L’AQUILA – Dai test eseguiti la scorsa notte nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, sono emersi 7 nuovi casi positivi al Covid 19. 

Si tratta di un 66enne di Vasto, un 64enne di Civitella Casanova, una donna di 43 anni di Città Sant’Angelo, un 65enne di Nocciano, un 56enne di Montesilvano e due uomini di Pescara, uno di 55 e l’altro di 80 anni.

Con gli ultimi casi, sale a 81 il numero dei positivi al virus in Abruzzo.

Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione. 

IN ABRUZZO CONTAGI IN AUMENTO, VERI’, ”SERVE RESPONSABILITA”’

“Ho il dovere di rivolgere un ulteriore e accorato appello a tutti gli abruzzesi, affinché evitino di uscire di casa e di spostarsi se non è strettamente necessario. I contagi, infatti, stanno aumentando di giorno in giorno ed è indispensabile ridurre al minimo le possibilità di circolazione del virus”.

Lo sottolinea l’assessore alla salute, Nicoletta Verì, che torna a chiedere uno sforzo ancora più importante all’intera comunità regionale.

“Purtroppo – continua l’assessore – continuiamo ad assistere, nonostante le tante raccomandazioni, a comportamenti irresponsabili che mettono a repentaglio la salute di tutti noi. L’ho detto già nei giorni scorsi: non stiamo vivendo un film di genere catastrofico, in cui gli autori snodano le situazioni e delineano il finale della storia. Questa, invece, è la realtà e spetta a noi impegnarci per arrivare al lieto fine prima possibile”.

“Il nostro sistema sanitario regionale – prosegue la Verì – è sottoposto a uno stress enorme, ma i tanti professionisti che da giorni lavorano senza sosta all’interno delle strutture, ne stanno garantendo la tenuta e le cure agli ammalati. Le risorse, però, non sono infinite e qui entra in gioco il senso civico e di responsabilità di ogni singolo cittadino: non creiamo situazioni inutilmente rischiose per questi uomini e donne che sono in prima linea per tutti noi. E soprattutto evitiamo comportamenti pericolosi ed evitabili, che andrebbero a gravare su una rete già in emergenza”.

“Ci sono zone della nostra regione – aggiunge – in cui abbiamo registrato casi ancora non completamente tracciati e su cui c’è un’altissima attenzione da parte dei clinici. Allo stesso modo, però, voglio invitare i cittadini alla calma e a non farsi prendere dal panico, ma di contattare telefonicamente il proprio medico di famiglia per comunicare eventuali e inspiegabili peggioramenti del proprio stato di salute. Capisco che il contesto condiziona la nostra capacità di giudizio, ma pur mantenendo alta la guardia, non dimentichiamo che non tutte le sindromi influenzali sono legate al Coronavirus: e lo dimostra il dato dei tamponi eseguiti dall’inizio dell’emergenza a oggi, con oltre l’80 per cento che ha dato esito negativo. Fidiamoci, dunque, di quello che ci dicono gli infettivologi, che sono gli unici a stabilire i sintomi che giustificano l’effettuazione di un tampone”.

“Inutile nascondere – conclude l’assessore – che la situazione è seria e non va sottovalutata. Come istituzioni abbiamo predisposto in anticipo tutte le azioni utili a far fronte a un’eventuale maxi emergenza e a limitarne l’impatto, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, che si concretizza nel modificare in questo periodo le nostre abitudini. Non è il momento, poi, delle polemiche e per questo trovo inaccettabile leggere attacchi su trasferimenti di pazienti o attrezzature da un ospedale all’altro: sono possibilità contemplate dal piano di emergenza vigente, perché i pazienti positivi al contagio vanno il più possibile isolati e concentrati in poche strutture. E lo stesso vale per il personale e le attrezzature che devono arrivare dove sono più necessarie. Basta dunque a dibattiti inutili e strumentali, perché oggi l’obiettivo è più importante e per centrarlo dobbiamo essere uniti”.

Nel frattempo, si continua a lavorare anche su altri aspetti tecnici connessi alla gestione dell’emergenza, come il provvedimento che renderà finalmente fruibili a tutti i servizi della ricetta dematerializzata.

