventualità di istituire una task force che intervenga per effettuare tamponi a casa per non intasare gli ospedali.

TASK FORCE ABRUZZO, ”STARE PIU’ A CASA, SOLO COSI’ SI BATTE VIRUS”

 “Siamo di fronte ad uno scenario nuovo. Dobbiamo essere più aperti a cercare la possibile presenza in pazienti locali, perché, a questo punto, è probabile che vi sia una diffusione del virus sul territorio”.

Lo afferma il dirigente dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara, Giustino Parruti, della task force della Regione Abruzzo, dopo gli ultimi casi di Coronavirus accertati sul territorio.

L’esperto rivolge anche un appello ai cittadini: “Ognuno – dice – deve sentirsi responsabile di una riduzione delle relazioni sociali in termini di rischio e di quantità. In altre parole bisogna stare di più a casa. Le ultime vicende dimostrano che il virus ha anche qui una capacità di diffusione, per cui dobbiamo stare fermi”.

“Le scuole chiuse, lo stop ai locali, sono tutti provvedimenti che devono avere uno scopo, se vogliamo fare come i cinesi, che ne stanno uscendo. Dobbiamo mostrare corresponsabilità civile e sociale nei confronti di questa situazione. Il virus ha bisogno di riprodursi: se lo fermiamo per un po’ di giorni – conclude Parruti – lui muore e scompare”.

 

 

ISOLATA PARTE DELL’OSPEDALE DI PENNE

Isolata parte dell’ospedale ‘San Massimo’ di Penne, nel Pescarese, dopo che un paziente ricoverato in Medicina è risultato positivo al Coronavirus.

L’uomo, residente nel Pescarese, pensionato sulla settantina, ha sviluppato una polmonite: sottoposto a tampone, è stato contagiato dal Covid-19.

In quarantena, in attesa di accertamenti e di essere eventualmente sottoposti a test, gli operatori sanitari, tra cui il sindaco, Mario Semproni, medico nel presidio sanitario del suo comune. In ospedale c’è anche la moglie del 70enne. Al momento – apprende l’ANSA da fonti della Asl di Pescara – non si conosce l’origine del contagio dell’uomo.

 

PRESIDENTE MARSILIO IN ISOLAMENTO VOLONTARIO

In isolamento volontario anche il governatore abruzzese Marco Marsilio, che nei giorni scorsi è stato in contatto con Nicola Zingaretti, presidente Regione Lazio segretario del Pd, risultato positivo al Covid-19.

A renderlo noto è lo stesso Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, che sui social scrive: “Da questo momento sono in isolamento domiciliare volontario. Appena appresa la notizia della positività al Covid 19 del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ho immediatamente chiamato i sanitari, seguendo il protocollo previsto: martedì pomeriggio scorso sono stato in contatto ravvicinato con lo stesso in occasione della firma del Protocollo d’intesa sulla velocizzazione della ferrovia Roma-Pescara. Mi è stato consigliato di rimanere in isolamento, monitorando la temperatura corporea due volte al giorno, per alcuni giorni, prima di effettuare un tampone (indicativamente nella giornata di martedì). I medici mi hanno infatti spiegato che il risultato di un tampone non sarebbe significativo prima di 7/8 giorni dal contatto con un soggetto positivo. Seppur in isolamento, continuerò a seguire l’attività della Giunta regionale in contatto telefonico e telematico con assessori, dirigenti e collaboratori”, conclude.

PREOCCUPAZIONE RIENTRATA AD OSPEDALE L’AQUILA

All’ospedale dell’Aquila che si sono vissuti momenti di preoccupazione, che nella serata di ieri si sono ridimensionati, per tre persone in osservazione alle quali sono stati effettuati i tamponi: due sono ricoverate al reparto di malattie infettive dell’ospedale del capoluogo di regione e una ad Avezzano.

Si tratta di tre pazienti, originari dell’Aquila, che hanno manifestato problemi respiratori dopo essere entrati a  contatto con le regioni del nord: i test sono risultati negativi.

