PESCARA – Per la prima volta dopo giorni di apprensione a causa dei numeri ancora alti, i contagi da Coronavirus in Abruzzo subiscono un arresto considerevole: sono 18, infatti, quelli registrati nelle ultime ore che portano il totale a 1.721.
“Oggi solo 18 i nuovi casi. Una notizia che dà speranza, in una giornata triste, in cui si ricordano gli undici anni dal terremoto dell’Aquila”, ha commentato il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, sottolineando che i nuovi casi sono emersi dall’analisi su 394 tamponi e che “mentre prima eravamo su una media del 10% dei positivi, adesso siamo scesi”.
“La media dell’ultima settimana è di 58 casi al giorno, mentre la settimana precedente era di 101. Questo è incoraggiante. Possiamo iniziare a progettare la fuoriuscita”, ha aggiunto il governatore.
Dei 18 positivi registrati oggi, 5 fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 1 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 6 alla Asl di Pescara e 6 alla Asl di Teramo, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo.
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 169 pazienti deceduti: i nuovi decessi (alcuni dei quali avvenuti nei giorni scorsi, ma la cui positività al virus è arrivata oggi) riguardano una 86enne, una 93enne, una 78enne e un 67enne di Pescara; un 65enne di Cepagatti; un 92enne di Teramo; un 79enne di Silvi; un 78enne di Montefino; una 88enne di Castilenti; un 38enne di Tollo; un 89enne di Elice (spetterà in ogni caso all’Istituto Superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone che potrebbero già essere state affette da patologie pregresse); 127 guariti (di cui 111 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 16 che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).
Ad oggi 340 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (57 in provincia dell’Aquila, 71 in provincia di Chieti, 129 in provincia di Pescara e 83 in provincia di Teramo), 66 in terapia intensiva (13 in provincia dell’Aquila, 13 in provincia di Chieti, 29 in provincia di Pescara e 11 in provincia di Teramo), mentre gli altri 1019 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (88 in provincia dell’Aquila, 172 in provincia di Chieti, 421 in provincia di Pescara e 338 in provincia di Teramo).
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 14.198 test, di cui 8.830 sono risultati negativi.
La differenza tra il numero dei test eseguiti e gli esiti, è legato al fatto che più test vengono effettuati sullo stesso paziente. Nel totale viene considerato anche il numero degli esami presi in carico e tuttora in corso.
Del totale dei casi positivi, 183 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 327 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 728 alla Asl di Pescara e 483 alla Asl di Teramo.
La Rianimazione di Teramo estuba un paziente affetto da Coronavirus e attiva un sostegno psicologico per i parenti dei malati.
Ad un mese circa dall’inizio dell’epidemia in Abruzzo, la Rianimazione, cosiddetta “Covid” perché allestita all’interno del Terzo Lotto dell’Ospedale di Teramo, con posti letto esclusivamente dedicati a pazienti affetti da gravi patologie correlate con Covid-19, lavora a ritmi serrati.
Al suo interno vengono trattati pazienti intubati, cioè sottoposti a ventilazione meccanica invasiva, e uno di loro, è stato estubato e ha iniziato a respirare autonomamente da più di 24 ore.
“Grande soddisfazione per il lavoro svolto, sia per il paziente, sia per il personale che ogni giorno lavora e che è spronato a far meglio da questi risultati positivi” dichiara Stefano Minora, Primario della Rianimazione e Direttore del Dipartimento di Emergenza e Urgenza della Asl teramana.
“Inoltre, in considerazione del fatto che i parenti non possono accedere al reparto, ci siamo attivati dando loro la disponibilità di poter dialogare ogni mattina con una psicologa, attivando così un reale sostegno per chi, purtroppo, oggi vive questa ulteriore condizione di fragilità umana dovuta all’impossibilità di abbracciare i propri cari malati. Con i parenti abbiamo anche avviato un canale di comunicazione diretto, perché tutti i pomeriggi i medici del Reparto li contattano personalmente per fornirgli le notizie cliniche relative ai propri congiunti e infine, in caso di necessità di ulteriori chiarimenti, possono contattare direttamente il Primario sul cellulare”.