Al fine di limitare il flusso di pazienti che accedono agli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, infatti, il cittadino d’ora in poi potrà recarsi in farmacia esibendo la tessera sanitaria e il numero di ricetta elettronica comunicato dal medico.

Il farmacista, grazie al codice, individuerà la prescrizione e dispenserà i farmaci. Il tutto, appunto, senza recarsi nell’ambulatorio del proprio medico. 

IN ABRUZZO PRESCIZIONE FARMACEUTICA DEMATERIALIZZATA

Via libera in Abruzzo alla prescrizione farmaceutica dematerializzata: il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha firmato l’ordinanza (n.4 dell’11 marzo 2020) che la prevede fra le misure urgenti per la gestione dell’emergenza da Covid-19 sino al 3 aprile 2020 e a nuovo diverso provvedimento, al fine di ridurre il flusso di pazienti negli ambulatori dei Medici di Medicina generale e dei Pediatri di Libera scelta e riservare tale accesso alle sole prestazioni non differibili. 

L’ordinanza prevede che, in caso di farmaci prescrivibili attraverso Ricetta Elettronica Dematerializzata (Dem) e per problematiche che potrebbero non necessitare di visita medica, il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta comunica al cittadino il numero di ricetta elettronica (Nre) attraverso le modalità che ritiene più opportune (via mail, WhatsApp e altro). 

Il cittadino potrà quindi recarsi in farmacia esibendo la Tessera Sanitaria e il Nre comunicato dal medico; il farmacista, individuata la prescrizione e verificata la correttezza della stessa, effettua la dispensazione dei farmaci, stampa il promemoria e apporre le relative fustelle. Ciò limiterà il flusso di pazienti che accedono agli ambulatori nel periodo dell’emergenza sanitaria. Per le patologie croniche “il medico può prescrivere medicinali fino a un massimo di sei pezzi per ricetta, purché già utilizzati dal paziente da almeno sei mesi”. 

La durata della prescrizione non può comunque superare i 180 giorni di terapia.

DI PRIMIO, ”RISCHIO RINVIO AMMINISTRATIVE”

“Il rinvio delle elezioni è un rischio che si corre in Italia per tutte le consultazioni che ci saranno, fra amministrative e regionali a maggio. Io personalmente lo scongiurerei perché pensare di andare ancora avanti è ancora più difficile, ma è una cosa che non possiamo assolutamente escludere. Un fatto che farebbe non bene alla città nel senso che una mancata programmazione di lungo respiro, con le scadenze che sono previste, interrotta o sospesa per qualche mese sarebbe una cosa che farebbe perdere tempo alla città ed è una cosa che non voglio perché che amo la mia città, amo il lavoro che ho fatto per dieci anni, e certamente non posso auspicare per qualche mese in più da sindaco che ciò possa accadere, e quindi spererei che le elezioni si tenessero regolarmente a maggio, uno perché evidentemente vorrebbe dire che il virus lo avremmo messo all’angolo, e due perché sarebbe la cosa più giusta per la città”. 

Così il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, sul rischio di uno slittamento in autunno delle elezioni Amministrative per l’emergenza Coronavirus.

”C’E’ UN CONTAGIATO IN PAESE”, MA E’ UNA BUFALA: PRIMA DENUNCIA IN ABRUZZO

Prima denuncia per una “bufala” lanciata sui social. 

A finire nelle maglie della giustizia, con una denuncia per procurato allarme, è stata una donna residente a Villalago. 

Nei giorni scorsi, la donna, in un post pubblicato su Facebook, aveva scritto che nel vicino paese di Anversa degli Abruzzi ci sarebbe stato un caso di coronavirus. Notizia totalmente inventata. 

Ad aggravare la posizione della donna anche il fatto che la stessa, per essere più convincente, aveva citato come fonte il quotidiano “Il Centro”. 

Il sindaco di Anversa, Gianni Di Cesare, ha subito segnalato il caso ai carabinieri, che hanno provveduto a denunciare la donna alla Procura della Repubblica di Sulmona.