I risultati dei tamponi sono arrivati in nottata dal laboratorio di Pescara ed hanno tranquillizzato sulla non positività al Coronavirus dei pazienti che avevano avuto contatti con strutture interne al nosocomio aquilano, come Pronto soccorso, Geriatria e servizio Day-hospital, dove sono scattate misure di prevenzione forti, soprattutto per due casi, e dove gli animi si sono rasserenati proprio con la comunicazione dei test per i quali ci sono volute 36 ore.

E’ stato riaperto il reparto di Geriatria che era stato “sigillato” per circa due giorni con all’interno medici, infermieri e pazienti per il passaggio di un’anziana, che si è presentata al pronto soccorso per essere poi ricoverata l’altra notte con polmonite e febbre e “appoggiata” in quella struttura: il giorno dopo è stata trasferita al reparto di malattie infettive.

La notizia della negatività ha fatto tirare un grosso sospiro di sollievo, anche se vertici sanitari e specialisti hanno sempre teso ad escludere il peggio, dopo che l’allarme era scattato per possibili collegamenti parentali con le zone più colpite.

Facendo un bilancio, l’ultimo caso positivo è quello di un 32enne di Lanciano di ritorno da Reggio Emilia, dove aveva partecipato a un corso di formazione.

Il giovane è stato ricoverato nel reparto di Malattie Infettive di Chieti: il primo test a cui è stato sottoposto aveva dato un esito ambiguo; il secondo, eseguito all’Istituto Spallanzani di Roma, ha sciolto i dubbi. Si aggiunge al docente di Vasto, trovato positivo insieme alla sorella; all’intera famiglia di Brugherio, ricoverata al “Mazzini” di Teramo dove che sono stati accertati tutti e quattro i contagi; allo speleologo di San Giovanni Teatino e alla dottoressa lombarda, tirocinante, che si trova ancora nel reparto di Malattie Infettive del San Salvatore, all’Aquila, dove era tornata per sostenere l’esame di abilitazione professionale dopo aver frequentato il suo fidanzato, anche lui medico, originario di Bergamo e anche lui positivo.

La giovane è in condizioni in continuo miglioramento tanto che dovrebbe uscire dall’ospedale nei prossimi giorni.

Allarme in  Valle Roveto, in provincia dell’Aquila, per un gruppo di operai tornati  dall’Emilia Romagna, regione con cluster per l’emergenza coronavirus, dove erano al lavoro con la propria ditta. Residenti a Castellafiume, Capistrello de altri comuni. Gli operai sono stati messi in quarantena.

ATTIVATO COC AL COMUNE DI ORTONA

A seguito del primo tampone risultato positivo su un paziente di Ortona deceduto nei giorni scorsi, primo caso in Abruzzo, il sindaco Leo Castiglione ha attivato il Centro Operativo Comunale al fine di monitorare la situazione in stretto contatto con la Direzione Sanitaria della Asl 2.

Il Coc è in riunione permanente e intanto i Carabinieri e la Asl stanno tracciando in queste ore la rete degli ultimi contatti dell’uomo, alcuni familiari del quale sono stati posti in quarantena.

Il sindaco sta valutando i termini di una seconda ordinanza che potrebbe innalzare il livello di attenzione e precauzione.

“Invito i cittadini a rimanere a casa e ad evitare assembramenti”, l’appello del primo cittadino.

REGIONE ABRUZZO ISTITUISCE UNITA’ DI CRISI

E’ stata formalmente istituita in Regione  l’Uità di crisi per l’emergenza legata al Coronavirus, secondo quanto disposto dagli indirizzi operativi del Presidente del Consiglio dei ministri.

Dell’organismo, che ha sede nella Sala operativa della Protezione civile regionale, fanno parte specifiche figure professionali individuate tra i dipendenti regionali, coordinate dalla stessa Protezione civile e dal Dipartimento Sanità della Regione.

Responsabile dell’unità di crisi, che ha anche il ruolo di soggetto attuatore delle misure legate all’emergenza, è stato nominato (con decreto del presidente della Regione) Silvio Liberatore, dirigente del Servizio Emergenza e Protezione civile della Regione.