“Pensiamo di aver fatto una cosa utile in quanto questo tipo di patologia, al di là degli aspetti clinici, ha un forte impatto psicologico sulla famiglia. Speriamo di poter alleviare, con questi accorgimenti, il disagio dei parenti”.
Un 38 enne residente a Tollo (Chieti) positivo al Covid-19 è morto all’ospedale di Chieti, dove era ricoverato in terapia intensiva. Si tratta della più giovane vittima abruzzese.
L’uomo, di origini romene, viveva a Tollo da 18 anni.
Lavorava come autotrasportatore per una ditta di Bisenti (Teramo), paese inserito in zona rossa.
Il 38enne, secondo quanto si apprende in paese, non aveva altre patologie. Si era ammalato una ventina di giorni fa ed era finito in ospedale in condizioni già critiche.
Sono 183 i casi positivi al Covid-19 presenti in provincia dell’Aquila, di cui 56 ricoverati non in terapia intensiva (3 ricoverati in altra Asl), 13 in terapia intensiva e 89 in isolamento domiciliare (di cui 4 in altra Asl).
Dall’inizio dell’emergenza, sono complessivamente 8 i guariti e 17 i deceduti (10 proveniente da altra Asl).
Lo rendono noto il direttore generale della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Roberto Testa, e il sindaco dell’Aquila e presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl, Pierluigi Biondi.
Dei positivi Covid-19 finora registrati 31 sono dell’Aquilano (2 ricoverati non in terapia intensiva, 2 terapia intensiva, 25 in isolamento domiciliare, di cui 2 in altra Asl, e 2 guariti), 80 della Marsica (23 ricoverati non in terapia intensiva, di cui 2 in altra Asl, 3 in terapia intensiva, 43 in isolamento domiciliare, 6 guariti e 5 deceduti), 27 dell’area Peligna (14 ricoverati non in terapia intensiva, 2 in terapia intensiva, 10 in isolamento domiciliare, di cui 2 in altra Asl, e 1 deceduto), 15 dell’area Sangrina (3 ricoverati non in terapia intensiva, di cui 1 in altra Asl, 1 ricoverato in terapia intensiva, 10 in isolamento domiciliare e 1 deceduto) e 30 di altra Asl (14 ricoverati non in terapia intensiva, 5 in terapia intensiva, 1 in isolamento domiciliare e 10 deceduti).
In sorveglianza attiva ci sono complessivamente 597 persone, di cui 344 dell’Aquilano, 182 della Marsica e 71 dell’area Peligno-Sangrina.
In sorveglianza passiva ci sono complessivamente 82 persone, di cui 0 dell’Aquilano, 26 della Marsica e 56 dell’area Peligno-Sangrina.
“Oltre 11 milioni di euro per realizzare, entro tre mesi dall’avvio del cantiere, il Covid Hospital Pescara, nella palazzina rossa del complesso ospedaliero della città, tra via Paolini e via Rigopiano, 214 posti letto complessivi di cui 174 destinati alla degenza dei pazienti affetti da coronavirus, da distribuire su tre livelli, dal quarto al sesto piano, e 40 posti in Terapia Intensiva, localizzati al settimo piano dell’edificio. Sono i numeri dell’ennesima realizzazione straordinaria decisa dalla Regione Abruzzo in poche ore e alla quale abbiamo saputo dare immediatezza e concretezza, come ormai consuetudine del nostro Governo di centrodestra, capace di dare il meglio di sé nell’emergenza Covid che ha colpito il mondo”.
Lo ha annunciato il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri ufficializzando i numeri del Progetto Covid Hospital Pescara.
“Con l’esplosione della criticità, si è aperta nel capoluogo adriatico la ricerca di una possibile localizzazione di uno spazio ospedaliero dedicato in modo specifico al trattamento dei ‘casi’ Covid, non potendo oggi prevedere cautelativamente né quanto durerà l’attuale stato di trasmissione del virus né i possibili sviluppi – ha sottolineato il presidente Sospiri – D’altro canto è anche vero che prima o poi dovranno essere riprese anche le normali attività dei vari reparti del monoblocco, preparandoci anche a fronteggiare con strumenti eccezionali le probabili liste d’attesa che oggi si stanno creando”.
