Lavoratori costretti a recarsi al proprio posto di lavoro senza che siano state prese le necessarie precauzioni contro il contagio da coronavirus. Accade nei call center dell’Aquila, ai tanti addetti di un settore trainante. Dopo la durissima denuncia di Venanzio Cretarola, della Cisal Comunicazione, prende dura posizione anche la politica, in modo bipartisan, con la deputata del Pd Stefania Pezzopane, e della Lega Luigi D’Eramo, segretario regionale del partito.
“I Call Center rappresentano in assoluto il luogo di maggior assembramento contemporaneo e continuativo di persone. I rischi di contagio sono enormemente maggiori rispetto ad ogni altro luogo di lavoro, ma assistiamo alla grave sottovalutazione da parte delle aziende e ad una ancor peggiore indifferenza e disattenzione da parte degli Enti preposti ai controlli”, aveva denunciato Cretarola, spiegando come “fin da domenica scorsa abbiamo chiesto una verifica urgente al Servizio Prevenzione della Asl dell’Aquila, anche per verificare l’idoneità generale di una sede di lavoro che fin dal suo avvio (2 dicembre 2019) continua a dimostrare carenze più che evidenti. Gli abbiamo illustrato in dettaglio le nostre proposte migliorative per continuare l’attività”.
Da parte sua D’Eramo sostiene che “la situazione dei call center aquilani è ormai insostenibile: serve un intervento deciso del governo, urgente e non rinviabile”.
“L’emergenza va affrontata sotto due punti di vista – dice D’Eramo – In primis quello della sicurezza: non è accettabile, anche alla luce dell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio, che i lavoratori siano costretti, oggi, recarsi al proprio posto di lavoro senza che siano state prese le necessarie precauzioni contro il contagio da coronavirus. Si tratta di ambienti che amplificano il rischio di epidemia se non vengono adeguatamente configurati.
Il secondo aspetto, altrettanto grave, riguarda l’indecoroso comportamento delle aziende che oggi, in questo quadro di crisi e incertezza, lasciano a casa i lavoratori, licenziandoli. La Lega si batterà per evitare questo atto di vera e propria macelleria sociale”, dei 157 lavoratori licenziati due giorni fa dal call center Customer2care, esploso allorché la CcSud di Pattipaglia ha revocato il subappalto alla Customer2Care della commessa WindTre
Interviene anche Pezzopane
“In questo momento di grave crisi per il Paese faccio un appello al governo e alle autorità di controllo affinché le norme per garantire la sicurezza dei lavoratori siano rispettate in tutti i luoghi di lavoro. Purtroppo mi sono arrivate numerose segnalazioni per quanto riguarda la difficile situazione dei lavoratori dei call center preoccupati di contrarre il coronavirus durante il turno di lavoro. In particolare mi segnalano l’assenza di diradamento delle postazioni e la poca alternanza all’interno delle aree di lavoro”.
“In questo particolare momento -sottolinea la deputata Pd – in cui gli italiani sono costretti a passare la maggior parte del loro tempo a casa, gli operatori dei call center diventano un’interfaccia fondamentale per tutti coloro che telefonicamente abbiano bisogno di ottenere assistenza o informazioni da un ente pubblico o privato. In questo contesto, esorto il governo a favorire per questa categoria di lavoratori tutte le iniziative possibile per incrementare al massimo lo smart working e il telelavoro,effettuare la disinfestazione e la pulizia dei locali a ogni cambio turno e garantire la distanza di almeno un metro per ogni operatore”.





