L’AQUILA – Salgono a sette, in Abruzzo, le persone decedute dopo essere risultate positive al Covid-19. 

L’ultima è un 79enne di Castiglione Messer Raimondo: si tratta del secondo decesso della giornata nel paesino del Teramano che, insieme agli altri Comuni della Val Fino, chiede a gran voce l’istituzione della “zona rossa” visto l’alto numero di casi – oltre 15 – in un’area in cui abitano poche migliaia di cittadini.

L’uomo, si apprende, era stato ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Teramo martedì scorso, con sintomi compatibili. Sottoposto a tampone, i test eseguiti ieri hanno dato esito positivo. Oggi il decesso.

La morte del 79enne si aggiunge a quella di un 83enne, sempre di Castiglione, deceduto stamani e alle altre cinque dei giorni scorsi: un 84enne di Città Sant’Angelo (Pescara), un 73enne di Crecchio (Chieti), una 91enne di Casoli (Chieti), un 58enne di Ortona (Chieti) e un 68enne di Pianella (Pescara). 

Dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara (anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo), sono emersi 30 nuovi casi positivi al Covid 19, che portano il conto complessivo in Abruzzo a salgono a 229.

I nuovi casi, sono stati comunicati alle 15 dal Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione, prima dell’ultimo decesso.

CASI IN ABRUZZO SALGONO A 229, PIU’ 30 PER CENTO NELLE ULTIME ORE

Brusca impennata dei casi di coronavirus in Abruzzo che, in 24 ore, aumentano di 53 unità, circa il 30% in più, e portano il totale dei pazienti positivi a 229, la maggior parte riferita alla Asl di Pescara.

Dopo i 23 comunicati oggi, dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo, sono emersi 30 nuovi casi positivi.

Due casi fanno riferimento alla Asl Avezzano Sulmona L’Aquila e riguardano un 81enne di Ortona dei Marsi e una 82enne di Avezzano.

Quindici riguardano la Asl di Pescara: un 62enne e una 86enne di Collecorvino; un 52enne di Cepagatti; un 80enne di Città S.Angelo; una 71enne di Penne; una 84enne di Elice; un 48enne di Caramanico Terme; un 68enne, una 48enne, una 86enne, un 49enne, un 90enne di Pescara; una 49enne, un 67enne, un 43enne di Montesilvano.

Dieci casi riguardano la Asl di Teramo: un 74enne e un 75enne di Pineto; un 47enne di Torricella Sicura; un 39enne di Roseto degli Abruzzi; una 64enne e un 56enne di Teramo; una 51enne di Bellante; una 55enne di Notaresco; un 63enne di Cermignano; un 80enne di Castiglione Messer Raimondo.

Ci sono poi tre casi per cui non è indicata la residenza: si tratta di due donne di 74 e 54 anni, e di un uomo di 41.

 

LO SFOGO DEL SINDACO, ”SIAMO STANCHI, BASTA RIMPALLI RESPONSABILITA”’

“Siamo stanchi di questa situazione. Se finora sono stato collaborativo, da questo momento non lo sarò più. Ho decine di famiglie a casa con la febbre che mi chiedono il tampone e non so più cosa dire loro. E’ un continuo rimpallo”.

E’ lo sfogo del sindaco di Castiglione Messer Raimondo, Vincenzo D’Ercole.

Il suo comune, insieme agli altri centri della Val Fino, in provincia di Teramo, è uno di quelli più colpiti dall’emergenza coronavirus. Poche migliaia di abitanti, ma oltre 15 casi; stamani si è registrato anche il primo decesso.

Il sindaco di Castiglione e quelli di Elice (Pescara), Arsita, Bisenti, Montefino e Castilenti (Teramo) chiedono a gran voce al governatore Marco Marsilio un’ordinanza simile a quella adottata per Ariano Irpino (Avellino) dal collega della Campania, Vincenzo De Luca, “per mettere in quarantena la popolazione dei nostri comuni e vietare l’entrata e l’uscita dai territori”. Il timore dei primi cittadini, visto l’elevato numero di casi in un’area con poche migliaia di persone – è che “i soggetti positivi, ma asintomatici siano molti di più”.

