PESCARA – Per il terzo giorno consecutivo cala il numero dei contagi da Coronavirus in Abruzzo dove, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 1.436 casi positivi: rispetto a ieri l’aumento è di 35 nuovi casi.
Drammatico il numero dei decessi ma comunque contenuto rispetto alla grave ondata che ha investito altre regioni italiane: sono 123 le persone morte, 8 in più rispetto a ieri, alcuni decessi però sono avvenuti nei giorni scorsi ma la positività al virus è arrivata oggi.
Ci sono poi 91 pazienti clinicamente guariti, cioè che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici, e 11 guariti che hanno risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi.
Nessuna impennata di pazienti in terapia intensiva, il numero resta stabile a 71, e per quanto riguarda le Asl è ancora una volta quella Aquilana a registrare meno casi e, per la prima volta dall’inizio dell’emergenza anche a Pescara si comincia a respirare: dei 35 casi positivi registrati oggi, 6 fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 11 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 9 alla Asl di Pescara e 9 alla Asl di Teramo.
Del totale dei casi positivi, 128 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 292 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 631 alla Asl di Pescara e 385 alla Asl di Teramo.
342 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (40 in provincia dell’Aquila, 80 in provincia di Chieti, 134 in provincia di Pescara e 88 in provincia di Teramo), 71 in terapia intensiva (13 in provincia dell’Aquila, 16 in provincia di Chieti, 31 in provincia di Pescara e 11 in provincia di Teramo), mentre gli altri 798 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (60 in provincia dell’Aquila, 144 in provincia di Chieti, 350 in provincia di Pescara e 244 in provincia di Teramo).
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 123 pazienti deceduti: i nuovi decessi (alcuni dei quali avvenuti nei giorni scorsi, ma la cui positività al virus è arrivata oggi) riguardano un 80enne di Cermignano, una 99enne e un 93enne di Pescara, una 92enne di Cappelle sul Tavo, una 78enne di Vasto, una 82enne di Avezzano, un 90enne di Rocca San Giovanni e un 74enne di cui non stata resa nota la residenza (spetterà in ogni caso all’Istituto Superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone che potrebbero già essere state affette da patologie pregresse);
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 9610 test, di cui 5822 sono risultati negativi.
La differenza tra il numero dei test eseguiti e gli esiti, è legato al fatto che più test vengono effettuati sullo stesso paziente. Nel totale viene considerato anche il numero degli esami presi in carico e tuttora in corso.
Il dato riguarda la presa in carico dei pazienti e non coincide necessariamente con la loro residenza anagrafica, in quanto ci sono pazienti residenti in una provincia che sono in cura in una diversa Asl provinciale.
Inoltre, per ragioni cliniche, ci sono pazienti che sono stati trasferiti da un ospedale all’altro, anche in presidi di Asl differenti.
Sebbene sembra intravedersi un “ridimensionamento del fenomeno epidemico non bisogna abbassare la guardia”.
Anzi, fino a che non “avremo un vaccino e la popolazione non avrà acquisito una immunità di gregge il problema potrà ripresentarsi in forma sporadica”.
E’ il parere di Jacopo Vecchiet, direttore della Clinica malattie infettive del policlinico di Chieti e componente del Comitato tecnico-scientifico, istituito dalla Giunta regionale, che anticipa alla redazione di “Sos Coronavirus” un possibile scenario dopo l’emergenza pandemica.
“Se le dinamiche circolatorie del virus ripercorreranno le dinamiche dei virus influenzali non è da escludere che dopo il periodo di silenzia, nella fase tipica influenzale possano esserci delle riaccenzioni. Allora dovremo essere molto attenti e molto bravi a non creare focolai ospedalieri”.
Secondo Vecchiet “la sfida si va modificando in una forma diversa, mi auguro di minor impatto numerico ma forse non meno complicata e complessa”.
Sul punto della sperimentazione dei farmaci, Vecchiet assicura che stanno dando dei risultati: “Quello che abbiamo imparato a conoscere è che il virus determina un danno di tipo infiammatorio ai polmoni, pertanto se noi riusciamo ad intervenire prima che si accenda la tempesta infiammatoria otterremo dai farmaci risultati ancora migliori”.
