TERAMO – Sono 68, al momento, le stanze reperite dal Comune di Teramo in cinque strutture ricettive tra il capoluogo e la frazione di San Nicolò e che saranno messe a disposizione dei sanitari, ed anche delle forze dell’ordine, impegnate a contrastare la diffusione del coronavirus, che ne faranno richiesta.
Ad annunciarlo, questa mattina, il sindaco Gianguido D’Alberto e il vicesindaco con delega alla Protezione civile Giovanni Cavallari, rispondendo così alla richiesta, avanzata nei giorni scorsi dai sindacati, di trovare degli alloggi temporanei da mettere a disposizione di quei medici, infermieri e oss che per motivi di precauzione nei confronti delle proprie famiglie preferiscono non tornare a casa dopo il lavoro.
“Abbiamo dato immediatamente una risposta a questa sollecitazione allestendo la scuola Risorgimento con dei letti che ci sono stati forniti dalla Protezione civile – ha detto Cavallari – ma ovviamente la scuola rappresentava solo una risposta immediata e non poteva essere quella adeguata ad un’esigenza così importante e rilevante. Per questo siamo andati oltre ottenendo delle disponibilità da parte di alcune strutture ricettive teramane”.
Individuate le strutture il Comune ha poi deciso di metterle a disposizione non solo del personale sanitario ma anche delle forze dell’ordine “che stanno lavorando strenuamente per far si che la propagazione del virus possa essere ridotta al massimo”.
Ieri la Regione ha stabilito la quantificazione della spesa per ogni struttura alberghiera, ma in attesa che l’iter si concluda e della relativa convenzione il Comune ha deciso di garantire questa possibilità fin da subito per rispondere alle esigenze del territorio.
Gli interessati dovranno mandare una mail al Coc del Comune indicando i dati personali, il numero di telefono e un’autocertificazione che attesti di non essere positive al virus e il Comune gli fornirà l’indicazione della struttura dove potersi appoggiare.
Successivamente, in base alle richieste, le strutture disponibili saranno utilizzate anche per rispondere ad altre esigenze quali quelle di riservare degli spazi a quelle persone che sono in fase di guarigione clinica ma che non sono ancora in una situazione che gli consenta il rientro in famiglia, alle persone in quarantena obbligatoria che non possono svolgerla all’interno delle famiglie o dei cittadini che rientrano dall’estero e di quelle persone che sono prive di abitazione, come i senza tetto.
“Ogni struttura sarà adibita a un’esigenza – ha detto il sindaco – per evitare commistioni”.