Ieri la Asl ha comunicato a D’Ercole che sarebbero stati effettuati tamponi a tutte le persone – una cinquantina già in isolamento – entrate in contatto con i soggetti positivi, ma il sindaco dice di non avere informazioni sulla parte restante della popolazione.

“I miei cittadini e, più in generale, tutta la popolazione della Val Fino hanno una dignità che deve essere rispettata. Dobbiamo conoscere quali sono i veri dati del virus in questa zona d’Abruzzo. Basta con i rimpalli di informazioni e di responsabilità”, conclude D’Ercole.

ASL CHIETI, CAMBIA LA MAPPA DEGLI OSPEDALI, NIENTE POSITIVI A LANCIANO E VASTO

Cambia la mappa degli ospedali Covid-19 in provincia di Chieti.

Il tema è stato discusso questa mattina nel corso dell’incontro del direttore generale della Asl, Thomas Schael, con il Comitato ristretto dei sindaci, riunito via Skype.

Hanno partecipato il presidente Umberto Di Primio, Mario Pupillo, Francesco Menna e Massimo Tiberini, rispettivamente sindaci di Chieti, Lanciano, Vasto e Casoli.

Alla luce di valutazioni di tipo organizzativo, è stato stabilito che non saranno Covid hospital Vasto e Lanciano, mentre Ortona e Atessa accoglieranno casi diversi a seconda della complessità. Resta l’hub di Chieti,  dove andranno i malati più critici.

La variazione si è resa necessaria a seguito di una verifica fatta sul campo e che ha suggerito altre soluzioni, più idonee a garantire assistenza con le risorse a disposizione.

E’ caduta, dunque, su Ortona la scelta di accogliere pazienti Covid-19 in virtù delle professionalità già presenti, compresi anestesisti e rianimatori in grado di garantire assistenza ventilatoria invasiva o di supporto ai malati che dovessero averne bisogno.

Senza trascurare la stretta connessione del “Bernabeo” con l’ospedale di Chieti, essendone uno “stabilimento di produzione”, con cui la condivisione di pratiche e personale è già una realtà. 

Ad Atessa, invece, in quanto ospedale di prossimità potranno andare i casi con pochi sintomi, sempre tenendo aperta la possibilità di intensificare il livello assistenziale attivando un’area sub intensiva e la rianimazione dopo che il personale sarà stato adeguatamente formato e affiancato da altre unità.

Proseguono, dunque,  al “San Camillo” i lavori di adeguamento e  creazione dei filtri che permettano al personale ingresso e uscita in sicurezza. 

Infine Vasto non può essere identificato esclusivamente come Covid Hospital poiché eroga funzioni di Dea di I livello in una zona di confine, con prestazioni rientranti tra quelle tempo-dipendenti.

Le nuove indicazioni sono state formalmente comunicate alla Regione Abruzzo.

SEVEL, SI CHIUDE DA STANOTTE FINO A DOMENICA 22 MARZO

La Sevel di Atessa torna a bloccare la produzione del furgone Ducato dalle 22 di questa sera a domenica 22 marzo.

La decisione è stata presa in serata per mancanza di componentistica e forniture provenienti da varie aziende dell’indotto.

Sono gli effetti immediati del clima che si respira nell’area industriale della Val di Sangro per l’assenza di molti operai che oggi non sono andati al lavoro nelle rispettive aziende, con calo di presenze anche nella stessa Sevel, e non vi andranno nei prossimi giorni per paura del contagio da Coronavirus e dall’esigenza di avere certezza sui sistemi di sicurezza per la salute.

Con la scarsità dei pezzi necessari ad assemblare il Ducato la direzione Sevel ha quindi annunciato a sindacati e lavoratori la decisione di sospendere di nuovo la produzione, che era ripartita questa mattina dopo 5 giorni di interruzione, da giovedì 12 a lunedì 16 marzo, per adeguare l’organizzazione del lavoro al decreto governativo.