L’AQUILA – “Ci sono tre casi accertati di Coronavirus in Abruzzo, anche se per uno siamo comunque in attesa dell’ufficialità con le controverifiche dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Lo dice all’Ansa il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, qualche minuto dopo la conferma della positività al test eseguito dall’Istituto Superiore di Sanità, sulla ricercatrice lombarda ricoverata in isolamento all’ospedale dell’Aquila.
I due casi già confermati dall’Iss sono quello del 50enne della bassa Brianza ricoverato a Teramo e quello della ricercatrice lombarda ricoverata all’Aquila.
Si attende invece l’ufficialità di un terzo caso, un uomo ricoverato a Pescara, risultato positivo dagli esami eseguiti in Abruzzo. Dall’esito del test eseguito sul paziente sintomatico di ritorno dalla Lombardia, è emersa una sospetta positività dello stesso al Covid 19. L’uomo è ricoverato in isolamento all’ospedale di Pescara e un secondo campione è stato inviato all’Istituto superiore di Sanità per le controanalisi. Sono stati contestualmente avviati precauzionalmente i protocolli di sicurezza sui familiari e contatti stretti, mentre è in corso il tracciamento degli altri contatti che il paziente ha avuto negli ultimi giorni.
Sul caso della ricercatrice, laureata in medicina originaria di Brescia, ricoverata da ieri nel reparto Malattie Infettive all’Aquila, è arrivato l’ultimo verdetto dall’Iss, dopo che è risultata prima positiva e poi negativa ai due tamponi effettuati nel centro di Pescara.
I risultati erano attesi per ieri sera: oggi i vertici della Asl provinciale dell’Aquila hanno sollecitato il risponso.
L’allarme è scattato perché il govane medico che si è laureato all’Aquila, è fidanzata con un collega di Bergamo risultato positivo al Covid 19. La studentessa è arrivata nel capoluogo regionale con tre colleghe per partecipare all’esame di abilitazione, poi annullato.
Una volta saputa la positività del fidanzato, si era messa in quarantena in casa con le sue amiche. Poi, alla luce della febbre, della tosse e dei dolori intestinali è stata ricoverata.
“La giovane sta bene clinicamente, sono stati ben tracciati tutti i contatti stretti, cioè le tre amiche che sono in isolamento, e anche gli eventuali contatti secondari, tracciati in maniera adeguata”, ha spiegato il primario del reparto Malattie Infettiuve dell’ospedale dell’Aquila, Alessandro Grimaldi.
“La situazione è sotto controllo, la ragazza è arrivata tre giorni fa in reparto – ha aggiunto -, il ritardo nel risultato definitivo è da collegare al fatto che all’Istituto superiore c’è un sovraccarico alla luce dell’emergenza. Serve cautela ma non panico, dobbiamo fare la vita normale”.
“Sin dal primo momento in cui si è avuto il sospetto, le persone venute in contatto con la donna risultata positiva al test per il coronavirus, sono state messe in sorveglianza attiva e isolamento domiciliare”, ha detto il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.
“Appena venuto a conoscenza del caso – spiega il primo cittadino – ho preso contatto con il direttore generale dell’Asl, Roberto Testa, con il Servizio di Igiene, Epidemiologia, e Sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione, con il presidente della Regione, Marco Marsilio, e con il Dipartimento abruzzese di Protezione Civile”.
Intanto la moglie ed i due figli del primo contagiato in Abruzzo, il 50enne della bassa Brianza risultato positivo al Coronavirus a Roseto degli Abruzzi dove era arrivato per un periodo di vacanza per la famiglia, sono stati ricoverati nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Teramo, dove si trova il cosiddetto paziente 1.
Ai tre sono stati effettuati i tamponi inviati al centro di Pescara.
La misura è scattata – secondo fonti dell’azienda teramana – per motivi precauzionali in seguito al fatto che la donna ha accusato alcuni sintomi.
Le sue condizioni, comunque, sono definite buone come sono buone quelle del marito che continua a migliorare.