“Durante la ricerca di spazi adeguati, giustamente la scelta è finita sulla palazzina rossa che, storicamente, ha ospitato vari servizi, dall’Astanteria alla Pediatria, e che oggi, nel pianterreno dell’ex Pronto soccorso ospita i servizi di diabetologia. Ecco, quel fabbricato è oggi l’idea migliore e più adeguata per il Covid Hospital, innanzitutto perché andiamo a utilizzare uno spazio logisticamente separato dal monoblocco principale dell’Ospedale di Pescara, ma pure a esso contiguo e collegato attraverso il piano interrato, con la possibilità di usufruire dunque di tutti i servizi clinici e di supporto del nosocomio, come la radiologia, il laboratorio analisi, la ristorazione, le pulizie e le manutenzioni. Anche in termini organizzativi ciò consentirà una ottimizzazione del personale sanitario e una maggiore efficienza gestionale”.
“In più tale struttura ci permette anche di pensare al futuro, ossia a quando l’emergenza Covid sarà conclusa perché quell’edificio ristrutturato, riallestito e dotato delle più moderne tecnologie sanitarie d’avanguardia, farà parte integrante dei servizi clinici dell’Ospedale che oggi è sottodimensionato rispetto al volume di attività annualmente erogato. Con i nuovi spazi disponibili ed efficienti si potranno riorganizzare e rendere più razionali i servizi di cura e i reparti liberando spazi all’interno del monoblocco principale. Quindi sarà uno spazio funzionalmente utilizzabile quando, a fine Covid-19, dovremo riprendere le attività cliniche oggi sospese per le quali si creeranno, inevitabilmente, liste d’attesa importanti. Liberando il monoblocco dalla gestione dei pazienti Covid, la dirigenza generale della Asl potrà organizzare e potenziare al meglio i servizi di diagnosi e cura del dopo-emergenza”.
Quindi i numeri del Covid Hospital Pescara: “L’edificio rosso è composto da 7 livelli in tutto, di cui 6 fuori terra, per 7mila metri quadrati complessivi – ha puntualizzato Sospiri – L’intervento per allestire l’Ospedale Covid riguarderà l’adeguamento di quattro livelli del fabbricato, quarto, quinto, sesto e settimo, per una superficie lorda pari a 3.904 metri quadrati. Entro tre mesi tali spazi andranno a ospitare 214 posti letto per pazienti Covid: 40 posti di Terapia Intensiva, 174 di degenza”.
“I tre piani, dal quarto al sesto livello, avranno un’identica distribuzione interna degli spazi per attrezzare, su ciascun piano, 58 posti letto Covid; il settimo livello sarà destinato all’elevata intensità di cura con la Terapia Intensiva, a pressione controllata, e la sub-intensiva oltre ai servizi accessori. Già fissati gli step dei lavori e di apertura: la prima fase prevede la realizzazione di 98 posti letto distribuiti al quarto e settimo piano, ovvero entro 35 giorni dall’avvio del cantiere verranno allestiti i primi 58 posti letto di degenza al quarto livello, i primi 36 saranno pronti dopo 25 giorni al massimo, gli altri 22 entro i successivi dieci giorni; entro i successivi 30 giorni saranno pronti anche i 40 posti letto di Terapia intensiva al settimo piano”.
“Il costo della Fase I delle opere ammonta a 6milioni 957mila euro, oggetto di finanziamento della Protezione Civile. Quindi scatterà la Fase II con il completamento, entro massimo i 30 giorni successivi, del progetto e la realizzazione degli ulteriori 116 posti letto di degenza Covid al quinto e sesto piano e tutte le postazioni pazienti saranno dotate delle più moderne attrezzature di monitoraggio e controllo dei ricoverati”.
“L’Abruzzo punta a diventare un modello sanitario di eccellenza e la nostra capacità di risposta all’emergenza improvvisa dimostra che ne abbiamo tutte le potenzialità”, ha concluso Sospiri.






