L’AQUILA – Quando arriva la mezzanotte in Marocco scatta l’ora x: per gli italiani che sono rimasti bloccati qui a causa dell’emergenza Coronavirus l’inizio del nuovo giorno rappresenta l’unica speranza di far ritorno a casa e allora, davanti al monitor di un computer o di un telefono, si cerca di prenotare un volo il prima possibile ma in una manciata di minuti il sogno è già svanito.
Questa volta a raccontare ad AbruzzoWeb tutto il dramma di una situazione surreale è un altro abruzzese della provincia di Chieti che, a seguito della precedente testimonianza raccolta nei giorni scorsi da questo giornale, non solo conferma le gravi criticità evidenziate già da altri connazionali circa la gestione delle operazioni di rimpatrio ma lancia anche un appello affinché le Istituzioni si adoperino con maggior impegno e forniscano finalmente un “piano di rientro” affidato fino ad oggi esclusivamente alle compagnie aeree con le quali è praticamente impossibile mettersi in contatto.
Nessuna data, nessun orario pubblicato sul portale e poco conta se si è passata un’intera giornata online a cercare di arrivare “primi”, perché c’è sempre qualcuno più veloce: “una situazione intollerabile per chiunque figuriamoci per chi, come me, si trova qui da settimane e non poteva neanche immaginare che scoppiasse questa ‘bomba’. Le notizie che mi arrivano da casa sono dure da digerire, so che ogni giorno cambiano le regole e vengono imposte nuove restrizioni, le informazioni sono frammentarie ma una cosa l’ho capita bene: sono un soggetto a rischio, ho diverse patologie, se dovessi contrarre il virus non so come andrebbe a finire”.
Il ministero degli Esteri, in accordo con alcune compagnie di bandiera – Alitalia, Neos, Blue Panorama – ha attivato voli speciali per permettere il rientro in Italia ai connazionali che si trovano in altri Paesi che, a causa dell’emergenza Coronavirus, hanno sospeso i voli internazionali ma i biglietti sono praticamente introvabili.
“Tutto il giorno si resta invano in attesa che vengano pubblicati gli orari delle partenze, la notte non si dorme più e quando finalmente, a un orario improponibile, esce fuori un volo cerchi di prenotare ma è già tutto occupato. Non mi muovo di casa da giorni, tra l’altro qui la situazione è molto delicata e la psicosi che si è generata come nel resto del mondo sta spingendo le autorità locali a misure e controlli sempre più stringenti, però mi è stato riferito che negli aeroporti vengono a crearsi lunghe code di disperati che tentano di accaparrarsi un biglietto per tornare a casa, mettendo così ancora più a repentaglio l’incolumità di tutti”.
“Chi si trovava in Marocco in vacanza non ha neanche un posto dove stare e l’aeroporto diventa quindi la prima casa. Forse anche per questo i voli risultano già tutti prenotati. Quando sono partito l’ultima volta l’ho fatto come sempre, senza alcun tipo di preoccupazione. Qui ho un’attività quindi viaggio di frequente. Non ho vissuto neanche per un giorno questa strana quotidianità della quarantena a cui si sono dovuti abituare gli italiani perché già mi trovavo qui quando tutto è iniziato”.
E i biglietti pesano come l’oro, non solo perché rappresentano la “chiave di casa”, ma anche perché i prezzi sono lievitati più del doppio.
Nel Paese intanto è scattato una sorta di corpifuoco e all’incertezza del domani si è aggiunta la paura di non farcela per molti connazionali, preoccupati per una condizione di estrema precarietà di un sistema sanitario forse non del tutto adeguato a fronteggiare l’epidemia.
“Non abbiamo numeri a cui rivolgerci, dal Consolato ci hanno fatto sapere che l’unico modo per tornare è restare sempre connessi. Non abbiamo prospettive, nessuno che vegna a ‘salvarci’. Gli ospedali non sono pronti per gestire questa emergenza sanitaria, se dovessi contrarre qui il virus cosa ne sarebbe di me?”.
Un’odissea che ha coinvolto già altri italiani nei giorni scorsi per i quali però la disavventura ha avuto un lieto fine. In coordinamento con l’Ambasciata d’Italia, il Consolato Generale a Casablanca e l’Unità di Crisi della Farnesina, la compagnia Neos ha predisposto per giovedì 19 marzo quattro voli speciali da 186 posti ciascuno per il rientro dei connazionali.
Dall’inizio dell’emergenza circa 1.500 italiani sono riusciti a lasciare il Paese, ma sul territorio ne rimangono ancora centinaia che chiedono disperatamente di tornare a casa.