NEGATIVO TEST SU STUDENTESSA AQUILANA
Buona notizia nella notte su un sospetto caso di Coronavirus che aveva preoccupato molto i sanitari aquilani.
E’ risultata negativa al test del Coronavirus una studentessa aquilana ricoverata in serata al reparto Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila con febbre alta, problemi respiratori ed altri sintomi tipici del virus.
Il quadro delle criticità era complicato dal fatto che la giovane, molto conosciuta in città e con una fitta rete di relazioni, studia nel Nord Italia e nelle scorse settimane, come sua abitudine, ha viaggiato molto in giro per l’Europa.
Immediatamente è stato inviato il tampone a Pescara dove nel giro di poche ore, con la soluzione del doppio responso, è arrivato il risultato negativo con un grosso sospiro di sollievo da parte di dirigenti e medici.
L’arrivo in ospedale con il ricovero è coinciso con la conferma della positività dell’altra studentessa ricoverata nel reparto Malattie infettive che comunque continua a migliorare.
Come è accaduto per il giovane medico originario di Brescia, anche per la studentessa aquilana era già partito il protocollo per risalire alla rete di contatti primari e secondari.
Dai dati trasmessi ieri dalla Regione alla Protezione Civile, emerge che in Abruzzo sono stati eseguiti finora circa 40 test per il Covid.
“Nonostante i casi accertati, l’Abruzzo non vedrà mutata la sua classificazione di ‘regione senza cluster’, in quanto il contagio è stato esterno e non c’è alcun focolaio del virus sul nostro territorio regionale”.
Così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, aprendo con l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, la riunione convocata questa mattina a Pescara, a cui hanno partecipato i consiglieri regionali, alcuni sindaci e parlamentari, rappresentanti delle prefetture, delle Asl e della Protezione Civile.
“La nostra Regione – ha aggiunto il presidente – non adotterà alcuna iniziativa difforme da quanto previsto dalle linee guida nazionali e proprio per questo non ci sarà, al momento, alcun provvedimento di chiusura di scuole o di uffici pubblici, in linea con le indicazioni del Ministero della Salute e del Commissario di Governo. È nostro dovere combattere sì il contagio dall’infezione, ma anche e soprattutto il contagio dalla psicosi”.
L’assessore Verì ha confermato che c’è massima attenzione sulla gestione di ogni singola segnalazione, ricordando, però, che fino ai risultati delle controanalisi dell’Istituto Superiore di Sanità non si può parlare di caso accertato.
“Per la diagnosi certa – ha sottolineato – ci atteniamo a tutti i protocolli nazionali, ma per far fronte a un possibile aumento delle richieste di test nel laboratorio regionale di riferimento a Pescara, abbiamo aumentato la capacità di analisi dei campioni a 80 tamponi al giorno, a fronte dei 25 che potevano essere processati nei primi giorni dell’emergenza”.
L’assessore ha poi annunciato che per oggi è fissata una riunione del Crea, il comitato regionale emergenze, per coordinare le attività dei pronti soccorso e soprattutto per individuare il presidio ospedaliero che si farà carico – eventualmente dovesse insorgere una necessità di questo tipo – dei casi di pazienti contagiati che avessero bisogno del ricovero in rianimazione. Ha inoltre spiegato che sono in corso le procedure per l’attivazione di un numero unico regionale per l’emergenza, da affiancare al numero nazionale 1500.
PRE TRIAGE NEI MAGGIORI OSPEDALI ABRUZZESI PER NON INTASARE I PRONTO SOCCORSO
In tutti i maggiori ospedali abruzzesi, a partire dai capoluoghi di regione tra i quali il solo nosocomio di Teramo ha già la struttura, si doteranno di pre triage per evitare che pazienti con sintomi tipici del Coronavirus, non intasino i pronti soccorso.
Saranno realizzate come tende, tensostrutture, con moduli o strutture sanitarie già presenti, come nel caso dell’Aquila con il cosiddetto G8, costruito dopo il terremoto del 2009 in occasione dell’evento mondiale che si svolse nel capoluogo regionale.
L’obiettivo è di fare percorsi alternativi per scongiurare contagi di sanitari e altri malati.
