L’AQUILA – Svolta nelle indagini per l’assalto al portavalori avvenuto tra Vittorito e Corfinio, nell’Aquilano, il 16 dicembre scorso: i Carabinieri hanno arrestato due persone. Si tratta di Bruno Silvestri, foggiano, e Sergio Loreno Moscone, di Bussi sul Tirino (Pescara)

L’ASSALTO AL PORTAVALORI

Erano le 08:30 circa del 16 dicembre scorso, quando, un portavalori della società “Securpol”, percorrendo la strada che collega Vittorito a Corfinio, fu bloccato, all’altezza della località “Gole di San Venanzio”, da una Lancia Lybra station wagon grigia, risultata rubata giorni prima.

Dall’auto uscirono due persone, entrambe con i volti coperti da passamontagna ed armate di pistola e fucile che si fecerp consegnare il denaro trasportato a bordo dell’auto. L’effetto sorpresa e la minaccia delle armi poste a pochi centimetri dal volto, hanno fatto desistere i due agenti da qualsiasi reazione.

I banditi, impossessatisi dell’ingente bottino, circa 170.000 Euro, si fecero consegnare anche la pistola di uno degli agenti e, fuggendo, si erano diretti, ad altissima velocità, verso Raiano.

Nel centro abitato di quel paese, i due rapinatori, non hanno rallentato la folle corsa violando il senso obbligato di una rotonda che hanno attraversato ad altissima velocità ed esponendo a pericolo i passanti.

La circostanza è stata notata da un agente della polizia locale di quel centro che, pur essendo ignaro di quanto appena accaduto, ha immediatamente annotato data, luogo, vettura e targa della stessa al fine di contestare le violazioni di legge.

L’allarme per l’avvenuta rapina ha fatto scattare subito il piano antirapina dei Carabinieri della Compagnia di Sulmona che, oltre a presidiare le più importanti arterie stradali hanno immediatamente attivato un’intensa attività d’indagine partendo dal luogo ove era stato consumato il delitto.

Procedendo lungo la via di fuga dei malviventi, i militari hanno chiesto informazioni a diversi titolari di esercizi commerciali posti lungo l’itinerario ed hanno acquisito filmati registrati da impianti di videosorveglianza degli stessi ritenuti utili alle indagini.

GLI ARRESTI

I Carabinieri sono quindi risaliti all’agente della polizia locale che qualche minuto prima era stato testimone di quel fatto ritenuto comunque anomalo per la località.

La testimonianza è stata utile, oltre che a ricostruire la dinamica della fuga, anche a fornire i primi elementi descrittivi di uno dei rapinatori la cui elaborazione portata poi a termine dai militari, ha consentito l’individuazione di Bruno Silvestri, classe ’76 foggiano. Un vero professionista del crimine: già arrestato e condannato per altri delitti, il soggetto, sottoposto all’obbligo di firma presso i carabinieri del comune di residenza, ha organizzato i propri “impegni criminali” in modo tale da presentarsi puntualmente alla firma per non insospettire in alcun modo le autorità.

L’ulteriore sviluppo delle dichiarazioni rese dall’agente, hanno poi consentito di rinvenire l’auto con la quale è stata perpetrata la rapina.

Questa era ben occultata all’interno di un capannone della zona industriale di Raiano la cui proprietà è riconducibile a tale Sergio Loreno Moscone, classe ’57, di Bussi sul Tirino (Pescara).

All’interno dell’auto, risultata rubata a Roma all’inizio di dicembre, sono state rinvenute, oltre che diversi indumenti utili per il travisamento del volto, anche diversi oggetti riconducibili alla società proprietaria del portavalori rapinato.

ARRESTATI SI TROVANO A SULMONA E LUCERA

Le risultanze investigative raccolte dai Carabinieri, sono state accolte da parte dal Gip del tribunale di Sulmona che ha emesso le ordinanza cui i militari alle 17:30 circa del 30 dicembre hanno dato esecuzione.

I due arrestati, a formalità di rito espletate, sono stati trasportati e rinchiusi nella casa di reclusione di Sulmona (Moscone), e nella casa circondariale di Lucera (Foggia, per Silvestri) entrambi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa di essere sottoposti all’interrogatorio di garanzia che si terrà nei prossimi giorni.

Sono in corso ulteriori indagini volte a verificare, perla corrispondenza delle modalità esecutive della e  dinamica, l’eventuale responsabilità dei soggetti anche per delitti analoghi verificatisi negli ultimi tempi nell’ambito della provincia dell’Aquila.