Questa mattina a Pescara c’è stato un vertice, convocato dal presidente della Regione Marco Marsilio e dall’assessore Nicoletta Verì, a cui hanno partecipato – oltre a Liberatore – il referente regionale sanitario Alberto Albani, i direttori generali delle Asl e i delegati delle aziende sanitarie coinvolte nella gestione dell’emergenza.

Al centro dell’incontro c’è stata l’implementazione del Piano di emergenza regionale, alla luce delle nuove indicazioni introdotte dall’ultimo decreto e dalle emergenze in atto nel nord Italia. Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di potenziare la capacità delle strutture ospedaliere, così da fronteggiare un eventuale e improvviso aumento dei casi legati al contagio.

Albani ha chiesto a tutte le aziende sanitarie di organizzare, in ogni presidio ospedaliero, percorsi dedicati per accogliere e ricoverare in sicurezza pazienti contagiati, in modo da non pregiudicare l’attività ordinaria dei presidi che, è bene ricordare, va avanti anche in questi giorni di emergenza. Le stesse Asl dovranno comunicare alla Protezione civile quelle che sono le necessità finanziarie per eseguire eventuali lavori di adeguamento delle strutture, anche sotto il profilo impiantistico.

MARSILIO: ”PRONTI A OSPITARE PAZIENTI DA FUORI REGIONE, ORA SITUAZIONE TRANQUILLA MA SIAMO PRONTI A OGNI SCENARIO. UN GIORNO POTREBBE SERVIRE A NOI”

L’Abruzzo è pronto ospitare pazienti provenienti da altre regioni nel caso in cui questo dovesse rivelarsi necessario in base all’evolversi dell’epidemia.

Lo ha assicurato il presidente della Regione, Marco Marsilio, in un’intervista rilasciata alla Stampa: “Siamo disponibili a dare una mano. Non possiamo mica lasciare morire le persone. Non ci è arrivata ancora alcuna richiesta specifica, ma siamo pronti ad ogni evenienza. È chiaro che siamo tutti molto preoccupati. E sappiamo che se ci sarà il picco anche da noi, a quel punto potremmo trovarci nella situazione di non poter assistere i nostri perché nei reparti ci sono persone arrivate da fuori”.

Le valutazioni del governatore traggono origine dal fatto che, almeno al momento, l’Abruzzo appare una delle regioni italiane più fortunate nell’ambito dell’epidemia di coronavirus in corso.

Nella stessa intervista il presidente si è detto preoccupato per il ritorno, previsto, degli studenti fuori sede, agevolati dalla sospensione delle attività didattiche.

Per questo ha già chiesto al governo di varare misure ad hoc, magari estendendo quelle già previste per chi si muove dalle zone oggi più colpite.

IL PUNTO IN ITALIA

Sono 3.296 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 590 persone in più rispetto a ieri e 148 i morti, 41 in più. I guariti sono 414, 138 in più rispetto a ieri.

Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile.

Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 1.777 i malati in Lombardia, 658 in Emilia Romagna, 380 in Veneto, 106 in Piemonte, 120 nelle Marche, 45 in Campania, 21 in Liguria, 60 in Toscana, 41 nel Lazio, 21 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 12 in Puglia, 8 in Abruzzo, 7 in Trentino, 7 in Molise, 9 in Umbria, 1 in provincia di Bolzano, 2 in Calabria, 2 in Sardegna, uno in Basilicata, e 2 Valle d’Aosta.

Le vittime sono 98 in Lombardia (25 in più di ieri), 30 in Emilia Romagna (+8), 10 in Veneto (+4), 4 nelle Marche, 3 in Liguria (+2) e uno in Puglia.

Complessivamente sono finora 3.858 i contagiati totali dal coronavirus, comprese le vittime e le persone guarite.

Quanto ai tamponi, ne sono stati eseguiti 32.362, dei quali oltre oltre 27mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

“Non ci sono criticità nei nostri ospedali, compresi quelli della Lombardia che sono oberati di lavoro”, ha detto il commissario Borrelli ribadendo che è già in atto “il piano di potenziamento delle terapie intensive e sub intensive”.