L’AQUILA – Altri otto casi sospetti in Abruzzo: le persone, abruzzesi e non, provenienti dalle regioni del Nord dove sono scoppiati i focolai di Coronavirus, sono state sottoposte al tampone con i risultati che si conosceranno nella notte, al massimo domattina. 

Secondo quanto si è appreso, nella maggior parte delle situazioni il protocollo sarebbe scattato per via precauzionale, quindi, i medici attendono esiti positivi. 

Finora sul territorio regionali non ci sono stati casi di positività: i sei casi di ieri sono finiti con esiti di negatività al temibile virus. 

Tra i casi sospetti di oggi, una coppia originaria di Vo’ Euganeo che ha febbre che è bloccata a Pescara all’interno del camper in attesa del responso sul test al Coronavirus; due persone di ritorno da Milano che sono ricoverate all’ospedale di Avezzano; un giovane di Montesilvano, tornato dalla Thailandia, ricoverato a Pescara; uno studente di Roseto tornato da Piacenza, che è in isolamento a casa. 

Intanto, oggi nella Marsica c’è stato un falso allarme con un finale singolare per via di una famiglia di origini cinesi che abita ad Avezzano, che si è presentata, non si sa per quale motivo, al pronto soccorso dell’ospedale di Tagliacozzo per far visitare la loro bambina affetta da febbre alta. 

La bimba è stata controllata dai sanitari che dopo aver verificato che si trattava di influenza, l’hanno sottoposta ad una lastra, molto probabilmente, ai polmoni: al termine dell’esame, i due genitori, insieme alla finalità, anziché tornare al pronto soccorso per le dimissioni, ha lasciato il nosocomio per fare ritorno a casa, ad Avezzano. 

I sanitari hanno così chiamato i carabinieri che hanno rintracciato la famiglia che è stata messa in contatto con il 118 che hanno chiuso il caso. 

Intanto, il Dipartimento regionale della Salute ha inviato ai direttori generali delle quattro Asl abruzzesi una circolare per unificare i comportamenti in presenza di casi sospetti e di contagi.