Di questo si è parlato nel nuovo summit che si è svolto stamani a Pescara sull’emergenza covid19 in Abruzzo dove ad oggi sono due i casi di contagio. A riunirsi sono stati tra gli altri dirigenti della sanità delle quattro Asl, dei pronto soccorso, malattie infettive e Protezione civile, oltre all’assessore Verì e al capo dell’agenzia sanitaria regionale, Alfonso Mascitelli.
Durante il confonto è stata sottolineata la necessità di reperire nuovo personale, di migliorare i reparti di rianimazione e malattie infettive, e anche la esigenza di far arrivare in Abruzzo altri dispositivi di sicurezza tra cui mascherine, camici ed occhiali.
“La nostra organizzazione – ha spiegato il direttore sanitario della Asl provinciale dell’Aquila, Simonetta Santini – è a un livello soddisfacente, c’è confronto, vicinanza e condivisione delle scelte, stiamo seguendo passo passo la situazione, intervenendo con efficacia, la guardia deve rimanere alta anche se bisogna evitare ogni tipo di allarme o peggio ancora di panico. Siamo in prima linea ed abbiamo i mezzi adeguati per affrontare ogni tipo di problematica mettendo in moto tutte le procedure per combattere questa emergenza”.
Sono 1.049 le persone che ad oggi risultano positive al Coronavirus. A queste si aggiungono 29 persone decedute e 50 guariti in tutta Italia. Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza sono stati dunque 1.128 i contagiati.
E’ il bilancio fornito dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli.
“Le persone ricoverate sono il 38%” delle persone malate “e il 10% in terapia intensiva”, ha spiegato Borrelli.
“Invitiamo a non intasare il numero di emergenza, contattate i medici di famiglia telefonicamente e i numeri di emergenza solo in caso di necessità”, l’appello del commissario straordinario.
Complessivamente “la macchina della Protezione civile ha coinvolto 1.700 uomini, di cui 800 nostri volontari”.
OGGI 8 DECESSI, 4 GUARITI IN LIGURIA
Rispetto a ieri, quando si contavano 21 morti, sono otto le persone che si aggiungono alla lista dei deceduti per il Coronavirus, secondo quanto comunicato dal capo della Protezione civile.
Ma ci sono anche 4 guariti in Liguria.
Riguardo ai contagiati, nello specifico, in Lombardia ci sono 552 positivi, 40 dimessi e 23 deceduti, per un totale di 5.723 tamponi eseguiti.
In Veneto 189 positivi, due deceduti e 8.659 tamponi.
In Emilia Romagna 213 positivi, quattro deceduti e 1.550 tamponi.
In Piemonte undici positivi e 308 tamponi.
In Liguria 38 positivi, quattro dimessi e 121 tamponi.
Marche: undici positivi e 68 tamponi.
In Toscana dieci positivi, un dimesso e 531 tamponi.
In Sicilia, 2 positivi e 2 dimessi e sei tamponi.
Nel Lazio tre positivi, 679 tamponi.
Campania: 13 positivi e 373 tamponi.
In Puglia tre positivi e 252 tamponi.
A Bolzano un positivo e 16 tamponi.
In Abruzzo due positivi e 43 tamponi.
In Calabria un positivo e 27 tamponi.
In Sardegna nessun positivo e un solo tampone.
In Umbria nessun positivo, 31 tamponi.
In tutte le altre regioni non si segnalano contagiati.
12 CASI IN SVIZZERA, TUTTI PROVENIENTI DALL’ITALIA, “NON CHIUDEREMO CONFINI”
Le autorità svizzere hanno confermato ad oggi 12 contagi da coronavirus nel Paese. In tutti questi casi, hanno reso noto, i pazienti avevano recentemente viaggiato in Italia.
Lo riferisce il portale Swissinfo.
Il confine svizzero con l’Italia rimarrà aperto, ha sottolineato in una conferenza stampa Daniel Koch, uno dei responsabili dell’Ufficio federale della sanità pubblica.
“Chiudere le frontiere – ha affermato – non aiuterebbe a fermare la diffusione della malattia”.