Sono 99 i pazienti positivi al Coronavirus ricoverati nella Asl di Teramo: 24 all’ospedale di Teramo, di cui 5 in Rianimazione, e 75 all’ospedale di Atri: 75, di cui 6 in Rianimazione.
Tra la serata di ieri e questa mattina sono deceduti un uomo di 80 anni, residente a Cermignano, e un uomo di 79 anni residente a Pineto, entrambi ricoverati ad Atri e positivi al Covid-19.
Spetterà comunque all’istituto Superiore di Sanità attribuire la morte al coronavirus.
I ricoverati residenti al di fuori della provincia di Teramo sono 18.
I pazienti positivi al Covid-19 in isolamento domiciliare con sorveglianza sanitaria attiva, sono 244.
Le persone (comprensive di quelle provenienti dal nord Italia e di quelle che hanno avuto contatti stretti con pazienti positivi al Covid-19) poste in isolamento domiciliare con sorveglianza sanitaria attiva, sono 543.
“Coronavirus, ho vinto!”.
Così com’era accaduto quando era stato trovato positivo al tampone, così il giovane di origini campane che gestisce in città una scuola di ballo ha comunicato attraverso la sua pagina Facebook la fine della battaglia contro il Covid-19.
Si tratta, ufficialmente, del secondo guarito in città dopo la dottoressa tirocinante lombarda che, al termine di un lungo ricovero ospedaliero e dopo alcuni tamponi di controllo, è tornata nella sua Bergamo per dare manforte in una fase di emergenza assoluta.
Il totale dei casi di coronavirus all’Aquila è arrivato a quota 22 con gli ultimi due, un uomo e una ragazza che in realtà in città è solo domiciliata, proveniente da fuori regione. Sembra rientrare anche l’allarme per quanto riguarda un possibile focolaio di origini sanitarie.
Il primario di Malattie infettive del San Salvatore, Alessandro Grimaldi, ha rivelato che sono stati eseguiti quasi 200 tamponi sugli operatori, riscontrando una bassissima percentuale di positivi, in termini assoluti sono tre casi che peraltro sono in buone condizioni.
Questo ha placato, al momento, l’allarme che si era generato attorno alla possibilità del deflagrare dell’emergenza legata all’attività in corsia.
In ogni caso i positivi legati a ciò che è accaduto al San Salvatore restano oggi almeno 10 sui 22 totali, comprendendo medici, infermieri, pazienti, operatori e anche i parenti degli stessi. Un numero che include pure due situazioni che riguardano persone che lavorano all’ospedale di Teramo.
Ad oggi sono 128 i casi positivi al Covid-19 presenti in provincia dell’Aquila, di cui 40 ricoverati non in terapia intensiva (3 ricoverati in altra Asl), 13 in terapia intensiva e 60 in isolamento domiciliare (di cui 1 in altra Asl). Dall’inizio dell’emergenza, sono complessivamente 6 i guariti e 9 i deceduti (4 proveniente da altra Asl).
Dei positivi Covid-19 finora registrati 22 sono dell’Aquilano (4 ricoverati non in terapia intensiva, 1 terapia intensiva, 15 in isolamento domiciliare, di cui uno in altra Asl, e 2 guariti), 68 della Marsica (19 ricoverati non in terapia intensiva, di cui 2 in altra Asl, 1 in terapia intensiva, 40 in isolamento domiciliare, 4 guariti e 4 deceduti), 7 dell’area Peligna (5 ricoverati non in terapia intensiva e 2 in isolamento domiciliare), 8 dell’area Sangrina (3 ricoverati non in terapia intensiva, 1 ricoverato in terapia intensiva, 3 in isolamento domiciliare e 1 deceduto) e 23 di altra Asl (9 ricoverati non in terapia intensiva, 10 in terapia intensiva e 4 deceduti).
In sorveglianza attiva ci sono complessivamente 623 persone, di cui 313 dell’Aquilano, 257 della Marsica e 53 dell’area Peligno-Sangrina.
In sorveglianza passiva ci sono complessivamente 180persone, di cui 7 dell’Aquilano, 117 della Marsica e 56 dell’area Peligno-Sangrina.
Lo hanno reso noto il direttore generale della Asl 1 Avezzano, Sulmona, L’Aquila, Roberto Testa, e il sindaco dell’Aquila e presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl, Pierluigi Biondi.





