ROMA – Per le indennità dei professionisti iscritti alle casse previdenziali autonome sono destinati 200 dei 300 milioni stanziati dal decreto Cura Italia per il “reddito di ultima istanza”.
Lo prevede il decreto ministeriale firmato dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, di concerto con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.
Le domande si potranno presentare al proprio ente previdenziale a partire dal 1 aprile e fino alla fine del mese: si dovrà autocertificare di non percepire altre forme di sussidio, nemmeno il Reddito di cittadinanza, e le perdite di almeno il 33% del reddito nel primo trimestre 2020 rispetto al 2019 o la chiusura della partita Iva tra il 23 febbraio e il 31 marzo 2020.
La verifica dei requisiti spetterà alle singole casse.
Con successivi decreti saranno individuati gli ulteriori beneficiari del reddito di ultima istanza, per i quali restano a disposizione 100 milioni del Fondo.
“Dal Governo arrivano novita importanti su professionisti. L’Emendamento appena bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato, fa bene anche all’Abruzzo. È una notizia importante per cui mi sono battuta”, scrive in una nota la deputata Pd Stefania Pezzopane.
“Mi erano arrivate sollecitazioni da più parti e le ho riportati ai ministri competenti. I 600 euro, come contributo mensile, andranno anche ai professionisti delle casse. Individuati anche due tetti reddito, a 35mila e 50mila euro. Anche professionisti e autonomi iscritti alle casse di previdenza private avranno un indennizzo di 600 euro per il mese di marzo”.
“Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha firmato il decreto interministeriale che fissa le modalita’ di attribuzione del fondo per il reddito di ultima istanza. Il bonus andrà chiesto alla propria cassa e sara’ erogato a chi ha avuto redditi fino a 35mila euro o, tra 35 e 50mila, abbia subito cali di attivita’ di almeno il 33% nei primi 3 mesi 2020. Vanno ora fatti altri passi importanti per aiutare che sta soffrendo e non può esercitare la propria professione ed il proprio lavoro”, conclude Pezzopane.




